
La città di Venezia partecipa alla Biennale d’Arte 2026: decine di eventi collaterali ufficiali e mostre animano l’arcipelago.
Biennale d’Arte di Venezia 2026: Koyo Kouoh e In Minor Keys
La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia nasce da una circostanza tragica ma resiliente: dopo la scomparsa improvvisa della curatrice Koyo Kouoh il 10 maggio. L’istituzione ha deciso di onorarne il lascito portando comunque avanti il progetto In Minor Keys, da lei ideato. Queste le parole sul sito ufficiale: “Con il pieno sostegno della famiglia di Koyo, (…) la Biennale di Venezia ha deciso di realizzare la sua Mostra. Lo farà secondo il progetto così come ideato e definito da lei, anche per preservare, valorizzare e diffondere il più possibile le sue idee e il lavoro svolto.”
Questo tema, mutuato dalla musica per evocare malinconia, cordoglio e la capacità di generare bellezza nonostante la tragedia, diventa filo conduttore non solo della mostra principale, ma anche per tutti gli eventi collaterali che, dal 9 maggio al 22 novembre 2026, divulgheranno e indagheranno le voci “minori” e le culture isolate quest’anno è stato deciso di celebrare.
Guida agli eventi collaterali ufficiali
Di seguito una selezione dei 31 Eventi Collaterali approvati dal Curatore, promossi da enti e istituzioni pubbliche e private senza fini di lucro. Le proposte culturali sono organizzate in diverse sedi decentrate nella città di Venezia e propongono un’ampia offerta di contributi e partecipazioni. Arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza da diverse edizioni l’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale 2026.

“ _____________” Gaza – No Words – Biennale Arte Venezia 2026
📍Palazzo Mora – Strada Nova, 3659
L’opera è stata realizzata collettivamente da donne palestinesi di tutto il mondo, da Ramallah alla Nuova Zelanda, e promossa dall’ente Palestine Museum US.
L’Arazzo del Genocidio di Gaza è una potente testimonianza collettiva composta da 100 pannelli ricamati a mano da donne palestinesi in diverse parti del mondo, che documentano gli eventi del conflitto dal 2023 al 2025 attraverso il tradizionale tatreez. Questo lavoro, continuazione dell’Arazzo della Storia Palestinese, trasforma un’arte secolare un tempo dedicata alla celebrazione della vita in un documento di memoria per le vittime, le distruzioni e le sofferenze della Palestina, rifiutando l’oblio di fronte alle tragedie in corso.

Lee Ufan. Dia Art Foundation
📍 Dia Art Foundation – SMAC Venice
La mostra è promossa da Dia Art Foundation in collaborazione con Lee Ufan, l’artista coreano festeggiato per i suoi 90 anni, ospitata da SMAC Venice (San Marco Art Centre) nelle Procuratie di Piazza San Marco. Il progetto è stato curato da Jessica Morgan ed è realizzato in parallelo a un’esposizione gemella presso il Dia Beacon di New York.
L’evento nasce per celebrare il contributo fondamentale di Lee Ufan, figura chiave dei movimenti Mono-ha e Dansaekhwa: riunendo per la prima volta in Italia un corpus così ampio della sua ricerca artistica. La mostra intende evidenziare i fili conduttori della sua pratica pluridecennale (gesto, intervallo ed equilibrio spaziale). Attraverso un percorso che va dagli anni Sessanta a oggi, includendo anche un’inedita opera site-specific concepita in dialogo con l’architettura delle Procuratie.

إدراك أغرب – Aghrab Idrāk: Thresholds of Perception
📍Palazzo Cavanis – Fondamenta Zattere ai Gesuati, 920
Aghrab Idrāk: Soglie della Percezione è una mostra collettiva che esplora la percezione come un processo relazionale e situato, strutturata come una sequenza di soglie spaziali dove luce, suono e movimento agiscono come agenti attivi nella produzione di conoscenza. L’esposizione riunisce i progetti di dieci laboratori di ricerca dell’Institute for Creative Research di VCUarts Qatar, presentando un panorama intersecante di approcci che riflettono le storie di scambio del Golfo e la memoria culturale stratificata, piuttosto che l’egemonia di una singola narrazione.
Accompagnata dal simposio Relational Ecologies: Perception, Mobility, and Collective Form, la mostra invita i visitatori a vivere la ricerca non come conclusioni fisse, ma come esperienze emergenti e negoziate, dove il luogo stesso diventa una condizione attiva che plasma la comprensione.

As Above, So Below
📍Fabbrica H3 (Ex Chiesa Ss Cosma e Damiano) – Campo S. Cosmo, 624
La mostra collaterale As Above, So Below è stata curata da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene.
Il progetto, promosso dalla One Ocean Foundation e da ZEITGEIST19, riunisce sette artisti e collettivi internazionali (tra cui Marshmallow Laser Feast, Yoko Shimizu, Antoine Bertin, Almagul Menlibayeva, Suad Gara, Andrea Crespi, Elnara Nasirli e Orkhan Mammadov) per esplorare, attraverso un approccio interdisciplinare che fonde arte, scienza e tecnologia, la percezione degli ecosistemi oceanici e le trasformazioni ambientali in atto.

Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti
📍Negozio Olivetti – Piazza San Marco 101
Una collaborazione tra Associazione Arte Continua, FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, Mario Cristiani, Marcello Dantas (curatore), Leandro Erlich (artista) e Galleria Continua porta l’arte contemporanea nel negozio Olivetti di Piazza San Marco.
La mostra Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti, presenta circa venti tra sculture inedite e già esposte dell’artista argentino Leandro Erlich, le quali esplorano l’ibridazione tra natura, architettura e corpo, trasformando elementi organici in forme urbane e viceversa, in un dialogo poetico con l’conico spazio architettonico disegnato da Carlo Scarpa alla fine degli anni ’50 per l’umanista Adriano Olivetti.

Kan Yasuda – Isole del Silenzio
📍Corte Nuova, Fondamenta dell’Abbazia – Cannaregio, 3560
La Fondation d’Entreprise Wilmotte presenta l’opera di Kan Yasuda, intitolata Isole del Silenzio.
L’esposizione, ospitata presso la Corte Nuova, espone dieci sculture in marmo che formano un “giardino minerale” dove i vuoti scolpiti incarnano l’estetica giapponese del Ma, creando un paesaggio interiore di silenzio ed essenzialità.

TURANDOT: To the Daughters of the East
📍Palazzo Franchetti – San Marco 2847 | 09.05 – 31.10.2026
L’esposizione TURANDOT: To the Daughters of the East è organizzata dalla Parasol unit foundation for contemporary art, curata dalla dottoressa Ziba Ardalan e realizzata con il supporto di Bareva Foundation e Puccini Foundation.
La mostra, presenta opere di undici artiste provenienti dall’Asia Centrale e da regioni orientali, tra cui Lida Abdul, Huma Bhabha, Mona Hatoum e Tala Madani. Attraverso video, installazioni, sculture e dipinti, le artiste esplorano temi come l’esistenza, il mito e la storia, rendendo omaggio alla figura mitologica di Turandot e celebrando la forza e la creatività delle donne di quelle aree geografiche.
Altre mostre a Venezia nei mesi della Biennale d’Arte

Shirin Neshat. Do U Dare!
📍 Palazzo Marin – Sestiere San Marco, 2541 | 09.05 – 06.09.2026
Un progetto curato da Ilaria Bernardi e Bartolomeo Pietromarchi, organizzato dall’Associazione Genesi e Banca Ifis (con il supporto di Ernesto Fürstenberg Fassio). In collaborazione con Gladstone Gallery, galleria Lia Rumma, Magonza editore: proiettato presso le sale storiche di Palazzo Marin.
Shirin Neshat presenta Do U Dare!, una nuova trilogia cinematografica inedita ispirata alla figura di Nasim Aghdam. L’artista che nel 2018 attaccò la sede di YouTube. Attraverso tre episodi ambientati a New York (Brooklyn, Wall Street e lo studio privato), l’opera esplora il complesso mondo interiore di Nasim Aghdam. Indaga i paradossi dell’esilio, la ricerca di identità tra due culture e l’ossessione per la visibilità digitale. Mediante uno stile che evolve dal realismo sociale al surrealismo immaginifico per riflettere sul corpo della donna, sulla fragilità mentale e sul conflitto tra realtà e illusione nella società contemporanea.

Georg Baselitz. Eroi d’oro
📍 Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore | 06.05 – 27.09.2026
La Fondazione Giorgio Cini presenta una mostra di nuove opere di Georg Baselitz, in collaborazione con la galleria Thaddaeus Ropac e curata da Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione.
Eroi d’oro: una serie di grandi dipinti che uniscono fondi dorati piatti, riflettenti che eludono la profondità, creando un effetto simile alle icone medievali a figure nude, che appaiono come “spettri” metafisici. Eseguiti con tecniche che richiamano l’arte giapponese e l’espressionismo astratto.

David Salle. Present-Tense Painting
📍 Fondazione Giorgio Cini – Isola di San Giorgio Maggiore | 05.05 – 27.09.2026
La mostra monografica dedicata all’artista David Salle, curata da Luca Massimo Barbero.
David Salle presenta alla Galleria Palazzo Cini una mostra sperimentale in cui utilizza un modello di intelligenza artificiale personalizzato per rielaborare i suoi Tapestry Paintings, opere che fondono arazzi russi del XVIII secolo e dipinti italiani del XVI e XVII secolo. Attraverso griglie cubiste che anticipano la logica degli schermi digitali, l’artista dimostra come la pittura possa sovrapporre diverse epoche storiche cooptando la tecnologia per creare nuove giustapposizioni poetiche e affermare che tutto nella pittura esiste nel tempo presente.

Lorna Simpson. Third Person
📍 Punta della Dogana – Dorsoduro, 2 | 29.03.2026 – 22.11.2026
La Pinault Collection organizza la mostra presso la Punta della Dogana a Venezia, affidando lo spazio agli artisti Lorna Simpson e Paulo Nazareth (a capo la seconda mostra).
Nel 2026, Punta della Dogana dedica una grande mostra all’artista nordamericana Lorna Simpson, mettendo in luce, per la prima volta in Europa con una tale ampiezza, una panoramica del suo lavoro incentrato su oltre dieci anni di pratica pittorica. Il percorso veneziano propone una selezione rinnovata e arricchita e site specific. Riunisce circa cinquanta opere (dipinti, collage, video, sculture e installazioni) provenienti da collezioni private, istituzioni internazionali e dallo studio dell’artista.

Paulo Nazareth. Algebra
📍 Punta della Dogana – Dorsoduro, 2 | 29.03.2026 – 22.11.2026
La mostra è organizzata dalla Pinault Collection presso la Punta della Dogana a Venezia e presenta le opere delle artiste Lorna Simpson e Paulo Nazareth.
Al piano superiore di Punta della Dogana, l’artista brasiliano Paulo Nazareth invita i visitatori a seguirlo nei suoi viaggi. Da oltre quindici anni viaggia per le Americhe e il continente africano, camminando per lo più a piedi nudi per calpestare sempre lo stesso suolo e rendere omaggio ai suoi antenati in schiavitù. La sua performance continua rivela come la cartografia coloniale e il razzismo sistemico abbiano plasmato i paesaggi della modernità. Il viaggio trasforma gli spostamenti in una forma di narrazione, rivelando come il movimento incida storie nei corpi, nelle lingue e nei confini. La mostra attinge a un eccezionale nucleo di opere dell’artista appartenenti alla Pinault Collection.

Michael Armitage. The Promise of Change
📍 Palazzo Grassi – Campo San Manuele, 3231 | 29.03.2026 – 10.01.2027
La mostra dedicata alle opere di Michael Armitage, organizzata dalla Pinault Collection presso il Palazzo Grassi a Veneziae curata da Jean-Marie Gallais, in collaborazione con Hans-Ulrich Obrist (catalogo), Caroline Bourgeois e Michelle Mlati.
Presenta quarantacinque dipinti e oltre cento studi che esplorano temi come tensioni sociopolitiche, migrazione e identità attraverso una pittura densa e vibrante. L’artista, di origine keniano-britannica, utilizza un supporto tradizionale in corteccia (bark cloth) proveniente da Uganda e Indonesia, sovvertendo la tela occidentale, e attinge a fonti eterogenee che spaziano dalla letteratura africana alla mitologia greca per creare paesaggi allucinatori che mescolano realtà e finzione. Le opere, caratterizzate da una palette lussureggiante e da una tecnica stratificata, affrontano con crudo realismo e visione poetica le conseguenze di guerre, corruzione e crisi umanitarie, riflettendo la complessità del mondo contemporaneo.

Etnia House of Arts
📍 Chiesa dell’Abbazia della Misericordia – Campo dell’Abbazia | dal 05.05.2026
Il progetto è promosso da Etnia Eyewear Culture presso l’ex Chiesa della Misericordia a Venezia e si articola nella residenza di due artiste: Conxi Sane e Greta Pllana.
Etnia House of Arts è una piattaforma veneziana promossa da Etnia Eyewear Culture che trasforma l’e Chiesa della Misericordia in un laboratorio vivente dove l’arte viene prodotta in tempo reale attraverso residenze, performance e dialoghi interdisciplinari. Al centro del progetto c’è il programma di residenze internazionali che invita artiste come Conxi Sane e Greta Pllana a esplorare l’occhiale non come oggetto funzionale, ma come simbolo dello sguardo e dell’identità, coinvolgendo il pubblico direttamente nel processo creativo per ridefinire lo spazio storico come luogo di comunità e sperimentazione condivisa.