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Nidaa Badwan in mostra a Palazzo Buonaccorsi

The Saving Light
Nidaa Badwan, The Saving Light, 2024

Nidaa Badwan è al centro della mostra The Saving Light, che è ospitata fino al 30 marzo 2025 ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata.

Il Premio Pannaggi/Nuova Generazione

Nidaa Badwan, artista palestinese residente in Italia, è la vincitrice della settima edizione del Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2024. Il Premio Pannaggi/Nuova Generazione rappresenta un’importante iniziativa dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi per sostenere giovani artisti emergenti under 40. Il focus è in particolare sui talenti della Regione Marche, promuovendo la loro presenza nel panorama artistico nazionale e internazionale. Il vincitore del premio è selezionato da una prestigiosa commissione. Questa è composta da esperti del settore tra cui Paola Ballesi, Katiuscia Cassetta, e altri autorevoli membri.
Il premio è assegnato in collaborazione con il Comune di Macerata, Macerata Musei, Macerata Culture, la Regione Marche e la Fondazione Carima. La mostra “The Saving Light” celebra il lavoro dell’artista e gode inoltre del patrocinio dell’Università di Macerata, dell’Accademia di Belle Arti e del Comune di Recanati.

Il Premio Pannaggi è stato reso possibile grazie al supporto del main sponsor Simonelli Group. Questo gruppo si distingue per il suo impegno nel promuovere il legame tra arte e mondo produttivo nelle Marche. Il progetto si sviluppa in rete con diverse realtà culturali, tra cui il Centro Studi Pannaggi, l’Accademia dei Catenati e il Mugellini Festival. Inoltre beneficia della collaborazione di istituzioni come il CeSma (Centro Studi Marche), il Centro Documentazione e Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro, Laboratorio 41, Spazio Lavì e la Galleria Fumagalli di Milano, che attualmente rappresenta l’artista.

“La sua produzione fotografica è in continua evoluzione e le sue opere hanno girato e attualmente stanno girando il mondo con progetti mirati che rendono omaggio alla cultura italiana, mentre altri di carattere introspettivo e psicologico diventano potenti dispositivi di prospezione per penetrare nel fondo dell’animo umano. Ma al di là dei vari temi affrontati, la sua ricerca attraverso il mezzo fotografico presenta una costante stilistica inequivocabile che rende unico e inconfondibile il suo linguaggio: la rappresentazione del corpo come teatro.

Paola Ballesi, curatrice della mostra
The Saving Light
Nidaa Badwan, The Saving Light, 2024

La mostra The Saving Light

La mostra personale The Saving Light di Nidaa Badwan presenta una serie di fotografie site-specific, concepite dall’artista in un dialogo intimo con Palazzo Buonaccorsi. Questo luogo è descritto da Nidaa come “dello spirito, impregnato di vicende personali, storia, magia e simboli”. Diventa inoltre il palcoscenico ideale per la componente teatrale che caratterizza il suo lavoro. Attraverso una visione unica e personale, l’artista crea una mise en scène esclusiva, svelando segreti interiori e riflessioni profonde sul mondo che ci circonda.

Le immagini esposte nelle sale del Palazzo rievocano la magnificenza di epoche passate e i racconti custoditi tra queste mura, dove i ricordi degli spazi e dell’umanità che li ha abitati affiorano come bagliori di luce nell’oscurità, equilibrando memoria e contemporaneità.

La luce, simbolo spirituale e salvifico, pervade non solo questa mostra ma l’intero percorso artistico di Nidaa Badwan. In Rinascita, il suo ciclo più recente del 2024, la luce è forza vitale, capace di generare energia e trasformazione. In Oscure notti dell’anima (2020), l’artista si rappresenta come un angelo caduto, che trova la forza di trascendere l’oscurità e la condizione umana per tornare a volare. Infine, Cento giorni di solitudine (2016), il lavoro che l’ha resa nota, racconta un esilio volontario come forma di protesta silenziosa contro gli abusi di potere, un’opera pacifica ma potente in cui i colori saturi e la luce vibrante dei suoi scatti diventano strumenti di resistenza.

Per la mostra verrà realizzato un catalogo bilingue che approfondirà le opere e la produzione di Nidaa Bawdan. Il catalogo includerà un testo critico a cura della curatrice Paola Ballesi e un dialogo tra l’artista e la storica dell’arte Maria Letizia Paiato. Sarà inoltre proiettato un video dedicato al lavoro dell’artista.

Nidaa Badwan, Cento giorni di solitudine
© Nidaa Badwan | Nidaa Badwan, Cento giorni di solitudine – 16, 2016, digital print on innova smooth cotton paper. Courtesy l’Artista e Galleria Fumagalli

Chi è Nidaa Badwan?

Nidaa Badwan, artista palestinese nata nel 1987 negli Emirati Arabi Uniti, ha trascorso la sua giovinezza e formazione a Gaza, dove si è laureata. Nel 2009 ha iniziato a esporre le sue opere proprio a Gaza, in un contesto drammatico: tra le rovine di un teatro distrutto dai bombardamenti al fosforo bianco. Il suo talento ha ricevuto immediato riconoscimento, avviandola verso una carriera internazionale.

L’opera che l’ha consacrata a livello globale è Cento giorni di solitudine (2016), un ciclo di autoritratti realizzati durante un esilio volontario di 20 mesi nella sua stanza, come protesta contro le minacce e le violenze subite da miliziani di Hamas per il suo rifiuto di indossare il velo. Questo lavoro, in cui Nidaa ha scelto la fotografia come linguaggio espressivo privilegiato, ha attirato l’attenzione internazionale, culminando in un’intervista sul New York Times.

Nel 2015 si è trasferita prima a San Marino e poi in Italia, dove risiede attualmente. Vive nelle Marche da una decina d’anni. Ha scelto la fotografia come suo medium espressivo privilegiato, utilizzandola per raccontare il mondo che la circonda attraverso autoscatti caratterizzati da uno stile unico. Nei suoi lavori, ricchi di colori vibranti, l’artista si pone al tempo stesso come protagonista e interprete. Le sue opere fotografiche sono state esposte in prestigiose istituzioni in Italia e all’estero, tra cui Salannunziata di Imola (2023), il Museum for Art in Wood di Philadelphia (2023), il Musée du quai Branly di Parigi (2019) e il California Museum of Photography di Riverside (2019). Tra gli altri, il suo lavoro è stato presentato in sedi come il Maxim Gorki Theatre di Berlino, l’Armani Hotel di Dubai e l’IVAM di Valencia, consolidando la sua presenza nel panorama artistico internazionale.

Nidaa Badwan, Cento giorni di solitudine
Nidaa Badwan, Cento giorni di solitudine, 2016

Informazioni utili

Date: Dal 29 novembre al 30 marzo 2025
Luogo: Musei Civici Palazzo Buonaccorsi, Via Don Minzoni 24, Macerata
Orari: Martedì–domenica 10-13 / 15-18.30
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
Contatti: 0733 256 361

FONTI

Nidaa Badwan
Arttribune
Arte.it

di Irene Tassi

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