
Palazzo Chiericati // Vicenza // Vicenza // Veneto – Edificio Palladiano sito a Vicenza, sede storica del museo civico dal 1855.
Contesto
Palazzo Chiericati è un edificio rinascimentale situato a Vicenza in piazza Matteotti, vicino a corso Palladio. Il palazzo fu progettato nel 1550 dall’architetto Andrea Palladio per i conti Chiericati e fu completato alla fine del Seicento.
Dal 1855 ospita il museo civico, che vanta una collezione permanente di pittura dal tardo tredicesimo al diciassettesimo secolo, con un focus particolare sulla pittura vicentina e veneta.
Dal 1994, il palazzo è parte del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, insieme ad altre opere palladiane, nel sito “La città di Vicenza e le ville di Palladio nel Veneto”.

Sito Ufficiale
Musei civico di Palazzo Chiericati
Siti correlati
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Chiericati
https://www.comune.vicenza.it/uffici/cms/unesco.php/il_sito_unesco/le_componenti_del_sito/palazzo_chiericati
Collegamenti esterni
https://www.venetoway.com/it/provincia-di-vicenza/centro-storico-vicenza/palazzo-chiericati/
Indirizzo
Piazza Matteotti, 37/39 – 36100, Vicenza (VI)
Storia
Palazzo Chiericati fu commissionato ad Andrea Palladio dal conte Girolamo Chiericati agli inizi del 1550. Nel novembre di quell’anno, Chiericati pagò Palladio per il progetto e fu incaricato di sovraintendere alla costruzione delle Logge della Basilica.
Tuttavia, Chiericati, che aveva ereditato delle vecchie case in piazza dell’Isola (oggi Piazza Matteotti) nel 1546, chiese al Consiglio di poter usare parte del suolo comunale per costruire un porticato per la nuova residenza.
I lavori, dunque, iniziarono nel 1551 ma si fermarono nel 1557 alla morte di Girolamo. Per questo, il palazzo rimase incompleto per più di un secolo e fu completato solo intorno al 1680, seguendo i disegni di Palladio.
Successivamente, nel 1839, il Comune di Vicenza acquistò il palazzo con l’intenzione di raccogliervi le civiche collezioni d’arte. Così, restaurato dagli architetti Berti e Giovanni Miglioranza, il museo civico fu inaugurato il 18 agosto 1855.
Nel frattempo, fu costruito il corpo occidentale del cortile e Miglioranza demolì una casa confinante, cambiando il contesto originale.
Inoltre, durante l’Ottocento, il museo ricevette importanti donazioni, come capolavori e una raccolta di disegni di Palladio. Dopo il restauro dei vicini Chiostri di Santa Corona, nel 1991, le collezioni archeologiche e naturalistiche furono trasferite in quella sede più ampia.

Credits Luca Zan 
Credits aliceadoro 
Credits Luca Zan 
Credits Luca Zan 
Credits Luca Zan 
Credits Luca Zan
Architettura
Per la progettazione di Palazzo Chiericati, Andrea Palladio impiegò una tipologia architettonica inedita per le residenze urbane dell’epoca, ispirandosi in parte alle sue ville.
Infatti, l’edificio, di dimensioni imponenti, si articola in un corpo centrale affiancato da due ali simmetriche leggermente arretrate. Queste ali sono caratterizzate dalla presenza di ampie logge situate al livello del piano nobile, e conferiscono all’insieme una maestosa eleganza.
La pianta del palazzo è influenzata dalle strette dimensioni del sito: un atrio centrale con due absidi è affiancato da due sezioni con tre stanze ciascuna, con proporzioni armoniche. Inoltre, ogni sezione ha una scala a chiocciola di servizio e una scala monumentale vicino alla loggia posteriore.
Per conferire magnificenza all’edificio e proteggerlo dalle frequenti inondazioni e dai bovini venduti nei giorni di mercato, Palladio sollevò Palazzo Chiericati su un podio. Di conseguenza, nella parte centrale, questo podio presenta una scalinata ispirata a un tempio antico.
Il piano inferiore ha un portico colonnato in ordine dorico lungo tutta la facciata, con una trabeazione decorata da un fregio con metope e triglifi alternati.
Il piano superiore, in ordine ionico con fregio continuo nella trabeazione, è chiuso nella parte centrale e presenta due eleganti logge alle estremità.
Infine, la facciata è armoniosa ed è caratterizzata da un doppio ordine di logge, la cui sommità è decorata con statue che garantiscono maestosità all’edificio.
L’interno
Al piano terra del palazzo palladiano, i visitatori possono ammirare affreschi cinquecenteschi nella Sala del Firmamento, nella Sala d’Ercole e nella Sala del Concilio degli Dei.
Il piano interrato, riaperto nel 2012, ha riportato alla luce le fondamenta delle antiche ”casette Chiericati” risalenti al XIV e XV secolo, insieme agli spazi precedentemente utilizzati come cucine e cantine per la servitù. Qui sono ancora visibili il camino, il pozzo e la scala delle botti.
Il museo civico
Il Museo Civico di Vicenza espone una vasta collezione di pittura, scultura, disegni, stampe e monete. Gli spazi sotterranei ospitano mostre temporanee, mentre al piano superiore si trovano reperti romanici e medievali come statue, sarcofaghi e polittici trecenteschi.
Nel museo, il Rinascimento è rappresentato da ritratti di nobili vicentini, medaglie e opere dello scultore classico Valerio Belli. Grazie a vari lasciti ottocenteschi, la pinacoteca vanta capolavori di Tintoretto, Paolo Veronese, Van Dyck, Hans Memling, Marco Palmezzano, Sebastiano e Marco Ricci, Luca Giordano, Tiepolo e Piazzetta.
Una delle sale è allestita scenograficamente con le pale d’altare rinascimentali provenienti dalla chiesa di San Bortolo, esposte insieme a opere di Bartolomeo Montagna, Giovanni Buonconsiglio e altri.
Mentre, nella sala accanto, il Settecento è rappresentato da opere paesaggistiche, quadri di genere e due grandi pale dell’Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo.
Nel 2012, una donazione da parte del marchese Giuseppe Roi ha arricchito il museo con dipinti, sculture e incisioni di artisti come Manet, Picasso e Boldini, oltre a mobili antichi, esposti nel sottotetto del palazzo.
| Giorni di apertura | Da martedì a domenica |
| Orari di apertura | dalle 09.00 alle 17.00 (orario invernale); dalle 10.00 alle 18.00 (orario estivo) |
| Biglietti | intero 7€; ridotto 5€ |
| Prenotazione | no |
| Visita guidata | si. costo di prenotazione a visita per classe 5€ |
Fonti
Palazzo Chiericati Museo civico; Wikipedia; Venetoway
Fonti fotografiche
Luca Zan; aliceadoro