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Le fotografie di Dorothea Lange a Perugia

Dorothea Lange- A large sign reading "I am an American" placed in the window of a store the day after Pearl Harbor.
Dorothea Lange- A large sign reading “I am an American” placed in the window of a store the day after Pearl Harbor. Oakland, California, 1942
The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington

La mostra

Fino al 23 marzo 2025, Palazzo della Penna – Centro per le Arti Contemporanee di Perugia ospiterà la mostra “Dorothea Lange”. L’evento, promosso dal Comune di Perugia in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino e Le Macchine Celibi soc. coop., responsabile dei servizi al pubblico e della valorizzazione del circuito museale, rappresenta un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia e arte contemporanea.

La mostra, fortemente sostenuta dalla Sindaca Vittoria Ferdinandi e dall’Assessore alla Cultura Marco Pierini, segna un passaggio significativo nel processo di trasformazione di Palazzo della Penna. Da Museo civico, il Palazzo diventa “Centro per le Arti Contemporanee”, in linea con le strategie culturali della nuova Giunta. Pur mantenendo la sua vocazione polifunzionale, la struttura intende affermarsi infatti con maggiore decisione come polo dedicato alla contemporaneità. Il viaggio nella fotografia contemporanea prende avvio con un approfondimento dedicato a Dorothea Lange, celebre autrice di Migrant Mother (1936), una delle immagini più iconiche del XX secolo e figura centrale della fotografia documentaria novecentesca.

La mostra, curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, presenta oltre 130 fotografie che ripercorrono un decennio cruciale nella carriera dell’artista. Il percorso espositivo si concentra sugli anni Trenta e Quaranta, un periodo in cui Lange ha documentato i profondi cambiamenti economici e sociali degli Stati Uniti, catturando eventi epocali attraverso il suo straordinario sguardo artistico e documentaristico.

Il lavoro di Dorothea Lange

La crisi economica provocata dal crollo di Wall Street rappresenta un punto di svolta cruciale nella carriera di Dorothea Lange. Infatti, nel 1935, la fotografa intraprende un lungo viaggio insieme all’economista Paul S. Taylor, che diventerà poi suo marito. La loro missione è quella di documentare le difficili condizioni di vita dei lavoratori agricoli nelle regioni centrali degli Stati Uniti. In particolare, il fenomeno delle Dust Bowl, caratterizzato da ripetute tempeste di sabbia che rendono inabitabili intere aree, obbliga migliaia di famiglie a migrare alla ricerca di migliori opportunità.

Il lavoro di Lange si inserisce pienamente nel programma governativo della Farm Security Administration (FSA), un’iniziativa nata per sostenere le politiche del New Deal. Questo incarico le offre non solo l’occasione di sperimentare nuovi approcci artistici, ma anche la possibilità di raccontare con profondità e sensibilità i volti e i luoghi segnati dalla povertà. Ad esempio, dalle piantagioni di piselli della California fino ai campi di cotone del Sud, dove la segregazione razziale intensifica lo sfruttamento, Lange realizza migliaia di fotografie. Ogni immagine è accompagnata da didascalie dettagliate che riportano le storie delle persone ritratte. Proprio in questo contesto, Lange realizza Migrant Mother, il celebre ritratto di una giovane madre che, con i suoi sette figli, sopravvive in un accampamento improvvisato tra tende e vecchie auto.

Successivamente, con l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, dopo l’attacco a Pearl Harbor nel 1941, il focus del lavoro di Lange cambia. Il governo americano, infatti, decide di internare la comunità giapponese-americana in campi di prigionia e affida a diversi fotografi l’incarico di documentare questa misura. Nonostante la sua contrarietà, espressa pubblicamente insieme al marito, Lange accetta l’incarico. Attraverso i suoi scatti, però, denuncia l’assurdità di una legge razziale e discriminatoria, mostrando come questa abbia sconvolto la vita di migliaia di persone, costringendole a lasciare le proprie case e attività.

Informazioni utili

Quando: Dal 14 dicembre 2024 al 23 marzo 2025
Dove: Palazzo della Penna – Centro per le arti contemporanee
Indirizzo: Via Prospero Podiani 11
Orari: Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica 11.00 – 19.00
Giovedì 11.00 – 21.00
Costo del biglietto: INTERO €12
RIDOTTO €8
Contatti: +39.011.0881150
camera@camera.to
Sito-web: https://camera.to/

FONTI

Camera
Arte.it
Fotocult

di Irene Tassi

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