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“Silenzio” di Ahmet Güneştekin al Palazzo Gradenigo di Venezia

Custode dello spazio, serie Voci nel silenzio, 2025, scultura in bronzo 170 x 200 x 153 cm.
Custode dello spazio, serie Voci nel silenzio, 2025, scultura in bronzo 170 x 200 x 153 cm.

L’artista curdo-turco Ahmet Güneştekin presenta la mostra Silenzio presso Palazzo Gradenigo, visitabile dal 6 maggio al 1° novembre.

L’universo poetico di Güneştekin

La mostra “Silenzio” è un progetto espositivo che unisce sculture e dipinti, articolato tra piano terra, primo piano e spazi esterni. Nel percorso sono presenti 11 sculture in bronzo e altrettanti dipinti a olio sui due livelli.

Di conseguenza, l’allestimento costruisce un universo condiviso in cui scultura e pittura dialogano, così come realtà e astrazione, dimensione sociale e trascendente. Inoltre, da questa relazione emerge un valore politico, poiché la mostra propone convivenza e dialogo tra popoli, comunità, nazioni e città.

Infine, emergono i temi centrali della ricerca dell’artista, ponte tra passato e futuro e tra Oriente e Occidente. La sua poetica si fonda su memoria e reminiscenza come strumenti di resilienza e rinascita, attraverso miti, storie dimenticate, simboli e tradizioni. Le opere a Palazzo Gradenigo trasformano queste tracce in esperienze emotive e cognitive, rendendo i ricordi individuali parte della memoria collettiva.

Ritratto Ahmet Güneştekin , 2026, fotografia di Ilaria Zago.
Ritratto Ahmet Güneştekin , 2026, fotografia di Ilaria Zago.

Corpi sospesi nel tempo

Le sculture, realizzate nei laboratori dell’artista a Istanbul, costituiscono una produzione inedita e site-specific di grandi dimensioni e raffigurano una comunità eterogenea di figure umane. In particolare, tra queste compaiono la giovane donna che accoglie il visitatore all’ingresso, in dialogo con le antiche decorazioni di facciata, e gli operai del restauro dell’edificio, rappresentati con abiti e strumenti da lavoro. Inoltre, queste figure, talvolta affaticate o assortite, si integrano nello spazio espositivo fino a confondersi con il pubblico, mentre alcuni elementi simbolici come animali e teschi richiamano il linguaggio visivo dell’artista.

Pertanto, l’insieme delle opere introduce una sospensione del tempo che collega passato e futuro, attivando una dimensione di memoria collettiva e archeologica. In questo scenario si inseriscono anche visitatori anonimi che si mescolano ai presenti, generando un continuo scambio tra opera e realtà.

Parallelamente, il percorso si chiude con l’autoritratto dell’artista, collocato al piano terra, che attraverso il gesto del silenzio, ispirato ad Arpocrate, invita a distinguere tra il caos esterno e lo spazio interno del palazzo, richiamando una condizione di contemplazione e una più profonda attenzione alle opere.

Silenzio, serie Voci nel silenzio, 2025, scultura in bronzo, 290 x 118 x 122 cm.
Silenzio, serie Voci nel silenzio, 2025, scultura in bronzo, 290 x 118 x 122 cm.
Megalomane, serie Voci nel silenzio, 2025, scultura in bronzo, 152 x 150 x 310 cm.
Megalomane, serie Voci nel silenzio, 2025, scultura in bronzo, 152 x 150 x 310 cm.

Le porte del tempo: un viaggio attraverso il colore e la memoria

Ai diversi piani, accanto alle sculture in bronzo, sono esposti anche dipinti di grandi dimensioni realizzati con olio su tela e altri materiali. Si tratta di undici opere a parete che, infatti, si distinguono per la particolare tecnica pittorica con cui l’artista costruisce la superficie, combinando elementi astratti e geometrici con iconografie ispirate alle antiche civiltà del Mediterraneo e della Mesopotamia.

Inoltre, elemento centrale è la forza espressiva del colore che, attraverso stratificazioni e sottili incisioni della materia pittorica, genera superfici vibranti e luminose, capaci di produrre una forte intensità percettiva. Di conseguenza, questo procedimento costruisce un ritmo visivo continuo, quasi musicale, in cui pieni e vuoti si alternano.

Infine, al centro di ogni dipinto compaiono porte antiche recuperate in Anatolia e rielaborate dall’artista con un ricco apparato simbolico che intreccia motivi decorativi e figure mitologiche. In questo modo, le opere costruiscono un immaginario che unisce tempi e culture differenti, in dialogo diretto con le sculture collocate nello spazio espositivo.

Il varco di Lilith, 2026, tecnica mista, 190 x 210 x 20 cm.
Il varco di Lilith, 2026, tecnica mista, 190 x 210 x 20 cm.

Ascoltare il silenzio: tra memorie spezzate e voci ritrovate

«Nel silenzio ascolto voci perdute e memorie invisibili», afferma l’artista, per cui il “silenzio” non è solo assenza di suono, ma infatti nell’epoca del sovraccarico di stimoli diventa uno spazio necessario per ascolto, riflessione ed empatia.

Allo stesso tempo, il silenzio ha un valore politico e culturale: è quello imposto a chi soffre, si ribella o viene privato della propria lingua. È il silenzio di culture censurate, libri bruciati e identità cancellate. Tuttavia viene trasformato in memoria, resistenza e rinascita, diventando testimonianza.

«Con questo spirito – spiega il curatore della mostra Sergio RisalitiGüneştekin raduna gli scarti e le rovine delle antiche civiltà, ha cura dei frammenti e dei resti, ascolta la voce sommessa del popolo, quella delle comunità, con il desiderio di riparare fratture ed elaborare ferite provocate dalla Storia e dal Potere».

Visitatori tra le opere di Ahmet Güneştekin, aprile 2026, Palazzo Gradenigo, Venezia.
Visitatori tra le opere di Ahmet Güneştekin, aprile 2026, Palazzo Gradenigo, Venezia.

Informazioni utili

DATE MOSTRA: Dal 6 maggio al 1° novembre 2026.
ORARI: Dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 18:00 (ultimo ingresso alle ore 17:00).
LUOGO: Palazzo Gradenigo, Fondamenta Rio Marin, Campo Santa Giustina a Venezia.
SITO WEB: Fondazione Ahmet Güneştekin

Fonti

Fondazione Ahmet Güneştekin

di Angelica Totaro

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