,

Un Seicento al femminile alle Gallerie d’Italia di Napoli

Diana Di Rosa, Eliezer e Rebecca al pozzo, 1630 - 1635 circa, olio su tela, 129,5 x 180,5 cm - Napoli, Galleria Porcini, Foto Claudio Giusti
Diana Di Rosa, Eliezer e Rebecca al pozzo, 1630 – 1635 circa, olio su tela, 129,5 x 180,5 cm – Napoli, Galleria Porcini, Foto Claudio Giusti

Intesa Sanpaolo apre al pubblico alle Gallerie d’Italia – Napoli, dal 20 novembre 2025 al 22 marzo 2026, la mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento

Tra Italia e Spagna

A cura di Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio ed Eve Straussman-Pflanzer. La mostra è dedicata al ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli.

Realizzata con il patrocinio istituzionale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, con il patrocinio del Comune di Napoli e con la partecipazione dell’Università di Napoli “L’Orientale”; ’esposizione riunisce sessantanove opere tra dipinti, disegni, manoscritti, sculture e manufatti. I lavori provengono da prestigiosi musei italiani e internazionali, tra cui il Museo del Prado di Madrid, le Collezioni Reali spagnole, la National Gallery di Washington e la Fundación Casa Ducal de Medinaceli di Siviglia. Spicca, in particolare, un eccezionale capolavoro di Ribera, che torna a Napoli in via del tutto straordinaria.

Giovanna Garzoni, Piatto di ciliegie, 1642 - 1670 circa, tempera e tracce di matita nera su pergamena, 360 x 460 mm - Collezione privata, courtesy Benappi Fine Art Foto Claudio Giusti
Giovanna Garzoni, Piatto di ciliegie, 1642 – 1670 circa, tempera e tracce di matita nera su pergamena, 360 x 460 mm – Collezione privata, courtesy Benappi Fine Art Foto Claudio Giusti

Il crocevia artistico napoletano

Nonostante il crescente interesse del pubblico per le tematiche di genere nella storia moderna, gli studi dedicati all’arte napoletana del Seicento hanno finora rivolto l’attenzione quasi esclusivamente ad Artemisia Gentileschi. La nuova esposizione estende invece lo sguardo all’intero secolo. Indaga il contributo femminile alla cultura artistica partenopea con l’intento di riportare alla luce episodi e protagoniste rimasti sino ad ora confinati nella letteratura specialistica.

Frutto di ricerche d’archivio inedite, interventi conservativi e specifiche campagne fotografiche, il progetto mira a costituire un punto di riferimento solido e aggiornato per le future indagini in un ambito di studio ancora frammentario. Il percorso si apre con le rare ma significative presenze, a Napoli, di opere di artiste “forestiere” come Lavinia Fontana e Fede Galizia. Realizzati agli inizi del secolo, e in suggestivo dialogo con le innovazioni introdotte da Caravaggio, questi dipinti testimoniano la fitta rete di scambi commerciali e sociali di cui la città fu un cruciale crocevia.

Giuseppe Tramontano, «Annella De Rosa e Massimo Stanzioni » (Nell'atelier del maestro: Diana Di Rosa e Massimo Stanzione spiati da una serva), entro il 1877, olio su tela, 92 x 75 cm - Collezione Intesa Sanpaolo, Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo / foto Luciano Pedicini, Napoli
Giuseppe Tramontano, «Annella De Rosa e Massimo Stanzioni » (Nell’atelier del maestro: Diana Di Rosa e Massimo Stanzione spiati da una serva), entro il 1877, olio su tela, 92 x 75 cm – Collezione Intesa Sanpaolo, Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo / foto Luciano Pedicini, Napoli
Santa Maria Egiziaca, 1651, olio su tela, 91,5 x 63,5 cm - Napoli, Museo civico Gaetano Filangieri © Archivio dell’Arte, Pedicini fotografi/Napoli, Museo Civico Gaetano Filangieri
Jusepe de Ribera, Santa Maria Egiziaca, 1651, olio su tela, 91,5 x 63,5 cm – Napoli, Museo civico Gaetano Filangieri © Archivio dell’Arte, Pedicini fotografi/Napoli, Museo Civico Gaetano Filangieri

La svolta dall’arrivo dell’Infanta a Napoli

Un momento cruciale della storia artistica del Seicento napoletano è segnato dal soggiorno a Napoli dell’infanta Maria d’Austria, sorella di Filippo IV e regina d’Ungheria, nel 1630. Si tratta di un evento di straordinaria risonanza “mediatica”, ricco di implicazioni sia per la storia dell’arte sia per la storia di genere. Vertici di questa eccezionale congiuntura sono il ritratto dell’infanta realizzato da Diego Velázquez (prestito del Museo del Prado) e quello, impressionante per la sua forza realistica, di Maddalena Ventura, la celebre “donna barbuta” .degli Abruzzi. Quest’ultimo, dipinto da Jusepe de Ribera per il viceré duca di Alcalá è concesso in via del tutto straordinaria dalla Fundación Casa Ducal de Medinaceli.

All’interno di questo fervido contesto si inserisce anche l’arrivo a Napoli di Artemisia Gentileschi. In mostra sono esposte alcune sue opere importanti, mai viste prima in Italia, provenienti dai musei di Boston, Sarasota e Oslo. Nello stesso periodo si colloca anche il breve e sfortunato soggiorno napoletano di Giovanna Garzoni. Ampio spazio è infine dedicato a Diana Di Rosa, considerata il vero corrispettivo napoletano di Artemisia.

Artemisia Gentileschi, Santa Cecilia, 1645 - 1650 circa, olio su tela, 150,5 x 102,5 cm -  Sarasota (FL), The State Art, Museum of Florida, Collection of The John and Mable Ringling Museum of Art, Bequest of John Ringling
Artemisia Gentileschi, Santa Cecilia, 1645 – 1650 circa, olio su tela, 150,5 x 102,5 cm – Sarasota (FL), The State Art, Museum of Florida, Collection of The John and Mable Ringling Museum of Art, Bequest of John Ringling
Jusepe de Ribera, Maddalena Ventura con il marito e il figlio (Donna barbuta), 1631, olio su tela, 196 x 127 cm - Siviglia, Fundación Casa Ducal de Medinaceli , in deposito a Madrid, Museo Nacional del Prado © Album / Artelan / Mondadori Portfolio
Jusepe de Ribera, Maddalena Ventura con il marito e il figlio (Donna barbuta), 1631, olio su tela, 196 x 127 cm – Siviglia, Fundación Casa Ducal de Medinaceli , in deposito a Madrid, Museo Nacional del Prado © Album / Artelan / Mondadori Portfolio

Identità femminili nella Napoli vicereale

Una sezione specifica è dedicata a due celebri protagoniste della scena napoletana seicentesca: Andreana Basile, considerata la più grande cantante del suo tempo. Anche Giulia Di Caro, la cui straordinaria parabola – da meretrice a impresaria teatrale – rappresenta un caso emblematico di emancipazione femminile e di ascesa sociale.

Accanto a figure già affermate, la mostra restituisce visibilità anche a personalità oggi meno note come Teresa Del Po, attiva tra Roma e Napoli, e la ceroplasta Caterina De Julianis. Queste artiste mostrano quanto fosse importante il contributo femminile in settori solo in apparenza “minori”, come le arti applicate.

La loro presenza è valorizzata attraverso il confronto con opere coeve provenienti dagli stessi ambienti produttivi. Nel caso di De Julianis, il percorso si arricchisce inoltre di un dialogo con la scultrice barocca andalusa Luisa Roldán, figura chiave di quella cultura mediterranea condivisa di cui Napoli, centro nevralgico del sistema imperiale spagnolo, faceva pienamente parte.

[…] Un altro Seicento è un’iniziativa di prestigio internazionale che prende avvio da un approfondimento su un capitolo significativo della storia artistica di Napoli, sottolineando ancora una volta il ruolo di riferimento delle Gallerie d’Italia nella promozione del patrimonio culturale italiano. […]

Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia

Informazioni Utili

Dal 20 Novembre al 22 marzo 2026

LUOGO: Gallerie d’Italia – Napoli | Via Toledo, 177 Napoli

ORARI: da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00; sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00; lunedì chiuso; ultimo ingresso: un’ora prima della chiusura 

BIGLIETTI: intero 7€, ridotto 4€, ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni e clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo 

SITO ACQUISTO BIGLIETTI: Civitamilano

EMAIL: napoli@gallerieditalia.com

SITO UFFICIALE: Gallerie d’Italia | Napoli

Fonti

Gallerie d’Italia | Napoli

Intesa Sanpaolo

di Filippo Silveri

Tag