
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, Palazzo Strozzi presenta una mostra dedicata al maestro dell’arte americana Mark Rothko.
Rothko alla Fondazione Palazzo Strozzi: un progetto che si estende alla città di Firenze
Firenze celebra uno dei piu grandi maestri dell’arte americana. Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, la Fondazione Palazzo Strozzi ospita la sua nuova mostra dedicata all’artista americano Mark Rothko.
L’esposizione è curata da Christopher Rothko ed Elena Geunae, promossa con la collaborazione del Museo di San Marco (Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana) e della Biblioteca Medicea Laurenziana. Presenta una selezione di opere provenienti da importanti musei internazionali, tra cui il MoMA e il Metropolitan di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, oltre che da prestigiose collezioni private, tra cui dipinti mai esposti in Italia.

La mostra: retrospettiva di una vita
Il percorso della mostra ripercorre le diverse fasi della ricerca artistica di Mark Rothko, dalle iniziali prove figurative, in relazione con l’Espressionismo e il Surrealismo, fino alle iconiche composizioni astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, mettendo in luce anche il suo legame con la tradizione artistica italiana.
L’iniziativa del progetto è di restituire la ricchezza e la profondità di una ricerca che ha saputo spingere il linguaggio dell’astrazione verso esiti di intensa partecipazione emotiva e tensione spirituale. In attesa dell’apertura della mostra, ripercorriamo la vicenda biografica, il percorso creativo e l’eredità lasciata da Mark Rothko, protagonista assoluto dell’arte del Novecento.
La tradizione italiana come interlocutrice
Questa mostra è l’approfondimento del rapporto tra Mark Rothko e la tradizione artistica italiana. Fin dalle prime opere emerge un dialogo con il passato. In particolare, con l’arte del Quattrocento con il richiamo a Beato Angelico.
Il progetto espositivo non si limita agli spazi principali della mostra. Si aprirà, invece, all’intera città, coinvolgerà il Museo di San Marco e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, progettato da Michelangelo.
In questi luoghi le opere di Mark Rothko entranno in relazione con la pittura rinascimentale e con l’architettura michelangiolesca. Emerganno così affinità inattese, soprattutto nel modo di concepire lo spazio e nel modo di lavorare con la luce.

L’artista: Mark Rothko e la sensorialità dipinta
“L’esperienza tragica esaltante è per me l’unica fonte dell’arte.”
Mark Rothko è uno dei principali esponenti dell’espressionismo astratto, conosciuto principalmente per le sue pitture a campi di colore ristretti, in un formato rettangolare, che rappresenta la declinazione probabilmente più intima della corrente espressiva sviluppatasi negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale.
Artista nata in Lettonia (fascando perte della Russia), a 10 anni si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti. È lì che è cresciuto e ha sviluppato il suo percorso e la sua ricerca artistica.
La pittura come esperienza spirituale
Le opere di Mark Rothko, e in particolare i suoi dipinti a campi di colore, esprimono i suoi inquietudini e il senso tragico dell’esistenza che hanno accompagnato l’artista per tutta la vita.
Attraverso sottili velature sovrapposte, l’artista ottiene una superficie che sembra pulsare, lasciando affiorare la luce dall’interno della tela. Cancellando ogni segno evidente di pennellata, Rothko crea uno spazio pittorico essenziale, pensato come luogo di silenzio e contemplazione.
Per l’artista, l’arte ha un potere profondo. Può liberare energie nascoste, energie che un tempo trovavano espressione in immagini, simboli e rituali mitologici. In altre parole, ciò che in passato veniva affidato al mito, oggi può riemergere attraverso l’esperienza artistica.
Il rapporto intimo tra opera e osservatore
Mark Rothko voleva che i suoi quadri suscitassero emozioni forti, quasi da far piangere. Dipingeva per esplorare le profondità del proprio essere e contemporaneamente per indagare la condizione umana. Per lui, l’arte non è solo bellezza,è una forma intensa di comunicazione e creare significa compiere un vero e proprio atto morale.
Mark Rothko, attraverso la sua arte, vuole che il colore parlasse direttamente all’anima dello spettatore. La luce diventava il mezzo, e il colore il linguaggio di questo incontro intimo. Lasciando le sue tele prive di spiegazioni precise, sia nel titolo sia nella rappresentazione, Rothko concede allo spettatore la libertà di interpretare l’arte a modo suo.
Le sue opere coinvolgono chi guarda, riconoscendo il valore del suo sentire e della sua interpretazione personale.

Informazioni utili
Data: dal 14 marzo al 23 agosto 2026
Luogo: Palazzo Strozzi
Indirizzo: Piazza degli Strozzi, 50123 Firenze FI
Orari: Dal 14 marzo 2026 _ tutti i giorni 10.00-20.00 _ Giovedì fino alle 23.00
Biglietti: Ingresso full price: 15€ / Open date: 20€
Reduced: 12€
Young: 5€
Partner Palazzo Strozzi: 10€
Families: 25€
Free: Free
Sito ufficiale: https://www.palazzostrozzi.org/
Email: prenotazioni@palazzostrozzi.org
Telefono: +39 055 26 45 155
Fonti
https://www.palazzostrozzi.org/archivio/mostre/mark-rothko/