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Eterno e visione: il Neoclassicismo a Gallerie d’Italia Milano

Giuseppe Bossi, La Riconoscenza della Repubblica Italiana a Napoleone, 1802 - Olio su tela, 304 x 436 cm Milano, Accademia di Belle Arti di Brera. Opera originale inamovibile, riprodotta in scala 1:1 in mostra. Foto Accademia di Brera
Giuseppe Bossi, La Riconoscenza della Repubblica Italiana a Napoleone, 1802 – Olio su tela, 304 x 436 cm Milano, Accademia di Belle Arti di Brera. Opera originale inamovibile, riprodotta in scala 1:1 in mostra. Foto Accademia di Brera

Apre dal 28 novembre 2025 al 6 aprile 2026 nel museo delle Gallerie d’Italia di Milano, la mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo.

Roma e Milano capitali del Neoclassicismo

A cura di Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca, l’esposizione, organizzata con il Patrocinio della Città di Milano e in collaborazione con la Bibliothèque nationale de France, mette a confronto due capitali artistiche dell’età napoleonica: Roma e Milano. Le due città guardano alla nuova Europa moderna, ma restano profondamente legate all’eredità dell’antico.

In mostra sono presenti oltre cento opere: dipinti, sculture, marmi, disegni, incisioni e preziosi esempi di arte decorativa. I lavori provengono da importanti musei italiani e internazionali, tra cui Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Accademia di Belle Arti di Carrara, Fondazione Querini Stampalia di Venezia, Palazzo Reale di Milano, Castello Sforzesco e Istituto Centrale per la Grafica di Roma. Completano il percorso numerose collezioni private e la raccolta Intesa Sanpaolo.

La mostra ricostruisce così una stagione eccezionale della cultura figurativa italiana ed europea.

Giuseppe Bossi, Napoleone appoggiato al globo, 1806
 - Olio su tela, 98,5 x 74,5 cm. Collezione privata  Paolo e Federico  Foto Manusardi, Milano
Giuseppe Bossi, Napoleone appoggiato al globo, 1806 – Olio su tela, 98,5 x 74,5 cm. Collezione privata Paolo e Federico Foto Manusardi, Milano

Antonio Canova, Testa di Napoleone come Marte pacificatore, post 1803 - Gesso, 93 x 52 x 41 cm, Bassano del Grappa, Musei Biblioteca Archivio  © MBA Musei Biblioteca Archivio Bassano del Grappa / foto HEADS Production
Antonio Canova, Testa di Napoleone come Marte pacificatore, post 1803 – Gesso, 93 x 52 x 41 cm, Bassano del Grappa, Musei Biblioteca Archivio © MBA Musei Biblioteca Archivio Bassano del Grappa / foto HEADS Production

Le città a confronto negli anni napoleonici

Tra il 1796, anno della discesa di Napoleone in Italia, e il 1814, che segna la caduta dell’Impero, la Penisola vive un profondo rinnovamento politico, economico e sociale. In questo clima di trasformazione, Roma e Milano emergono come i centri propulsori dell’arte e della cultura.

Roma, ricca di patrimonio antico e rinascimentale, resta una capitale universale delle arti. Continua ad attirare artisti da tutta Europa e mantiene un ruolo chiave nella formazione culturale del tempo. Milano, intanto, cambia volto. Prima capitale della Repubblica Italiana e poi del Regno d’Italia, si afferma come laboratorio della modernità e crocevia del Neoclassicismo europeo.

L’Accademia di Brera riunisce artisti, intellettuali e innovatori. Le manifatture, le botteghe e un vivace mondo editoriale rafforzano il carattere dinamico della città, rendendola un modello di dialogo con l’antico. Roma, dal canto suo, rinnova il mito della classicità e rimane un punto di riferimento imprescindibile per gli artisti in formazione.

La mostra racconta il rapporto tra queste due capitali attraverso dieci sezioni tematiche. Il percorso ricostruisce le storie e le esperienze creative di figure come Antonio Canova, Giuseppe Bossi e Andrea Appiani, protagonisti assoluti di una stagione culturale straordinaria.

Giuseppe Bossi, Incontro di Edipo cieco con le figlie, 1805 - Olio su tela, 291 x 494,5 cm. Trezzo sull’Adda, Biblioteca comunale «Alessandro Manzoni» Ph Mario Donadoni
Giuseppe Bossi, Incontro di Edipo cieco con le figlie, 1805 – Olio su tela, 291 x 494,5 cm. Trezzo sull’Adda, Biblioteca comunale «Alessandro Manzoni» Ph Mario Donadoni

Il Cavallo monumentale del Canova

Tra i capolavori in mostra spicca il Cavallo Colossale di Antonio Canova, una grande statua in gesso dipinto che imita il bronzo. Canova la realizza come modello per un monumento equestre dedicato a Napoleone e pensato per il Foro Bonaparte. Il progetto però non va avanti. L’idea passa poi alla città di Napoli, ma la caduta dell’Imperatore nel 1814 blocca di nuovo la sua realizzazione.

Il Cavallo Colossale fu quindi riutilizzato per un monumento a Carlo III di Borbone e, in seguito, Canova ne creò una seconda versione per un monumento a Ferdinando I. I due modelli in gesso furono poi conservati a Bassano del Grappa. Durante la Seconda Guerra Mondiale il cavallo destinato a Carlo III andò distrutto, mentre quello di Ferdinando I sopravvisse, ma venne smontato negli anni Sessanta e dimenticato nei depositi del museo, ridotto in oltre duecento frammenti.

Il modello è stato ricomposto grazie a un lungo e complesso restauro, promosso dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa, con la Soprintendenza, Intesa Sanpaolo e Venice in Peril Fund. Dopo più di mezzo secolo, il Cavallo Colossale torna alla sua integrità originaria e accoglie i visitatori all’inizio della mostra.

Gallerie d’Italia Milano, mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo - Foto allestimento a cura di Maria Parmigiani
Gallerie d’Italia Milano, mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo – Foto allestimento a cura di Maria Parmigiani

Giuseppe Bossi cardine della modernità milanese

Un’ampia sezione della mostra è dedicata a Giuseppe Bossi, teorico, pittore, collezionista e fondatore della Pinacoteca di Brera. Il suo sodalizio con Antonio Canova fu decisivo per definire l’immagine ideale dell’Italia moderna. Insieme contribuirono a costruire una visione del Paese come erede dell’antico e protagonista della nuova Europa delle arti.

Tra gli episodi più spettacolari ricordati nel percorso figura il grande progetto del Foro Bonaparte di Giovanni Antonio Antolini che pur non essendo mai stato realizzato, lasciò un’impronta profonda sull’urbanistica milanese. Un altro momento centrale è l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano, rievocata attraverso la preziosa esposizione degli Onori d’Italia – mantello, corona, scettro e altri oggetti cerimoniali – restaurati da Intesa Sanpaolo per la XIX edizione di Restituzioni.

Luigi Manfredini, Tripode - Athénienne, 1811-1813 circa - Bronzo dorato e marmo verde antico, altezza 81,2 cm, diametro 37 cm. Parigi, Galerie Kugel Foto Guillaume Benoit
Luigi Manfredini, Tripode – Athénienne, 1811-1813 circa – Bronzo dorato e marmo verde antico, altezza 81,2 cm, diametro 37 cm. Parigi, Galerie Kugel Foto Guillaume Benoit
Giuseppe Bossi, I dannati (copia parziale dal Giudizio universale di Michelangelo), 1804 - Carboncino e matita nera su carta, 1920 x 1330 mm. Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Foto Roberto Rosso
Giuseppe Bossi, I dannati (copia parziale dal Giudizio universale di Michelangelo), 1804 – Carboncino e matita nera su carta, 1920 x 1330 mm. Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Foto Roberto Rosso

Appiani e la Milano del Neoclassicismo

Tra i ritratti di Napoleone presenti in mostra, spicca quello come re d’Italia realizzato da Andrea Appiani. Il pittore, insieme a Canova e Bossi, fu uno dei grandi protagonisti della Milano neoclassica. Questo nucleo espositivo dialoga direttamente con la grande mostra che il Comune di Milano dedica ad Appiani negli ambienti dell’Appartamento di riserva, delle Sale degli Arazzi e della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, aperta fino all’11 gennaio 2026.

Attraverso il confronto tra pittura, scultura, grafica e arti decorative, Eterno e visione restituisce un universo artistico ancora poco esplorato. Racconta la nascita di una nuova idea di bellezza, di nazione e di modernità. L’esposizione si inserisce nella lunga tradizione di studi sul Neoclassicismo, oggi arricchita dal dialogo con importanti istituzioni culturali e collezioni private italiane e internazionali.

Francesco Hayez, La morte di Abradate, 1813 - Olio su tela, 74 x 95 cm. Collezione Fondazione Cariplo Gallerie d’Italia - Milano  Foto Paolo Vandrasch, Milano
Francesco Hayez, La morte di Abradate, 1813 – Olio su tela, 74 x 95 cm. Collezione Fondazione Cariplo Gallerie d’Italia – Milano Foto Paolo Vandrasch, Milano

Informazioni Utili

Dal 28 Novembre al 6 aprile 2026

LUOGO: Gallerie d’Italia – Milano | Piazza della Scala, 6 Milano

ORARI: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: aperto dalle 9.30 alle 19.30; giovedì: aperto dalle 9.30 alle 22.30; lunedì: chiuso.

BIGLIETTI: intero 10€, ridotto 8€, ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, ridotto speciale 5€ per under 26 e clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo.

SITO ACQUISTO BIGLIETTI: Civitamilano

EMAIL: milano@gallerieditalia.com

SITO UFFICIALE: Gallerie d’Italia | Milano

Fonti

Gallerie d’Italia | Milano

di Filippo Silveri

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