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Bernini e i Barberini a Palazzo Barberini a Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1637-1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Su concessione del Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata
Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1637-1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Su concessione del Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata

Dal 12 febbraio al 14 giugno 2026, le Gallerie Nazionali di Arte Antica ospitano nelle sale di Palazzo Barberini la mostra Bernini e i Barberini.

Bernini e i Barberini: la nascita del Barocco romano

La mostra, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, è realizzata con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano. Attraverso il legame tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, eletto pontefice con il nome di Urbano VIII e suo primo e più importante committente, la mostra indaga la nascita del Barocco romano. L’iniziativa celebra inoltre il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro, avvenuta nel 1626, momento culminante dell’attività berniniana.

La mostra si concentra sul ruolo di Maffeo Barberini come vero scopritore del talento di Bernini. Questo riconoscimento era già evidenziato in passato da studiosi del calibro di Cesare D’Onofrio, Francis Haskell e Irving Lavin. Il rapporto tra l’artista e i Barberini è al centro di un dibattito storico-artistico ancora aperto sulle origini del Barocco. Alcuni studiosi collocano infatti la svolta barocca intorno al 1600 con le innovazioni di Carracci e Caravaggio. Un’altra corrente di pensiero la individua negli anni Trenta del Seicento, attraverso l’opera di Bernini, Pietro da Cortona e Borromini. L’esposizione si pone come chiave interpretativa di questa svolta epocale e si inserisce in un percorso di continuità con precedenti esposizioni di Palazzo Barberini, come L’immagine sovrana (2023), che hanno esplorato il ruolo decisivo di Maffeo Barberini nella cultura figurativa romana del Seicento.

Gian Lorenzo Bernini, Monsignor Francesco Barberini, c. 1623, The National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection marmo, 80.01 x 65.88 x 25.72 cm (con base, 60.96 x 65.88 x 25.72 cm senza); numero d’inventario 1961.9.102
Gian Lorenzo Bernini, Monsignor Francesco Barberini, c. 1623, The National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection marmo, 80.01 x 65.88 x 25.72 cm (con base, 60.96 x 65.88 x 25.72 cm senza); numero d’inventario 1961.9.102
Gian Lorenzo Bernini, Busto di Papa Paolo V, 1621
The J. Paul Getty Museum, Los Angeles
Marmo, 78 × 65 × 29 cm, 92.9874 kg, numero inventario 2015.22

Il percorso espositivo

Attraverso sei sezioni tematiche, i visitatori possono approfondire la maturazione del linguaggio berniniano e la sua importanza per le grandi imprese monumentali realizzate durante il pontificato di Urbano VIII.

Il percorso espositivo documenta con precisione la carriera di Bernini, seguendone l’evoluzione dagli esordi, ancora legati al tardo manierismo del padre Pietro, fino al raggiungimento di una potenza espressiva senza precedenti.

L’esposizione riunisce opere di straordinaria importanza, molte delle quali arrivano in Italia per la prima volta. Il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum raccontano la nascita della scultura barocca. Opere come Le Quattro Stagioni della collezione Aldobrandini e l’Andromeda dall’Accademia Carrara di Bergamo aprono invece al dialogo tra Pietro Bernini e Gian Lorenzo Bernini. Questa sezione mette in luce come il giovane Bernini abbia saputo rielaborare la lezione paterna, approdando a un naturalismo e a una dinamicità del tutto nuovi. Questi elementi risultano evidenti anche nel Busto di Papa Paolo V del 1621.

Pietro Bernini, Adamo ed Eva con il serpente, 1620 circa, Marmo, 187 x 72 x 59 cm, Le Mans (FR), Museé de Tesseé
Pietro Bernini, Adamo ed Eva con il serpente, 1620 circa, Marmo, 187 x 72 x 59 cm, Le Mans (FR), Museé de Tesseé

Il volto del potere: ritratti e committenza papale

Un momento di particolare rilievo è la ricostruzione della galleria dei ritratti degli antenati Barberini. L’allestimento riporta a Palazzo Barberini capolavori in marmo oggi dispersi in varie collezioni pubbliche e private. In questa sezione i marmi scolpiti da Bernini dialogano con le opere di Giuliano Finelli e Francesco Mochi. Il confronto documenta la creazione di una vera e propria genealogia familiare attraverso l’arte del busto da galleria. Tra i pezzi più significativi si ammirano opere come il Busto di Camilla Barbadori, Monsignor Francesco Barberini e il Busto di Carlo Barberini scolpito da Mochi.

Ampio spazio è dedicato all’immagine di Urbano VIII, celebrato attraverso busti in marmo e bronzo provenienti da diverse istituzioni, tra cui il Museo Diocesano di Spoleto.

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Camilla Barbadori (morta 1609). Madre di Papa Urbano VIII Barberini, 1619, Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain
Gian Lorenzo Bernini, Busto di Camilla Barbadori (morta 1609). Madre di Papa Urbano VIII Barberini, 1619, Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain
Gian Lorenzo Bernini, Busto di Papa Paolo V Borghese, 1621-1622, Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain
Gian Lorenzo Bernini, Busto di Papa Paolo V Borghese, 1621-1622, Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain

Bernini pittore e architetto

Sebbene noto come scultore, Bernini fu incoraggiato dal pontefice a cimentarsi anche nella pittura. Un prestito eccezionale della National Gallery di Londra permette di ammirare Sant’Andrea con San Tommaso, l’unico dipinto “pubblico” di Bernini. L’opera è esposta accanto al suo pendant di Andrea Sacchi, Sant’Antonio Abate e San Francesco.

Grande attenzione è riservata anche ai progetti architettonici per la Basilica di San Pietro. Disegni, incisioni e modelli restituiscono il ruolo centrale di Bernini nella costruzione dell’immagine simbolica del pontificato barberiniano. Tra questi spiccano le due terrecotte, la Carità con due putti e la Carità con quattro putti, dai Musei Vaticani. I visitatori possono quindi approfondire la genesi del Baldacchino, della crociera e del monumento funebre di Urbano VIII, veri simboli della potenza del pontificato.

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1637-1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Su concessione del Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata
Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1637-1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Su concessione del Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata
Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1637-1638 ca., marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello. Su concessione del Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata

L’eredità culturale e il gusto barberiniano

L’ultima parte della mostra riflette sul gusto barberiniano, affermatosi all’interno di una vivace cerchia di artisti e intellettuali. Opere celebri come il Busto di Thomas Baker dal Victoria and Albert Museum e il Ritratto di Costanza Bonarelli dal Museo del Bargello, in dialogo con opere di Guido Reni, Alessandro Algardi e Francois Duquesnoy, raccontano un ambiente culturale filtrato attraverso l’occhio e la personalità di Bernini.

Con Bernini e i Barberini, Palazzo Barberini offre tutta la complessità di una stagione fondamentale della storia dell’arte. Un catalogo edito da Allemandi accompagna la mostra, offrendo al pubblico una nuova lettura della nascita del Barocco.

Gian Lorenzo Bernini, Bozzetto per il monumento funebre di Matilde di Canossa, 1634-1637 ca., collezione privata
Gian Lorenzo Bernini, Bozzetto per il monumento funebre di Matilde di Canossa, 1634-1637 ca., collezione privata
Gian Lorenzo Bernini, Bozzetto per il monumento funebre di Matilde di Canossa, 1634-1637 ca., collezione privata
Gian Lorenzo Bernini, Bozzetto per il monumento funebre di Matilde di Canossa, 1634-1637 ca., collezione privata

Informazioni utili

DATA: dal 12 febbraio 2026 al 14 giugno 2026

LUOGO: Palazzo Barberini

INDIRIZZO: via delle Quattro Fontane, 13, 00184, Roma, Italia

ORARI: da martedì a domenica ore 10.00-19.00 | lunedì chiuso

BIGLIETTI: intero € 16 | ridotto da € 10

SITO UFFICIALE: Gallerie Nazionali Barberini Corsini

EMAIL: gan-aar.comunicazione@cultura.gov.it

TELEFONO: 0639967500

Fonti

Gallerie Nazionali Barberini Corsini

di Chiara Casiraghi

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