
Palazzo Bembo e Mora, e i Giardini della Marinaressa ospitano, dal 9 maggio al 22 novembre 2026, PS – Confluences, mostra internazionale di arte contemporanea.
Dialoghi contemporanei
Il tema di quest’anno è Confluences, termine con il quale si vuole invitare il pubblico a scoprire il dialogo tra diverse pratiche artistiche. Si mettono in luce come prospettive differenti possano incontrarsi e generare nuove forme e significati nel panorama dell’arte contemporanea globale.
Personal Structures – Confluences presenta le opere di 175 tra artisti visivi, fotografi, scultori performer, collettivi, provenienti da oltre 40 paesi.
Maestri storici quali Keith Haring, ORLAN, Hirohiko Araki e nuove voci emergenti che trasformano Venezia in un laboratorio di visioni, pratiche e linguaggi.

Visioni che s’incontrano
Tra le opere che compongono il percorso espositivo di Personal Structures, si segnala in particolare l’intervento ospitato a Palazzo Mora in collaborazione con DTR Modern Galleries. Qui prende forma un dialogo tra Keith Haring, principale esponente della Street Art, e Kozo, tatuatore surrealista tra i più innovativi del panorama internazionale.
Kozo utilizza un linguaggio che unisce la precisione del disegno tradizionale a riferimenti alla cultura pop, contribuendo a rinnovare l’arte del tatuaggio in chiave contemporanea.
In questo contesto, le 9 opere di Kozo, affiancate da tre lavori di Haring, danno vita a uno scambio significativo che mette in relazione rilevanza storica e ricerca contemporanea. Ne emerge un confronto tra generazioni e linguaggi artistici differenti, che, all’interno di Confluences, restituisce l’immagine di un linguaggio visivo in continua evoluzione.

Padiglione El Salvador
Nella stessa sede è possibile visitare anche il Padiglione di El Salvador. Esso partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia con il progetto Cartographies of the Displaced di J. Oscar Molina, curato da Alejandra Cabezas. Inserito nel contesto di Personal Structures, il progetto esplora i temi della migrazione, della memoria e dell’identità, con un’attenzione particolare alle comunità sfollate e disperse in diverse parti del mondo.
All’interno del percorso espositivo, la mostra presenta la serie scultorea Children of the World, che contribuisce a creare uno spazio dedicato alle differenti culture. Attraverso scultura, pittura e installazione, l’artista salvadoregno-americano analizza inoltre in che modo lo sfollamento influenzi la costruzione dell’identità e della memoria. Infatti il suo lavoro consiste nel tradurre esperienze personali e collettive in un racconto visivo articolato e intenso.
Pertanto in questa prospettiva, il concetto di Confluences emerge come punto di connessione tra geografie, esperienze umane e linguaggi artistici contemporanei.

Forme ibride del contemporaneo
A Palazzo Bembo, in anteprima mondiale, in collaborazione con l’editore giapponese Shueisha, si presenta JoJo’s Bizarre Adventure di Hirohiko Araki (1960). E’ un mangaka giapponese riconosciuto per il suo stile molto distintivo. Le sue opere si caratterizzano per una narrazione immaginativa e per l’uso originale di elementi come moda e pose, diventati ormai iconici nella cultura manga e pop internazionale.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso 27 opere, che comprendono litografie, lavori lenticolari con immagini tridimensionali, stampe a colori realizzate con tecnica inkjet e opere monocrome stampate su supporto piano. Ne risulta così una panoramica ampia e ben articolata delle diverse tecniche utilizzate dall’artista.
All’interno dei Progetti Speciali di Personal Structures, è presente anche B-OWND, piattaforma curatoriale e galleria giapponese. Il progetto interpreta il tema Confluences attraverso le opere di sette artisti, dando vita a un percorso che si sviluppa tra arte, artigianato e pratiche ibride.
A questo intervento si affianca infine il progetto speciale Unison di Rita Sabo, che intreccia quindici culture differenti, in cui passato, presente e futuro coesistono. In questo contesto, pittura, scultura, installazione, profumo e suono si combinano tra loro: in questo modo trasforma lo spazio espositivo in un ambiente profondamente multisensoriale.


Architetture dell’equilibrio
Ai Giardini della Marinaressa, tra gli artisti in esposizione si segnalano, in particolare, l’indiano Paresh Maity e il bahreinita Rashid Al Khalifa. Il primo artista presenta Equilibrium, una scultura monumentale in ottone che, suggerisce una complessa struttura geometrica in equilibrio tra pieno e vuoto. Il secondo invece propone Inhabited Crate, un’installazione composta da cubi modulari in metallo che si attivano in relazione diretta con l’ambiente circostante, diventandone parte integrante.
Le due opere interpretano in modo diverso il tema di Confluences. Entrambe mettono in dialogo equilibrio formale, percezione dello spazio e rapporto con il paesaggio urbano veneziano. Ne emerge una riflessione sul legame tra materia, ambiente e presenza umana. Ciò si inserisce perfettamente nella dimensione internazionale e multidisciplinare della mostra.

Confluences , come spazio d’incontro e trasformazione.
L’iniziativa, che si svolge in contemporanea con la 61ª Esposizione della Biennale di Venezia, è promossa dall’European Cultural Centre Italy, organizzazione culturale fondata nel 2002. Il centro promuove scambi tra artisti internazionali e realizza mostre dedicate ad arte e architettura, oltre a una serie di progetti sviluppati in collaborazione con Open Space Venice.
L’organizzazione opera nei settori dell’arte, dell’architettura e del design, con l’obiettivo di ideare e realizzare progetti culturali e mostre di arte contemporanea. Esse sono concepite come piattaforme aperte e accessibili a tutti. Le sue attività si sviluppano inoltre attraverso tre sedi principali a Venezia — Palazzo Mora, Palazzo Bembo e i Giardini della Marinaressa — che insieme formano un unico percorso espositivo.
In questo contesto, organizzano a Venezia, con cadenza biennale, la mostra Personal Structures, che per questa edizione è dedicata al tema della Confluenza. Il concetto viene inteso come uno spazio di incontro in cui le differenze si confrontano e si trasformano, generando nuove energie e nuove direzioni. L’esposizione si propone quindi come un invito a esplorare le connessioni tra pratiche artistiche, dialoghi culturali ed espressioni creative. In questo modo, mette in evidenza come voci e prospettive diverse possano incontrarsi e ridefinirsi all’interno del panorama globale dell’arte contemporanea.


Informazioni Utili
Dal 9 maggio al 22 novembre 2026
LUOGO: Palazzo Bembo, Palazzo Mora e Giardini della Marinaressa, Venezia, Italia
ORARI: Lunedì – Domenica, dalle 10 alle 18. Martedì CHIUSO
BIGLIETTI: Ingresso gratuito
SITO UFFICIALE: https://personalstructures.com/
Fonti
https://personalstructures.com/