Merano presenta Aerolectics di Belinda Kazeem-Kaminski

Belinda Kazeem-Kamiński, Rub, Rock, Earth. Throat Clearing, 2025 - Courtesy the artist 
Foto Ivo Corrà
Belinda Kazeem-Kamiński, Rub, Rock, Earth. Throat Clearing, 2025 – Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà

Dal 16 marzo al 9 giugno 2025 il Kunst Meran Merano Arte presenterà Aerolectics, la prima mostra personale dell’austriaca Belinda Kazeem-Kaminski, artista, autrice e ricercatrice.
Grazie alla sua serie inedita di lavori, la mostra narra del ruolo del sistema missionario dell’Alto Adige durante la costruzione del rapporto coloniale tra Europa e Africa.

Il progetto culturale

La mostra Aerolectics è solo la seconda tappa (preceduta da La linea insubrica) di un programma culturale triennale del Kunst Meran Merano Arte intitolato The Invention of Europe. A tricontinental narrative (2024-2027). La riflessione alla base di questo progetto è dedicata all’idea monolitica dell’Europa in una location come Merano. L’Alto Adige, infatti, nel corso dei secoli, è ed è stato attraversato da diverse comunità con le rispettive politiche ed economie.
The invention of Europe vuole sottolineare come la visione Eurocentrica, considerata bianca, di alta supremazia religiosa, morale, dedita al progresso e all’evoluzione, sia in realtà fondata sull’economia di piantagioni americane, estrazioni minerarie e lavoro sottopagato africano. L’arte chiamata in causa in questa ideologia triennale evidenzia la matrice complessa, e per certi versi controversa, di una comunità che abita oggi il territorio altoatesino (ed europeo).

Belinda Kazeem-Kamiński, Untitled (Prototype Nkisi/Repurposed Savings Box), 2025 - Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà

Belinda Kazeem-Kamiński, Untitled (Prototype Nkisi/Repurposed Savings Box), 2025 – Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà

Tra Germania e Africa

Aerolictics si concentra sulla costruzione del rapporto coloniale tra Europa e Africa e, in particolare, sul ruolo missionario che ha ricoperto la zona dell’Alto Adige.
Nell’Ottocento i missionari europei trasferiti nel continente africano per evangelizzare la loro popolazione, organizzavano spedizioni di bambini e bambine, predicando loro l’idea di salvezza. Lo scopo principale era quello di “salvare le loro anime”, azione che giustificava l’acquisto di questi ragazzi deportati nel vecchio continente.

Belinda Kazeem-Kamiński, Vermessung. “Von der Landschaft aus”, 2025 - Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà
Belinda Kazeem-Kamiński, Vermessung. “Von der Landschaft aus”, 2025 – Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà

La storia di Asue

Ad ispirare i concetti di Aerolectics è il racconto di Asue, in cui Belinda si è imbattuta durante le sue diverse ricerche. Asue fu deportata involontariamente nel convento delle Orsoline di Brunico a metà Ottocento, insieme ad altre due ragazze.
Diversamente da loro, Asue ha subito mostrato il suo carattere impulsivo che veniva considerato inadeguato per la vita monastiche. Il suo temperamento così caratteristico venne riportato nei documenti del monastero, dove Asue viene definita una tempesta che non poteva essere dominata nemmeno con la forza fisica.

Belinda Kazeem-Kamiński, Untitled (Lash. Linger. Load/Nkisi), 2025 - Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà
Belinda Kazeem-Kamiński, Untitled (Lash. Linger. Load/Nkisi), 2025 – Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà

La tempesta di Belinda

L’artista parte dalla definizione che le monache avevano affibbiato a Asue: tempesta.
L’evocazione del fenomeno naturale si ritrova nella memoria delle ragazze del racconto, nei simboli, negli elementi naturali (terra, acqua, aria e fuoco). Attraverso questa narrazione vengono riprese le voci di tutti quei bambini africani di cui si erano perse le tracce nel corso della storia.
In questa rappresentazione, vengono messe in risalto le connessioni tra il sistema missionario e coloniale, invitando il pubblico a riflettere sulle storie cancellate dalla memoria collettiva, come quella di Asue.

Belinda Kazeem-Kamiński, Dancing Mask, 2025 - Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà
Belinda Kazeem-Kamiński, Dancing Mask, 2025 – Courtesy the artist
Foto Ivo Corrà

L’esposizione

All’interno di Kunsthaus di Merano, gli spazi sono stati riscritti in un percorso multimediale e immersivo fatto di contrasti: vuoti e pieni, voci e silenzi. In mezzo a questi ossimori si trovano oggetti, narrazioni, suoni e immagini che ricostruiscono e indagano l’esperienza della popolazione africana in Europa, vissuta attraverso un’ideologia bianca.
Aerolectics cerca di evidenziare le vite delle ragazze evocando le loro esperienze più che solo mostrandole. Per fare ciò, Belinda si affida a diverse rappresentazioni che spaziano tra la fotografia, la performance, la scrittura per raccontare la diaspora africana tra documentazione e finzione, spesso passata inosservata nella storia.

Informazioni utili

Date: 16.03.25 – 09.06.25
Luogo: Kunst Meran Merano Arte
Indirizzo: via dei Portici 163, Merano (BZ)
Orari: martedì – sabato dalle 10 alle 18; domenica e festivi dalle 11 alle 18
Biglietti: intero € 7,00 – ridotto € 5,00 – studenti € 2,00
Sito web: kunstmeranoarte
E-mail: info@kunstmeranoarte.org
Telefono: 0039 0473 212643

Fonti

Kunst Meran Merano Arte

Di Noemi Chioccarelli

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