,

Ernst Ludwig Kirchner e gli artisti del gruppo Rot-Blau

Ernst Ludwig Kirchner, Das Tobel (Il burrone)
Ernst Ludwig Kirchner, Das Tobel (Il burrone), 1920 ca.
Düren, Leopold-Hoesch-Museum, Fotografia: Peter Hinschläger

Il MASILugano ospita la mostra “Ernst Ludwig Kirchner e gli artisti del gruppo Rot-Blau” fino al 23 marzo 2025.

Ernst Ludwig Kirchner

Ernst Ludwig Kirchner (Aschaffenburg, Germania, 1880 – Davos, Svizzera, 1938) è stato un pittore, scultore e incisore, figura di spicco dell’Espressionismo tedesco del primo Novecento. Ha fondato il gruppo Die Brücke (Il Ponte) insieme a Fritz Bleyl, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff. Kirchner ha inoltre promosso un rinnovamento radicale dell’arte visiva, opponendosi agli schemi accademici e valorizzando un’espressione immediata e soggettiva dell’interiorità dell’artista. La sua pittura, caratterizzata da linee decise e da colori intensi e innaturali, è diventata uno dei tratti distintivi dell’Espressionismo tedesco.

Ernst Ludwig Kirchner trascorse l’ultima parte della sua vita nei pressi di Davos, un luogo che rappresentò sia un rifugio sia una nuova fonte di ispirazione. Arriva nel 1917 da Berlino, in condizioni fisiche e mentali profondamente compromesse a causa dei traumi della Prima Guerra Mondiale. Qui Kirchner nelle Alpi svizzere trovò un ambiente che trasformò il suo linguaggio artistico.

Durante il periodo trascorso nella località grigionese cambia la sua produzione artistica, che nella popolazione locale e nel paesaggio montano trova nuove ispirazioni. Il pittore infatti abbandona i temi cupi e drammatici della frenetica vita urbana berlinese, come il circo e il cabaret, per concentrarsi su soggetti più sereni e intimi, legati alla vita alpina. Nei suoi lavori emergono quindi paesaggi montani, contadini, transumanze e boschi, caratterizzati da tonalità più luminose e da un senso a composizioni più natura e luminose.

Egli si afferma, tra il 1924 il 1926, anche come mentore per una giovane generazione di artisti. Infatti Hermann Scherer, Albert Müller e Paul Camenisch frequentano regolarmente la sua dimora, ispirandosi alla sua arte. Un esempio significativo è la rappresentazione ravvicinata di un paesaggio boschivo, come in Waldlandschaft mit Bach (Paesaggio boschivo con ruscello), un soggetto che questi artisti reinterpretano nelle loro opere.

La mostra al MASI (Museo d’Arte della Svizzera Italiana) evidenzia questa trasformazione stilistica attraverso anni del soggiorno di Kirchner a Davos, tra il 1918 e il 1923, e altre opere datate 1925-1926, quando il gruppo artistico Rot-Blau intratteneva un vivace dialogo con il loro maestro.

La mostra

Il percorso espositivo al MASI si concentra su un nucleo selezionato di dieci dipinti, protagonisti di due esposizioni fondamentali per la diffusione del lavoro dell’artista in Svizzera: la collettiva alla Kunsthalle di Basilea nel 1923 e la personale al Kunstmuseum di Winterthur nel 1924. Questi eventi, nonostante le reazioni contrastanti del pubblico, hanno avuto un ruolo cruciale nel consolidare la conoscenza della sua opera a livello svizzero.

Kirchner, pur vivendo in autoesilio a Davos e ai margini della vita mondana, continuò a promuovere e supervisionare la diffusione della sua arte sia in Svizzera che in Germania. Lo stesso artista descrive il cambiamento stilistico avvenuto dopo il trasferimento sulle Alpi.

Nelle nuove opere degli ultimi sei anni, i colori diventano puri e luminosi. È l’aria limpida delle montagne ad aver innescato questa nuova resa del colore…Le modifiche della forma e delle proporzioni non sono arbitrarie, bensì servono a rendere l’espressione mentale ampia e incisiva e a far percepire i colori nelle proporzioni consone all’espressione ricercata

scrive nel 1921, utilizzando lo pseudonimo del critico d’arte Louis de Marsalle, da lui stesso ideato.

Tra i dipinti esposti, spicca Bauernmittag (Il mezzogiorno dei contadini), confiscato dal regime nazionalsocialista alla Kunsthalle di Amburgo e presentato come esempio di “cattiva arte” nella famigerata mostra Entartete Kunst (Arte degenerata) a Monaco. Oltre a offrire una panoramica stilistica sull’evoluzione artistica di Kirchner, l’esposizione arricchisce l’esperienza del pubblico con approfondimenti sul contesto storico-culturale delle opere, accessibili tramite codici QR e materiali informativi disponibili lungo il percorso di visita.

Ernst Ludwig Kirchner, Bauernmittag (Il mezzogiorno dei contadini)
Ernst Ludwig Kirchner, Bauernmittag (Il mezzogiorno dei contadini), 1920, Collezione privata, Svizzera

Approfondimento tematico della collezione permanente

La mostra dedicata a Ernst Ludwig Kirchner si inserisce come approfondimento tematico all’interno dell’esposizione permanente del MASI, intitolata “Sentimento e Osservazione”. Arricchita da prestigiosi prestiti, questa presentazione mira a illustrare l’evoluzione dinamica dell’arte in Ticino, dal 1848, anno della fondazione dello Stato federale, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ponendo l’accento sulle influenze provenienti sia dal Nord che dal Sud.

Il percorso espositivo offre una panoramica sul contesto culturale unico della regione, mostrando come la storia delle arti visive in Ticino sia stata plasmata non solo dalla comunità artistica locale, ma anche dall’apporto di artisti, collezionisti, mercanti e studiosi che hanno scelto questa terra come loro patria adottiva.

Seguendo un itinerario cronologico inverso, la mostra esplora alcune tappe cruciali della storia artistica del Ticino: dall’Espressionismo, la Nuova Oggettività e il Realismo Magico, attraverso il Realismo, l’Impressionismo e il Post-Impressionismo, fino a risalire alle prime influenze del Simbolismo.

Allestimento della mostra
Allestimento della mostra

Opere in mostra

Gli elementi descritti da Kirchner trovano una chiara espressione in Alpküche (Cucina alpestre, 1918), opera di grande rilievo prestata dalla Collezione Thyssen-Bornemisza di Madrid. Il dipinto ritrae l’interno della casetta che l’artista affittò dall’estate del 1917 sulla Stafelalp, sopra Frauenkirch nei pressi di Davos. In primo piano, una porta aperta conduce lo sguardo verso un paesaggio luminoso, dove si staglia la vetta del Tinzenhorn, un soggetto ricorrente nei suoi lavori ispirati al mondo alpestre. Questo motivo è magnificamente rappresentato in Tinzenhorn – Zügenschlucht bei Monstein (Tinzenhorn – Zügenschlucht nei pressi di Monstein), opera che traduce la visione interiore dell’artista in un paesaggio che trascende il naturalismo. Colori intensi, forme distorte e proporzioni alterate catturano l’essenza e la spiritualità delle montagne.

Il ritmo della vita rurale incontaminata sulla Stafelalp emerge in Alpaufzug (Salita all’alpe), uno dei primi grandi dipinti alpini di Kirchner. Tuttavia, in altre opere il paesaggio montano diventa specchio della tormentata interiorità dell’artista, rappresentando la lotta incessante tra serenità e angoscia che caratterizzò la sua esistenza. Parallelamente, alcuni lavori testimoniano il suo interesse per il progresso tecnologico nel contesto alpino, come Italienische Bahnarbeiter (Lavoratori ferroviari italiani), che ritrae un gruppo di operai della Ferrovia Retica in un momento di pausa, riflettendo sull’incontro tra modernità e natura.

Un’altra opera di grande significato è Bauernmittag (Il mezzogiorno dei contadini), al centro di una vicenda tragica. Confiscata dal regime nazista, fu esposta nella famigerata mostra Entartete Kunst (Arte degenerata) a Monaco nel 1937, accompagnata da una didascalia denigratoria. In particolare, le fisionomie dei personaggi furono ritenute caricaturali e incompatibili con l’ideale propagandistico del contadino come simbolo di purezza e armonia con la natura. Kirchner subì uno dei più gravi attacchi da parte del regime nazista, che confiscò 639 sue opere. Questo colpo devastante aggravò il già precario stato mentale dell’artista, spingendolo a distruggere molte delle sue creazioni. Alla fine, sopraffatto dal dolore e dall’isolamento, si tolse la vita nella sua casa sul Wildboden nel giugno del 1938.

Informazioni utili

Quando: 17 novembre 2024 – 23 marzo 2025
Dove: MASI Lugano, sede LAC
Indirizzo: Piazza Bernardino Luini 6, 6900 Lugano
Orari: Martedì / Mercoledì / Venerdì : 11.00 – 18.00
Giovedì: 11.00 – 20.00
Sabato / Domenica / Festivi: 10.00 – 18.00
Lunedi: chiu­so
Telefono: +41 (0)58 866 42 40
E-mail: info@masilugano.ch
Sito-web: https://www.masilugano.ch/masi/in-corso/agenda/events/evento~mostre~2024~lac~kirchner-e-i-rot-blau~.html

FONTI

MASI Lugano
LuganoLAC
Artribune

di Irene Tassi

Tag