
Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese Milano
Dal 27 novembre 2024 al 9 febbraio 2025, il PAC di Milano ospita METAL PANIC, la più grande retrospettiva sull’opera di Marcello Maloberti, come omaggio alla città di Milano, da sempre parte del percorso artistico dell’autore.
La mostra, curata da Diego Sileo, è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da PAC e Silvana Editoriale.
Marcello Maloberti al PAC
La mostra di Marcello Maloberti al PAC si presenta come un progetto espositivo in divenire, ispirato all’idea di un cantiere contemporaneo. Radicata nel tessuto urbano di Milano, la città diventa il palcoscenico ideale per le opere, che dialogano con i suoi materiali, oggetti e immaginario. Le opere esposte, un mix di lavori degli anni Novanta, creazioni recenti e produzioni inedite, sono spesso rielaborazioni adattate agli spazi del PAC, come attori che recitano un copione su una nuova scena.
L’esposizione intreccia i temi centrali della ricerca di Maloberti: l’elevazione poetica della parola scritta, la sacralità del quotidiano e i cambiamenti socio-politici del paesaggio urbano. Le opere, immerse tra il pubblico, evocano la sensazione di “stare tra le cose“, trasformando lo spazio in un agglomerato urbano vivo. La presenza di materiali e attrezzature da cantiere sottolinea l’idea di lavori in corso, creando un percorso che, tra sacro e profano, traccia un ritratto lirico e personale dell’Italia contemporanea e dei suoi stereotipi.

Il percorso espositivo
La mostra si sviluppa attraverso un dialogo tra arte, politica, storia e poesia, articolandosi in una serie di opere che trasformano oggetti comuni e simboli in potenti metafore.
Esterno
All’esterno del PAC, Marcello Maloberti invita lo spettatore a rivedere i propri preconcetti visivi attraverso due installazioni site-specific. CIELO (2024), un monumento/anti-monumento composto da una scritta al neon ribaltata e sospesa a venti metri d’altezza dal braccio meccanico di un camion,. evoca una colonna infinita e sottolinea la fragilità dell’aspirazione monumentale. Originariamente presentata alla Bangkok Art Biennale del 2022, l’opera genera una vertigine visiva e un senso di precarietà,. capovolgendo la prospettiva e immaginando il cielo come visibile solo a un’ottica ultraterrena.
Parallelamente, l’installazione ULTIMATUM (2024) trasforma la facciata modernista del PAC, progettata da Ignazio Gardella, ricoprendola parzialmente con lastre di acciaio zincato sostenute da una struttura tubolare. Questo intervento, ispirato alla tradizione industriale milanese, altera l’estetica dell’edificio e lo rende simile a una lama tagliente. Entrambe le opere, nel loro dialogo tra esterno e interno, riflettono la poetica di Maloberti: un continuo stato di trasformazione e incompiutezza, che connette il tessuto urbano all’esperienza artistica.
Le prime sale
La mostra si apre con M (2024), un’opera che rielabora un cartello stradale d’ingresso a Milano, capovolto e sospeso al soffitto come una soglia simbolica e inaccessibile. Il gesto di ribaltamento richiama il corpo di Mussolini esposto a testa in giù in Piazzale Loreto nel 1945, sottolineando la dimensione politica e sociale della poetica dell’artista.
Nella stessa sala, sulla parete d’ingresso, si trova CHANCE DI UN CAPOLAVORO (2024), un fregio ispirato a un’opera di Marco Mazzucconi. Qui, delle forbici – elemento ricorrente nella pratica di Maloberti – sono rese innocue grazie all’aggiunta di delicate piume d’oca bianche. Questo gesto, definito “capriccioso” dall’artista, rappresenta l’equilibrio tra forza e poesia.
Nella seconda stanza, l’opera TILT (2024) trasforma un guardrail, solitamente associato alla sicurezza stradale, in una scultura sinuosa e tagliente, sostenuta da basi in marmo. La struttura guida il pubblico lungo un percorso obbligato, esprimendo tensioni tra minimalismo e organicità e riflettendo sul potere divisorio delle linee.
Al centro della sala, una pozzanghera composta da frammenti di riproduzioni di opere di Mario Sironi prosegue il dialogo con la serie Vir Temporis Acti. Durante l’inaugurazione, una performer ha reinterpretato i quadri di Sironi ritagliandone frammenti e trasformandoli in una nuova composizione sul pavimento,. ribaltando i ruoli tradizionali tra artista e modella e donando leggerezza all’universo pittorico dell’autore.

Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano
IL CUORE DELLA MOSTRA
Nel Corridoio, con l’opera METAL PANIC (2024), il fucile perde la sua funzione originaria per diventare uno strumento musicale. Le sue canne, trasfigurate in flauti di Pan, generano un canto primordiale che invade lo spazio con suoni inaspettati e improvvisi,. testimoniando il potere dell’arte di reinventare significati e trasportare il visitatore in una dimensione ancestrale.
BOLIDI (2024) presenta tavoli-scultura che, durante l’opening, sono stati portati in scena da performer per poi essere disposti nello spazio come una foresta metafisica. Questi “tavoli-cipressi”, evocativi e silenti, rimandano ai Sette Savi di Fausto Melotti posti all’esterno dell’edificio,. creando un’atmosfera sospesa tra la dimensione sacra e teatrale, dove gli oggetti diventano simboli di desideri inespressi.
Proseguendo, IN SEARCH OF THE MIRACULOUS (2024) propone una statua ottocentesca della Madonna,. acquistata nei Paesi Bassi, che si presenta girata verso la parete, negando ogni contatto visivo con il pubblico. Questo gesto, carico di amarezza, invita lo spettatore a riflettere sull’assenza del sacro e sulla tensione tra miracoli attesi e realtà disillusa.
Parterre, balcone e galleria
Nel parterre, MARTELLATE (2024) illumina lo spazio con otto frasi in neon, sospese tra poesia, politica e misticismo. Queste parole, che l’artista raccoglie da oltre trent’anni, si stagliano contro la luce naturale,. creando un dialogo tra pieno e vuoto, e invitano il visitatore a un’interpretazione personale, esplorando i significati che ognuno attribuisce alle parole altrui.
Sul balcone, l’opera LA VERTIGINE DELLA SIGNORA EMILIA (2024) utilizza una tovaglia a scacchi bianchi e rossi, accostata al tricolore, come simbolo dell’Italia contemporanea. Elemento ricorrente nella poetica dell’artista, questa tovaglia diventa un sipario ironico e malinconico, che riflette sulle contraddizioni del paese,. tra costruzione e restauro, modernità e stereotipi.
Infine, nella galleria, PETROLIO (2024) rende omaggio al romanzo incompiuto di Pier Paolo Pasolini. Libri aperti a metà, con coltelli da cucina come segnalibri, marcano con forza il centro del testo,. evocando il taglio rabbioso e metaforico della poetica pasoliniana e la sua tragica fine. I coltelli, pur inattivi, rappresentano l’energia inespressa del messaggio di Pasolini, intrecciando violenza e silenzio in una tensione profonda.
Project room
Nella Project Room del PAC, Marcello Maloberti esplora le radici personali e familiari che hanno influenzato profondamente la sua pratica artistica,. presentando lavori significativi degli anni Novanta. La sala è trasformata in un ambiente familiare che richiama la casa di Casalpusterlengo, luogo dell’infanzia dell’artista. Tra le opere esposte spicca FAMIGLIA METAFISICA (1990), un ritratto dell’artista con sua madre e sua nonna, raffigurati come figure regali in un contesto domestico. L’immagine, intrisa di neorealismo, celebra una genealogia matrilineare e la realtà della provincia.
Un altro lavoro iconico, CASA, ritrae la nonna di Maloberti accovacciata sotto il tavolo della cucina, trasformato in rifugio primitivo. L’opera alterna dolcezza e inquietudine, rappresentando il complesso passaggio tra infanzia, vecchiaia e memoria familiare.
In KASALPUSTERLENGO, una fotografia del 2006, Maloberti è ritratto appeso al cartello stradale della sua città natale,. in un gesto atletico e precario che simboleggia il legame profondo con le sue origini e il doloroso distacco da esse. Il cartello stesso, conservato per vent’anni,. è esposto come un frammento di vita e identità, evocando un radicamento affettivo e culturale che resta centrale nella poetica dell’artista.

Courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano
Le performance
Durante la mostra, ogni sabato e domenica sarà presentata LA SUGGERITRICE (2024), che coinvolgerà direttamente i visitatori. Allestita nello spazio espositivo, vede una performer sussurrare all’orecchio dei visitatori la frase di Carmelo Bene: “Nella tasca destra l’Oriente, nella tasca sinistra l’Occidente”. Questo gesto, simile a un oracolo, evoca il superamento dei confini culturali e un flusso migratorio simbolico tra i corpi. La performer diventa una mediatrice, mentre il pubblico partecipa attivamente, rendendosi co-protagonista dell’opera.
Nell’ultimo weekend si terrà la performance BACIAMANO: Ninetto Davoli, attore simbolo dei film di Pier Paolo Pasolini, sarà protagonista della performance BACIAMANO, accogliendo i visitatori della mostra con un gesto di omaggio sulla scalinata d’ingresso al PAC. Già presentata nel 2016 alla XVI Quadriennale di Roma, la performance celebra la storia e l’immaginario collettivo italiano,. trasformando l’accesso alla mostra in un palcoscenico simbolico. Maloberti interpreta il gesto come un tributo al pubblico, a Pasolini,. a Luciano Fabro, suo maestro, e alla pratica artistica stessa, intesa come celebrazione della realtà, del divino e del linguaggio.
Marcello Maloberti: narrazioni urbane e sperimentazione performativa
Marcello Maloberti (Codogno, 1966), artista visivo con base a Milano e docente di Arti Visive presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti,. sviluppa una ricerca artistica profondamente legata alle realtà urbane più marginali e precarie. Il suo lavoro si concentra sugli aspetti informi e transitori dell’esperienza umana,. combinando un approccio archeologico alla storia dell’arte con una visione neorealista, spesso onirica e straniante. Le sue opere vanno oltre l’osservazione della quotidianità, trasformandola in narrazioni dense di significato e atmosfere cariche di tensione emotiva.
Caratterizzate da una forte componente performativa, le sue installazioni e performance si svolgono sia in spazi pubblici che privati,. creando un dialogo intenso con il pubblico. Attraverso l’uso di diversi linguaggi – fotografia, video, scultura, collage e installazioni luminose o sonore. – Maloberti esplora la relazione tra arte e vita, costruendo esperienze immersive che coinvolgono lo spettatore in una partecipazione diretta. Il corpo e la collettività sono al centro delle sue opere, intesi come strumenti per generare incontri, emozioni e riflessioni condivise.
Maloberti ha esposto in prestigiose istituzioni in Italia e all’estero, tra cui il MAXXI di Roma,. Triennale Milano, il Padiglione Italia alla 55ª Biennale di Venezia, il MACRO di Roma e musei internazionali come la Generali Foundation di Vienna e la Royal Academy of Arts di Londra.

INFORMAZIONI UTILI
DATE: dal 27 novembre 2024 al 15 febbraio 2025
LUOGO: PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
INDIRIZZO: Milano, Via Palestro 14
ORARI: Da martedì a domenica 10—19:30
Giovedì 10—22:30
Chiuso lunedì
BIGLIETTI: Biglietto intero: 8 euro / ridotto 4 – 6,5 euro
VISITE GUIDATE GRATUITE: Ogni giovedì ore 18 (senza prenotazione)
TELEFONO: +39 02 8844635
E-MAIL: info@pacmilano.it
SITO UFFICIALE: PAC Milano