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Lonely are all bridges. Birgit Jürgenssen e Cinzia Ruggeri

Birgit Jürgenssen, Untitled (Improvisation), 1976 © Birgit Jürgenssen, Estate Birgit Jürgenssen / Bildrecht Vienna, 2024 / Courtesy Galerie Hubert Winter

Il progetto espositivo

Dal 16 gennaio al 15 marzo 2025 la Fondazione Ica di Milano inaugura una mostra bipersonale curata dall’artista Maurizio Cattelan e Marta Papini, intitolata Lonely Are All Bridges. Birgit Jürgenssen e Cinzia Ruggeri. L’esposizione, celebra il lavoro di due figure iconiche: Birgit Jürgenssen (Vienna, 1949–2003) e Cinzia Ruggeri (Milano, 1942–2019). La mostra è realizzata grazie alla preziosa collaborazione dell’Estate di Birgit Jürgenssen di Vienna e dell’Archivio Cinzia Ruggeri di Milano.

Sebbene le due artiste non si siano mai incontrate, le loro opere dialogano idealmente, intrecciando visioni e riflessioni che superano le convenzioni. Il titolo della mostra è ispirato a un verso della poetessa austriaca Ingeborg Bachmann. Infatti incarna lo spirito sperimentale delle due protagoniste, capaci di costruire ponti tra discipline diverse e trasformare il quotidiano in una narrazione dal forte impatto critico.

Entrambe, nate alla fine degli anni Quaranta e formatesi negli anni Sessanta, hanno esplorato il ruolo della donna nella società attraverso temi quali corpo, identità e trasformazione. La comune attenzione per l’ornamento e l’accessorio, concepiti come estensioni del corpo e strumenti per affermare il proprio spazio, costituisce il filo conduttore della mostra. Lonely Are All Bridges invita a riflettere sulla relazione tra estetica, politica e identità, questioni centrali e ancora attuali nel nostro panorama contemporaneo.

Cinzia Ruggeri, Stivali Italia (Italy Boots), 1986 / Archivio Cinzia Ruggeri, Milano

BIRGIT JÜRGENSSEN

Birgit Jürgenssen, nata a Vienna nel 1949 e scomparsa nella stessa città nel 2003, ha intrapreso il suo percorso artistico nel 1968, frequentando l’Università di Arti Applicate di Vienna, dove si è laureata nel 1971. La sua pratica artistica si è sviluppata attraverso diverse discipline: includendo disegno, fotografia e scultura, dando vita a un corpus di opere ricco e multiforme. Ancora poco conosciuta oltre i confini dell’Austria, è stata una delle più sofisticate protagoniste dell’avanguardia femminista internazionale. Ha sfidato stereotipi e convenzioni, rifiutando le imposizioni patriarcali e mettendo in discussione le strutture della società e la propria identità. Fin da giovanissima ha mostrato una visione acuta e provocatoria. A soli 8 anni, disegnava le opere di Picasso nel suo quaderno scolastico, firmandole con la sigla «BICASSO Jürgenssen», unendo il suo nome a quello del maestro spagnolo. A 14 anni, con la sua prima macchina fotografica semiautomatica, inizia a esplorare il mondo attraverso l’obiettivo, costruendo un linguaggio espressivo unico.

Ispirandosi al Surrealismo, Jürgenssen affronta con incisività temi quali la sessualità e i rapporti di genere, rivelando e criticando le dinamiche di potere sottese. Iconica è la sua opera Grembiule da cucina da casalinghe (1975), in cui si ritrae come un forno da cui esce un pane fragrante, un’immagine tagliente che richiama la riduzione della donna alla sua funzione riproduttiva, come se fosse un ruolo imposto e ineluttabile. In altre opere, trasforma un pollice femminile in un tacco a spillo, simbolo delle pressioni estetiche. Oppure reinterpreta le scarpe, da semplici accessori femminili a oggetti feticcio a emblemi del desiderio maschile.

Birgit Jürgenssen, Houseswives_ work, 1973 © Birgit Jürgenssen, Estate Birgit Jürgenssen, Bildrecht Vienna,2024 – Courtesy Galerie Hubert Winter

CINZIA RUGGERI

Cinzia Ruggeri (Milano, 1942 – Milano, 2019) è stata una figura visionaria e pionieristica, capace di attraversare con disinvoltura i confini tra arte, moda e design. La sua ricerca sperimentale, intrisa di ironia e originalità, ha saputo fondere influenze provenienti da una vasta gamma di discipline. Infatti è riuscita a trasformare oggetti quotidiani in opere provocatorie e dissacranti. Ruggeri ha reintrerpretato abiti, accessori, arredi e luci come veicoli di critica sociale e culturale.

Tra le sue creazioni più iconiche spiccano le scarpe scala appese alle pareti come opere d’arte, l’Abito salame, la mano di velluto che richiama la forma di una poltrona, il guanto borsa schiaffo e i celebri Stivali Italia (1986). Quest’ultimo lavoro rielabora con ironia l’opera di Luciano Fabro sulle «Italie», trasformando la sagoma della penisola in uno stivale indossabile, con le isole che diventano due eleganti pochette. Ruggeri utilizza questa metafora per sovvertire le convenzioni sulla femminilità e contrastare il machismo, anche nell’ambito artistico.

Informazioni utili

Quando: Dal 16 gennaio al 15 marzo 2025
Dove: Fondazione Ica di Milano
Indirizzo: Via Orobia 26, 20139 Milano
Orari: Giovedì 14-18
Venerdì – Sabato 12 – 19
Chiuso da domenica a mercoledì
Ingresso libero
Contatti: office@icamilano.it
Sito web: https://www.icamilano.it/

FONTI

Fondazione Ica
Corriere della sera
Atpdiary

di Irene Tassi

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