
Dall’8 maggio al 4 novembre 2025 la Veneranda Pinacoteca Ambrosiana di Milano ospita “Natura morta: due sguardi sulla caducità della vita“.
L’esposizione temporanea, che coinvolge la celebre Canestra di Frutta di Caravaggio messa a confronto con Natura morta dello scultore Jago, si inserisce nel programma di iniziative dedicate all’arte contemporanea, proposto dalla pinacoteca.
La mostra è a cura di Maria Teresa Benedetti.
Un confronto tra passato e presente
In un continuo dialogo tra passato e presente, Jago si mette in dialogo con la Canestra di frutta, tra i capolavori più iconici della collezione del museo. In particolare, l’opera dell’ scultore contemporaneo trasforma il linguaggio della tradizione in una riflessione attuale ed esplicita.
Infatti, la canestra è riempita di armi, che intendono rappresentare una natura ormai contaminata dalla violenza e dalla serialità della produzione umana.
L’esposizione temporanea ha origine a partire dalla riflessione sul concetto di fragilità.
Nella pittura caravaggesca la frutta matura simboleggia il tempo che passa. Inoltre, diventa metafora della caducità della vita. Invece Jago porta questo concetto su un altro piano, con l’intento di mostrare ciò che oggi affolla la nostra esistenza. Si tratta di oggetti costruiti per uccidere, prodotti in serie, svuotati di
senso eppure reali.

©Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Mondadori Portfolio
Chi è Jago
JAGO è un artista italiano che opera nell’ambito scultoreo. Nella sua città natale, Frosinone, frequenta il liceo artistico, per poi trasferirsi a Milano, dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera.
La sua ricerca artistica fonda le radici nelle tecniche tradizionali. Infatti utilizza il marmo, reso attuale trattando temi fondamentali dell’epoca contemporanea.
Inoltre, instaura un rapporto con il pubblico tramite i social media e i video, che gli permettono di documentare il processo creativo.
All’età di 24 anni viene selezionato per partecipare alla 54° Biennale di Venezia, in cui espone un busto in marmo di Papa Benedetto XVI. Successivamente, nel 2016, espone nella sua prima mostra personale.
Il 20 maggio 2023 il laboratorio nella Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi a Napoli apre al pubblico come Jago Museum. L’anno successivo viene presentato, al Tribeca Film Festival, il documentario Jago into The White.

La Natura morta di Jago
Con l’opera Natura morta Jago vuole indagare la violenza che si insidia nella società contemporanea. Questa non si manifesta soltanto nei conflitti armati, ma anche nel rifiuto, nella sopraffazione quotidiana. Perciò, la cesta colma di armi ci dice che il frutto del nostro tempo non è più la vita, ma la distruzione, spiega l’artista.
La scelta del marmo, materiale nobile, è fondamentale per trasmettere il messaggio della scultura: si tratta di un materiale eterno che indica una ferita del presente. Inoltre, rimanda all’arte italiana anche se, allo stesso tempo, si distacca da essa, poiché denuncia un mondo in cui la morte si trasforma in un prodotto di consumo.
L’installazione dialoga con il dipinto di Caravaggio, mettendo in scena un confronto visivo e concettuale tra due differenti nature morte, capaci di raccontare epoche diverse. Tuttavia, la domanda di base rimane la stessa: cosa resta della vita quando il tempo e l’uomo la consumano?


© JAGO, by SIAE 2025 – Dettaglio
Informazioni utili
Data: dall’8 maggio al 4 novembre 2025
Luogo: Veneranda Biblioteca Ambrosiana
Indirizzo: Piazza Pio XI, 2 – Milano
Orari: Da lunedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00; chiuso il mercoledì
Biglietti: Intero 17€; ridotto dai 5€ ai 13€
Sito web: Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Sito web ufficiale
E-mail: tours@adartem.it
Telefono: +39 02 806921
Fonti
Natura MortaJago e Caravaggio: due sguardi sulla caducità della vita – Veneranda Biblioteca Ambrosiana
Il dialogo tra Jago e Caravaggio alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano