
Basilica di Sant’Eufemia // Grado // Gorizia // Friuli Venezia Giulia – La basilica di Sant’Eufemia è il principale edificio religioso di Grado e antica cattedrale del soppresso patriarcato di Grado.
Contesto
La Basilica di Santa Eufemia, un gioiello di architettura paleocristiana, si erge maestosa nella suggestiva cornice di Campo dei Patriarchi, nel cuore della “città vecchia” di Grado. Questo edificio storico, risalente alle origini paleocristiane, è il fulcro spirituale e culturale della città vecchia. La Basilica di Santa Eufemia non solo affascina per le sue imponenti dimensioni e la preziosità delle opere d’arte che custodisce, ma anche per l’atmosfera di profondo raccoglimento che pervade i suoi ambienti.
Ogni angolo della basilica, dalle navate ai mosaici, racconta secoli di storia e fede, invitando i visitatori a una riflessione silenziosa e contemplativa, lontano dal frastuono della vita moderna. Questo luogo sacro rappresenta un punto di incontro tra il passato e il presente, dove la bellezza artistica e l’importanza spirituale si fondono armoniosamente, offrendo un’esperienza unica a chiunque varchi la sua soglia.

Sito Ufficiale
Basilica di Sant’Eufemia – Turismo FVG
Siti correlati
Grado.it
Collegamenti esterni
Wikipedia
Carta Archeologica FVG
Indirizzo
Campo Patriarca Elia, 13, 34073 Grado (GO)
Storia
La Basilica di Santa Eufemia sorge nel cuore della “città vecchia” di Grado, su un luogo dove nel V secolo esisteva una precedente basilica, forse voluta dal metropolita di Aquileia Niceta durante l’invasione di Attila. L’edificio attuale, a pianta basilicale, fu ordinato dall’arcivescovo di Aquileia Elia, che fuggiva dai Longobardi. In seguito al contrasto con papa Pelagio II e alla condanna dei Tre Capitoli, Elia si proclamò patriarca e, per riaffermare la sua fedeltà al concilio di Calcedonia, dedicò la basilica a Sant’Eufemia di Calcedonia, consacrandola probabilmente il 3 novembre 579. Durante il VI e l’inizio del VII secolo, la basilica fu sede del ramo filo-romano e filo-bizantino del patriarcato, fino alla separazione definitiva tra le due chiese e la costituzione del Patriarcato di Grado tra il 717 e il 739.
La basilica cominciò a decadere dal 1105, quando il patriarca Giovanni Gradenigo si trasferì a Venezia. Nonostante ciò, mantenne la titolarità della cattedra patriarcale fino al 1451, quando il titolo fu trasferito a Venezia e la basilica perse il ruolo di cattedrale. Nel 1455 venne eretto l’attuale campanile, sormontato da una statua segnavento raffigurante l’arcangelo Gabriele.
Dal 1818, la basilica appartiene all’arcidiocesi di Gorizia. Il 22 settembre 1888, l’arcivescovo di Gorizia Luigi Mattia Zorn consacrò la basilica e l’altare ai santi Ermagora e Fortunato.

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Architettura
L’interno della basilica è strutturato in tre navate, sostenute da colonne con capitelli che reggono le arcate. Nella conca absidale si trova un grande affresco raffigurante Cristo in una mandorla, circondato dai simboli degli Evangelisti, dalla Madonna, da Sant’Ermacora, San Giovanni Battista e San Fortunato.
Sopra l’altare si può ammirare la Pala d’argento dorato, un capolavoro dell’oreficeria veneziana realizzato da Donato Mazzalorsa. Di particolare fascino è il pulpito dell’XI secolo, sostenuto da sei colonne con capitelli decorati da rilievi raffiguranti i simboli degli Evangelisti e una croce. Il pulpito è inoltre coperto da un cupolino di foggia moresca su archi trilobati inflessi, probabilmente un’aggiunta gotica.
Nella navata sinistra si trova la “trichora”, una cella simile alla cappella di San Marco, mentre nella navata destra si può ammirare il mausoleo che conserva parti originali come la volta in mattoni e il mosaico con il monogramma di Elia (HELIAS EPISCOPUS). Alla parete è murata la cassaforte che custodisce il tesoro del Duomo.
Grazie ai restauri, è possibile percorrere il viaggio del catecumene attraverso i mosaici pavimentali, dove si trova anche un mosaico che rappresenta il “Castrum di Grado”. Il pavimento del Duomo segue i canoni stilistici bizantini, con motivi schematici e geometrici, il più insigne dei quali è l’onda subacquea. I mosaici hanno anche un notevole valore storico, testimoniato dalle circa 40 epigrafi che commemorano i nomi di coloro che contribuirono alle spese per la loro realizzazione.
| Giorni di apertura | Dal Lunedì alla Domenica |
| Orari di apertura | Inverno: dalle 10:00 alle 18:00 / Estate: dalle 10:00 alle 19:00 |
| Biglietti | Ingresso libero |
| Prenotazione | No |
| Visita guidata | No |
Fonti
Turismo TVG / Wikipedia / Grado.it / Carta Archeologica FVG
Fonti fotografiche
Instagram: @maroccolaura / @prezioso.mario / @simonadenise / @susinaandfriends / @aldomodo