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Tempio Malatestiano di Rimini: un tesoro quattrocentesco

Tempio Malatestiano di Rimini. Credits Gaia Porcellini
Tempio Malatestiano di Rimini. Credits Gaia Porcellini

Tempio Malatestiano // Rimini // Rimini // Emilia-Romagna – Duomo di Rimini e testimonianza rinascimentale della magnificenza malatestiana.

Contesto

Il Tempio Malatestiano di Rimini è il principale luogo di culto cattolico della città. Viene indicato in modo usuale dai cittadini riminesi come il Duomo di Rimini.

Presenta un tema iconografico insolito per le chiese cristiane, dove in questo caso i riferimenti religiosi tradizionali sono fortemente ridotti e defilati. Questa caratteristica rispecchia la scelta di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e Fano dal 1432, di creare un vero e proprio mausoleo della famiglia Malatesta. La sua singolarità deriva dalla sua denominazione tempio, che riflette la classicità architettonica dell’edificio e l’associazione con la signoria di Rimini.

Esso sorge ove era, dal XIII secolo, la Chiesa romanico-gotica di San Francesco decorata con pitture oggi perdute. La trasformazione della Chiesa in un monumento in piena sintonia con la cultura rinascimentale iniziò nel 1450. Il suo esterno ricco di forme classiche rinascimentali si scontra in modo evidente, a livello architettonico, con l’interno dell’edificio. Il rinnovamento dell’interno, infatti, è stato affidato a Matteo de’ Pasti, che adotta uno stile ancora legato alle forme goticizzanti, mentre per l’esterno venne incaricato, a lavori già iniziati, Leon Battista Alberti.

Al suo interno, è possibile ammirare il crocifisso di Giotto, dipinto su tavola nel 1312, e l’affresco di Piero della Francesca, raffigurante Sigismondo inginocchiato ai piedi di San Sigismondo.

La Cappella dei Pianeti è nota per le sue raffigurazioni a bassorilievo di pianeti e segni zodiacali corrispondenti.
Sotto il segno del Cancro, segno zodiacale di Sigismondo, è possibile intravedere la veduta di Rimini all’epoca malatestiana. La più antica immagine della città risalita fino ai giorni d’oggi.

All’esterno, invece, nel fregio della facciata è presente un’iscrizione in caratteri epigrafici classici, che denuncia il carattere vocativo del tempio. L’iscrizione recita: SIGISMVNDVS PANDVLFVS MALATESTA PANDVLFI F[ilius] V[oto] FECIT ANNO GRATIAE MCCCCL.

info
Tempio Malatestiano maps
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Sito Ufficiale
Diocesi di Rimini

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Siti correlati
comune.rimini.it
riminiturismo.it

Collegamenti esterni
https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_malatestiano

Indirizzo
Via IV Novembre, 35 – Rimini (RN)

Storia

Già nel IX secolo, nell’area si documenta la presenza della cappella di Santa Maria in Trivio, demolita successivamente nel 1257. Viene sostituita da una chiesa molto più grande, retta dall’Ordine francescano, in stile gotico e a un’unica navata.

Nel 1312, la chiesa era utilizzata come luogo di sepoltura della famiglia Malatesta.

I lavori, che porteranno alla realizzazione del tempio attuale, incominciano nel 1450. Per ordine di Sigismondo Pandolfo Malatesta, l’edificio viene innalzato al Dio immortale e alla città, oltre che all’amore di Sigismondo per Isotta degli Atti, sua terza moglie.

Nel 1460, Sigismondo si trova in grandi difficoltà politiche, provocate dai forti contrasti con il papa Pio II Piccolomini, che portano alla mancanza di mezzi economici per completare l’ambiziosa struttura. Per questo e per la successiva scomunica papale, i Malatesta cadono in disgrazia e il tempio rimane privo della sua copertura, pensata da Alberti con una cupola.   

Grazie alla volontà dell’Ordine francescano, che reggeva la chiesa, i lavori riprendono in vari anni successivi, ma proseguono in difformità con il progetto dell’Alberti. Si concludono solo nel 1503.

Nel 1809, con le soppressioni napoleoniche che sciolgono il convento francescano, il tempio viene consacrato a cattedrale cittadina con il titolo di Santa Colomba

Durante la seconda guerra mondiale, Rimini e il tempio subiscono forti attacchi, che determinano un danneggiamento della facciata e dei fianchi, su cui si procede successivamente con un difficile intervento di recupero.
L’intero paramento murario venne smontato, numerato in vari conci e infine ricomposto.

Infine, nel 2002, la cattedrale è diventata Basilica minore.

Architettura

L’esterno del Tempio Malatestiano presenta una maestosa facciata incompiuta nella parte superiore e si ispira alle forme dell’arco trionfale romano.

La facciata è composta da due ordini nettamente distinti. Il primo è su un alto zoccolo, scandito da semicolonne che inquadrano 3 archi, in origine progettati ugualmente profondi, ispirati all’architettura imperiale romana. Il secondo, invece, incompiuto, ma grazie a una medaglia di Matteo de’ Pasti è possibile avere un’idea della sua costruzione.  
Infatti, la facciata doveva concludersi con un grande arco a pieno centro, contenente una trifora e affiancato da alzate triangolari decorate.

L’intera costruzione si poggia su un alto basamento in pietra d’Istria, incorniciato da cordoni, provenienti dalla base del vicino Arco d’Augusto. È decorato da un fregio a basso rilievo, composto da ghirlande, caratteristica di tutto l’ordinamento malatestiano, legate con il fiore d’Isotta

Le ghirlande alternano al loro interno 4 tipologie di scudi malatestiani: l’elefante, le lettere I e S intrecciate (Isotta e Sigismondo), la doppia fascia a scacchi e il fiore d’Isotta.

Sui fianchi dell’edificio si aprono 7 arcate suddivise da pilastri.
Sul fianco sinistro, queste sono vuote, invece, su quello destro sono ospitati i sarcofagi di celebri personaggi della corte malatestiana.

L’interno è composto da una sola navata con ampie arcate a sesto acuto e 6 cappelle laterali, chiuse da transenne in marmo. 

Nella Cappella di San Sigismondo, sui pilastri, sono scolpite le virtù teologali e cardinali, ad eccezione della Giustizia.

La Cappella degli Antenati, invece, ospita l’opera di Agostino Duccio, l’Arca degli antenati e dei discendenti, dove secondo Sigismondo si dovevano riunire le spoglie degli antenati e discendenti della casata Malatesta.

Durante i bombardamenti della Seconda guerra mondale, la zona absidale e buona parte della copertura vengono distrutte e ricostruite all’interno con intonaco bianco e all’esterno con una semplificazione in mattoni a vista.

info
Giorni di apertura Tutti i giorni (visita interdetta durante le funzioni religiose)
Orari di apertura Da lunedì a venerdì: 8:30 -12:00/15:30 – 16:45; sabato: 8:30 – 12:30/15:30 – 16:45; domenica e festivi: 9:00 – 10:30, 12:00-12:30/15:30 – 16:45
Biglietti Gratuito
Prenotazione No
Telefono +39 0541/1835102 (segreteria diocesiana)
Email diocesi@diocesi.rimini.it

Fonti
Diocesi di Rimini
Rimini Turismo
Wikipedia
Fonti fotografiche
Gaia Porcellini

di Gaia Porcellini

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