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Il senso della neve si rivela al MUDEC

Luyul, 2026 Regia, riprese, montaggio: Francesco Clerici Ricerca e interviste: Angelica Pastorella una produzione Nieminen, in collaborazione con Kel12 Tour Operator, Trentino for Tibet, MUDEC – Museo delle Culture di Milano video, 12' 50''

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Luyul, 2026 Regia, riprese, montaggio: Francesco Clerici Ricerca e interviste: Angelica Pastorella una produzione Nieminen, in collaborazione con Kel12 Tour Operator, Trentino for Tibet, MUDEC – Museo delle Culture di Milano video, 12′ 50”

Dal 12 febbraio al 28 giugno 2026 MUDEC, museo delle culture a Milano, ospita la mostra Il senso della neve.

Dalla neve all’arte: il senso della neve al MUDEC

Il MUDEC in collaborazione con rete MIPAM (Rete dei Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo), accoglie la nuova mostra dal percorso dedicato all’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026. Seguendo l’installazione “The Moment the Snow Melts” di Chiharu Shiota, già accessibile al pubblico, si apre la nuova mostra intitolata Il senso della neve.

L’attenzione si concentra ora sulla neve. Un tema indagato nelle sue dimensioni naturale, simbolica, artistica e antropologica.

Wilson Bentley, Nove fiocchi di neve, fine XIX - inizio XX secolo, Microfotografie, Buffalo Museum of Science

Illustrare l'antropologia e la dimensione naturale  / scentifico
Wilson Bentley, Nove fiocchi di neve, fine XIX – inizio XX secolo, Microfotografie, Buffalo Museum of Science

Il progetto della mostra

Milano si prepara così alle Olimpiadi invernali con un racconto culturale che parla al presente e costruisce nuovi legami con il pubblico e con la città

Tommaso Sacchi

È nel contesto degli Olimpiedi invernali che si tiene questo progetto. La mostra si fonda su un percorso che riunisce oltre 150 opere e oggetti. Si tratta di materiali eterogenei, che spaziano dall’etnografia alle testimonianze scientifiche, dai dipinti alle fotografie, fino a video e installazioni contemporanee.

In questo quadro, la narrazione prende forma come un viaggio progressivo. Si parte dalla struttura dei cristalli di neve e si attraversano l’immaginario artistico europeo e giapponese, per arrivare a una riflessione sugli effetti del cambiamento climatico e dell’overtourism montano. Parallelamente, il progetto dedica un’attenzione particolare alle “popolazioni artiche e della Terra del Fuoco“. Ne vengono messi in luce i sistemi di adattamento e le pratiche spirituali legate allo sciamanesimo, restituendo la complessità del loro rapporto con la neve.

Walter Niedermayr, Happo One 3/2000, 2000, C-print montati su alluminio Dibond, cornici d’acero, vetro acrilico, Courtesy l’artista, Ncontemporary Milano, Galerie Widauer Innsbruck


Illustra l'overtourism in montagna
Walter Niedermayr, Happo One 3/2000, 2000, C-print montati su alluminio Dibond, cornici d’acero, vetro acrilico, Courtesy l’artista, Ncontemporary Milano, Galerie Widauer Innsbruck

La neve tra scienza, cultura e arte

Da sempre la neve affascina la scienza per le sue forme geometriche. Tutti i cristalli sono diversi, ma seguono la simmetria esagonale. Inizialmente, la ricerca ne studia la struttura. Oggi, invece, l’attenzione si sposta sul cambiamento climatico. Di conseguenza, lo scioglimento delle nevi perenni trasforma paesaggi considerati immutabili. In questo modo, emergono nuove domande sul futuro degli ecosistemi e sull’impatto umano.

In molte culture la neve dà origine a miti e leggende, spesso legati allo sciamanesimo. A tal proposito, lo sciamano media tra il mondo umano e quello degli spiriti. Per questo, la mostra presenta manufatti delle tradizioni Sami, Inuit e tibetane. Inoltre, approfondisce le “popolazioni artiche e della Terra del Fuoco” attraverso oggetti d’uso e rituali. Infine, mostra come i climi rigidi abbiano influenzato abitazioni, trasporti e abbigliamento, dagli iglù alle slitte e agli sci.

In origine, la neve è uno sfondo in scene religiose o allegoriche. Tuttavia, nel Seicento in Nord Europa diventa soggetto di paesaggi e scene di genere. Con il Romanticismo assume un ruolo centrale. Diversamente, nell’arte giapponese simboleggia stagioni e purezza. Inoltre, tra Otto e Novecento affascina per colori e simboli. In seguito, alcuni artisti restano figurativi, altri la usano come metafora. Infine, nell’arte contemporanea nuovi media aprono letture legate a isolamento e fragilità.

eah Nuvalinga Qumaluk, Uomo che traina una foca e bambini che giocano con una slitta (komatik), Artico canadese, Nunavik (Puvungnituk), 1977, litografia su carta, inchiostro borgogna, Milano, MUDEC - Museo delle Culture, comodato Andrea Totolo (RETE MIPAM)

Illustra l'adattazione dei poplazioni del freddo alla neve e al freddo
eah Nuvalinga Qumaluk, Uomo che traina una foca e bambini che giocano con una slitta (komatik), Artico canadese, Nunavik (Puvungnituk), 1977, litografia su carta, inchiostro borgogna, Milano, MUDEC – Museo delle Culture, comodato Andrea Totolo (RETE MIPAM)

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Jimmy Inaruli Arnamissak "Smith", Uomo che estrae una foca dal ghiaccio, Popolazione Inuit del Nuovo Quebeq (Nunavik),Steatite scura intagliata e incisa, tendine di animale, Milano, MUDEC - Museo delle Culture, comodato Andrea Totolo (RETE MIPAM)

Illustrare le culture con la loro pratica artistica
Jimmy Inaruli Arnamissak “Smith”, Uomo che estrae una foca dal ghiaccio, Popolazione Inuit del Nuovo Quebeq (Nunavik),Steatite scura intagliata e incisa, tendine di animale, Milano, MUDEC – Museo delle Culture, comodato Andrea Totolo (RETE MIPAM)
Set di giocattoli, Popolazione Montagnais/Naskapis o Ojibwa, Quebec del nord o, Ontario, Canada, 1850 circa, Firenze, Museo di Antropologia ed Etnologia (RETE MIPAM)

Illustrare le culture con la loro pratica artistica
Set di giocattoli, Popolazione Montagnais/Naskapis o Ojibwa, Quebec del nord o, Ontario, Canada, 1850 circa, Firenze, Museo di Antropologia ed Etnologia (RETE MIPAM)

Iniziative collaterali

Accanto al percorso espositivo, la mostra si apre anche al paesaggio urbano e alla città, trasformando la neve in un filo conduttore che attraversa spazi interni ed esterni. Grazie alla collaborazione tra MUDEC, Ufficio Arte negli Spazi Pubblici e Ufficio Reti e Cooperazione Culturale, il racconto della neve si espande oltre le sale, diventando esperienza condivisa e visibile a tutti. Tra le proposte, il nuovo numero della rivista “MU – MUdec United” offre riflessioni interdisciplinari, spunti poetici e approfondimenti scientifici sul tema della neve. Contemporaneamente, una grande operazione di poster art, a cura dello studio FM, porterà la mostra nelle strade di Milano. A partire da febbraio, le installazioni visive animeranno via Ventimiglia, nei pressi del MUDEC, creando un dialogo tra città e arte, tra spazio urbano e immaginario del visitatore.

Così, la neve diventa presenza tangibile e simbolica, suggerendo narrazioni, evocando memorie e stimolando lo sguardo a cogliere legami inattesi tra natura, cultura e creatività contemporanea.

INFORMAZIONI UTILI

DATE:

12 febbraio – 28 giugno 2026

SEDI DI MOSTRA:

MUDEC – Museo delle Culture, Via Tortona 56, 20144 Milano MI

ORARI:

Lun, 14.30 –19.30. Mar – Mer, 9.30 – 19.30. Gio, 9:30 – 22.30. Ven – Dom, 9.30 – 19.30.

INGRESSO:

Libero

TELEFONO:  

 02 54917

SITO UFFICIALE:

mudec.it

Indirizo mail:

info@mudec.it

Fonti

https://www.mudec.it/il-senso-della-neve/

di Rozenn Gueho

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