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Il Castello Aragonese d’Ischia e i suoi tesori

Fotografia del Castello Aragonese d'ISchia
Fotografia di Antonio Di Manso

Castello Aragonese d’Ischia // Ischia // Napoli // Campania – Castello risalente al XV secolo voluto da Alfonso V di Aragona.

Contesto

Il Castello Aragonese d’Ischia è una fortificazione che sorge sul lato orientale dell’omonima isola, ed è collegato all’antico Borgo di Celsa per mezzo di un ponte in muratura lungo più di 200 metri. L’isolotto su cui è stato edificato deriva da un’eruzione sinattica avvenuta oltre 300 000 anni fa.
È composto da diversi edifici e giardini collegati tra loro da vie percorribili a piedi. Dagli anni Settanta è anche in funzione un ascensore, il cui percorso è ricavato nella roccia e raggiunge i 60 metri sul livello del mare.

Il luogo ha ospitato strutture difensive fin dai tempi dei romani, diventando testimone di parte della storia italiana. Il nome, però, ha origine dalla dinastia degli Aragona: fu Alfonso I d’Aragona, nel XV secolo, a trasformare l’edificio preesistente nel castello che vediamo oggi.
Oggi, oltre a rappresentare una testimonianza del passato, ospita numerose mostre ed eventi culturali che lo mantengono vivo e frequentato.

Cartina geografica

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Sito Ufficiale
castelloaragoneseischia.com

Social
instagram: castelloaragonesedischia

Siti correlati
infoischia.com

Collegamenti esterni
FAI – Fondo Ambiente Italiano
Dimore storiche italiane

Indirizzo
Castello Aragonese d, Ischia (NA)

Storia

Il primo castello costruito sull’isola risale al 474 a.C. e aveva il nome di Castrum Gironis. Il greco Girone I fece costruire il castello dopo aver ricevuto come regalo l’isola dai cumani per aver prestato loro aiuto in una guerra contro i tirreni.
Nel 315 a.C. i romani presero il controllo dell’isola fondandovi la colonia di Aenaria e, nel corso dei secoli successivi, la fortezza subì delle trasformazioni, in modo da fungere da rifugio per la popolazione contro saccheggi di vari invasori.

Durante il XV secolo, l’isola passò in mano agli aragonesi, che diedero al castello la fisionomia conosciuta oggi. L’edificio ospitava gli alloggi reali e quelli riservati ai cortigiani, alla truppa e ai servi. Tutt’intorno furono aggiunti nuovi edifici adibiti a diverse funzioni. In questo periodo il Castello ospitò i migliori artisti del tempo, come Michelangelo Buonarroti e Ludovico Ariosto.

Nel 1809, gli inglesi assediarono l’isolotto fino ad arrivare a distruggerlo quasi completamente e, dal 1851, il castello diventò prigione per i cospiratori contro il Regno delle Due Sicilie.
Nel 1912 l’amministrazione del demanio mise il Castello Aragonese in vendita all’asta. Da allora l’isola è gestita da privati, che ne curano i restauri e la tengono aperta al pubblico.

Architettura

Gli edifici ricoprono solamente una piccola parte dell’isola, che è composta per lo più da ruderi, orti e vigneti. La maggior parte delle costruzioni presenti in passato è andata distrutta durante i numerosi eventi bellici che hanno visto l’isola protagonista.
La famiglia ischiana Mattera ha intrapreso una campagna di restauri che hanno interessato la parte monumentale del complesso architettonico, anche se molte strutture sono ancora in rovina.
Tra i principali edifici superstiti troviamo la Cappella votiva del Traforo, la Chiesa dell’Immacolata, il Monastero delle Clarisse, la Cattedrale dell’Assunta, la Chiesa di San Pietro a Pantaniello ed il carcere borbonico.

Chiesa dell’Immacolata

La pianta della chiesa è a croce greca e presenta un presbiterio e un pronao d’ingresso. Sopra il tamburo circolare insiste l’imponente cupola. Questa domina l’intero castello e offre una vista sul borgo Ischia Ponte, anticamente chiamato borgo di Celsa per la presenza di una piantagione di gelsi nei terreni dei frati agostiniani.
La chiesa venne costruita a partire dal 1737 per ordine della badessa Giovanna Battista Lanfreschi, proveniente dal convento delle Clarisse adiacente. La costruzione richiese un enorme impegno economico da parte delle suore, che dovettero persino vendere l’argenteria del convento per far fronte alle spese. Nonostante ciò, non fu mai completata. La facciata e gli interni della chiesa, infatti, non sono rifiniti, e le pareti non presentano affreschi.
Fino agli anni Ottanta del Novecento, quando la chiesa venne restaurata, sui tre altari pendevano tre pale del XVI secolo raffiguranti l’Immacolata, sant’Antonio e san Michele, di autore ignoto. Oggi viene utilizzata per ospitare mostre temporanee di pittura e scultura.

Monastero e delle Clarisse

Il Monastero delle Clarisse fu fondato nel 1575 da Beatrice Quadra. Il convento ospitava generalmente monache provenienti da famiglie nobili mandate a vivere in clausura per evitare la frammentazione dell’eredità.
Nel XVI secolo fu scavato un caratteristico cimitero sotterraneo che presenta, a ridosso delle pareti, dei sedili in pietra chiamati Putridarium su cui venivano adagiati a tronco eretto i corpi senza vita delle monache affinché si mummificassero. I liquidi persi venivano raccolti in appositi vasi situati sotto i sedili, e, una volta decomposta la carne, gli scheletri non venivano raccolti in un ossario. Le monache vi si recavano ogni giorno per pregare e meditare sulla morte.
Nel 1866 le Clarisse si sciolsero e, oggi, un’ala del monastero ospita un albergo che ha ricavato le stanze dalle celle di un tempo.

Cattedrale dell’Assunta

La cattedrale fu eretta dalla popolazione nel 1306. Era una basilica a tre navate con un’abside ricoperta da una cupola. Originariamente fu costruita in stile romanico, ma, nel corso del XVI secolo fu ritoccata con stucchi barocchi. Qui si celebrarono le nozze di Fernando Francesco d’Avalos e Vittoria Colonna.
Nel 1809 fu distrutta dalle cannonate degli inglesi, per cui oggi si presenta come uno spazio semiaperto senza soffitto, e ospita vari eventi come concerti e letture di prosa e poesia.
Lungo il perimetro presentava delle cappelle, una per ogni famiglia gentilizia che abitava l’isolotto. Alcuni degli affreschi superstiti hanno subìto un intervento di restauro, che hanno svelato le rappresentazioni di san Nicola, santa Caterina di Alessandria e altri santi.

Giorni di apertura aperto tutti i giorni
Orari di apertura dalle 9.00 (orari di chiusura variabili, contattare la biglietteria al numero +39 081 99 28 34)
Biglietti 12 € intero; gratis fino ai 9 anni; 6 € dai 10 ai 18 anni, scuole secondarie, residenti; 10 € studenti dai 19 ai 26 anni; 25 € abbonamento dieci ingressi
Prenotazione Non necessaria
Visita guidata 10 € a persona; prenotazione obbligatoria

Fonti
castelloaragoneseischia.com; infoischia.com; isoladischia.com; exibart.com

Fonti fotografiche
Peter Amann, Aniello Cirillo, Luigi De Rosa, Antonio Di Manso, Wiktoria Sremska

di Martina Alberti

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