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DA BOTTICELLI A MUCHA ai Musei reali di Torino

Sandro Botticelli Venere 1485-1490 Olio su tela, 174x77 cm Su concessione del Mic
Sandro Filipepi, detto Botticelli, Venere, Olio su tela, 174×77 cm – Musei Reali, Galleria Sabauda

Dal 17 aprile al 27 luglio 2025, i Musei Reali di Torino, ospiteranno la mostra Da Botticelli a Mucha, un viaggio nella bellezza e seduzione femminile.

Attraverso una selezione di oltre 100 opere tra dipinti, sculture antiche e disegni provenienti da differenti istituzioni tra cui i Musei Reali di Torino e le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la mostra spazia passando da capolavori, come la Venere di Botticelli della Galleria Sabauda e il Volto di fanciulla, disegno autografo di Leonardo da Vinci della proveniente dalla Biblioteca Reale, fino ad arrivare all’inizio del Novecento con la seduzione delle opere del maestro dell’Art Nouveau, Alphonse Mucha.

Prodotta dai Musei Reali di Torino e da Arthemisia, la mostra DA BOTTICELLI A MUCHA. Bellezza, Natura, Seduzione è curata da Annamaria Bava.

allestimento Da Botticelli a Mucha
Foto allestimento Da Botticelli a Mucha – Musei reali Torino

Da Botticelli a Mucha

La mostra si articola in dieci sezioni attraverso undici stanze, mettendo a confronti capolavori differenti per epoca, tipologia e provenienza sul tema della bellezza femminile, interpretata attraverso il mito e il fascino dell’antico.

Nel segno di Venere

La mostra si apre con una sezione dedicata a Venere, la celeberrima dea della bellezza e dell’amore, uno dei soggetti più rappresentati e celebrati dagli artisti di ogni epoca storica. La celebre Venere di Botticelli spicca nella sala, oggi nella collezione Gualino della Galleria Sabauda, ed appare in dialogo con la Venere di Lorenzo di Credi, in prestito dalle Gallerie degli Uffizi.

La diffusione dei temi legati a Venere dall’antichità fino all’Ottocento è testimoniata da una selezione di importanti oggetti e dipinti, appartenenti alle raccolte dei Musei Reali, in cui la dea è rappresentata nel momento della nascita, oppure con Cupido e amorini, associata simbolicamente a una colomba per celebrare l’amore, o ancora distesa mentre indirizza lo sguardo verso lo spettatore ovvero nell’atto di contemplarsi allo specchio.

Lorenzo di Credi Venere 1490-1495 circa Olio su tela, 151x69 cm Su concessione del Mic – Gallerie degli Uffizi, Firenze
Lorenzo di Credi, Venere 1490-1495 circa Olio su tela, 151×69 cm – Gallerie degli Uffizi, Firenze
otticelli Venere 1485-1490 Olio su tela, 174x77 cm Su concessione del Mic
Sandro Botticelli, Venere 1485-1490 Olio su tela, 174×77 cm — Musei Reali, Galleria Sabauda

Le Tre Grazie

Altra importante attezione viene riservata alle tre Grazie: Eufrosine (la Gioia), Aglae (lo Splendore) e Talìa (la Prosperità), figlie di Zeus e della titanide Eurinome.

Le tre giovani sono state considerate fin dall’antichità la personificazione della bellezza e della grazia femminile, spesso associate a Venere e Cupido. Tra le opere presenti in mostra emergono principalmente i disegni di Antonio Canova appartenenti alle collezioni della Biblioteca Reale, dove spiccano i fogli che Canova disegnò per il celebre gruppo marmoreo de Le Tre grazie.

Antonio Canova Studio per le Grazie Ultimo decennio del XVIII secolo Carboncino su carta, 138 x 107 mm Su concessione del Mic – Musei Reali, Biblioteca Reale
Antonio Canova, Studio per le Grazie Ultimo decennio del XVIII secolo Carboncino su carta,
138 x 107 mm Musei Reali, Biblioteca Reale
Francesco Morandini detto il Poppi Le tre Grazie 1570 circa Olio su rame, 30x25 cm Su concessione del Mic – Gallerie degli Uffizi, Firenze
Francesco Morandini detto il Poppi, Le tre Grazie 1570 circa Olio su rame, 30×25 cm
Gallerie degli Uffizi, Firenze

L’universo della bellezza femminile

Il tema delle figure femminili emblematiche, caratterizzate dall’incontro fra la storia, il mito e l’allegoria viene esaltato, ad esempio, attraverso l’utilizzo del personaggio di Lucrezia, nobildonna romana che si distinse nella storia per la sua straordinaria forza morale, incarnando lo spirito della “femme forte”: opera in mostra immortala l’eroina dal pittore Cristoforo Savolini nel drammatico momento del suicidio derivato dalla sua incapacità di vivere nel disonore dopo aver subito la violenza di Sesto Tarquinio.

Altro esempio risiede nell’affascinante ritratto di Giovane donna con l’unicorno di Luca Longhi, realizzato a metà Cinquecento, dove si può intuire la probabile effigie di Giulia Farnese (1475 ca – 1524), celebre per la sua avvenenza e per essere stata la giovanissima amante del cardinale Rodrigo Borgia, poi papa Alessandro VI.

Altra tipologia, a cui vari artisti si ispirarono, è quello delle Sibille, figure mitologiche antiche, note per la loro capacità profetica e per i loro oracoli. In mostra sono esposte, le sei tele delle Sibille della suora pittrice Orsola Maddalena Caccia, figlia del pittore Guglielmo Caccia detto il Moncalvo. Il ciclo pittorico proviene dal palazzo di Moncalvo della famiglia Dal Pozzo del ramo di Castellino e costituisce una delle testimonianze più affascinanti del repertorio della pittrice.

Luca Longhi Giovane donna con unicorno 1550 circa Olio su tavola, 132x98 cm Su concessione del Mic – Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, Rom
Luca Longhi, Giovane donna con unicorno 1550 circa Olio su tavola, 132×98 cm
Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma
Orsola Maddalena Caccia Sibilla Persica 1640-1650 Olio su tela, 110x78,5 cm Fondazione Cassa di Risparmio, Ast
Orsola Maddalena, Caccia Sibilla Persica 1640-1650 Olio su tela, 110×78,5 cm
Fondazione Cassa di Risparmio, Asti
IL CUORE DELLA MOST

Incanto e seduzione tra Ottocento e Novecento

Il capolavoro di Cesare Saccaggi (1868–1934), A Babilonia (Semiramide), dipinto intorno al 1905 appare folgorante, moderno con una pittura luminosa e vivida. Lo sfondo è dominato da un lamassu babilonese, toro alato dal volto umano, mentre la figura femminile indossa un copricapo dove si scorgono echi della Dama di Elche, una scoperta archeologica sensazionale in Europa nel 1897.

Si nutrono della medisima energia le magnifiche figure eteree e floreali di Alphonse Mucha (1860–1939), talora esplicitamente ispirate alla linearità dei pittori rinascimentali italiani. L’artista ceco, uno dei più influenti esponenti dell’Art Nouveau, grazie alla tecnica della cromolitografia e a importanti committenti come l’attrice Sarah Bernhardt, l’editore Champenois o la casa di champagne Moët & Chandon, contribuisce in maniera fondamentale alla creazione e alla diffusione capillare dello stile della Belle Époque.

Cesare Saccaggi A Babilonia (Semiramide) 1905 circa Olio su tela, 240x140 cm Su concessione del Mic – Musei Reali, Galleria Sabaud
Cesare Saccaggi, A Babilonia (Semiramide) 1905 circa Olio su tela, 240×140 cm– Musei Reali, Galleria Sabauda
Alphonse Mucha Primrose 1899 Cromolitografia, 71x27,5 cm © Mucha Trust 2025
Alphonse Mucha, Primrose 1899 Cromolitografia, 71×27,5 cm © Mucha Trust 2025
Alphonse Mucha The Feather 1899 Cromolitografia, 71x27,5 cm © Mucha Trust 2025
Alphonse Mucha, The Feather 1899 Cromolitografia, 71×27,5 cm © Mucha Trust 2025

Uno spazio per Leonardo

Nelle stesse date della mostra, come collegamento tra il percorso di visita dei Musei Reali e l’esposizione nelle Sale Chiablese, all’interno di uno scrigno, posto al centro del nuovo Spazio Leonardo, al primo piano della Galleria Sabauda, viene esposto un meraviglioso disegno autografo Volto di fanciulla, realizzato tra il 1478 e il 1485 circa da Leonardo da Vinci e considerato lo studio preparatorio per l’angelo della Vergine delle rocce di Parigi.

Il disegno è frutto degli esperimenti del pittore sul tema del “ritratto di spalla”, con la schiena in primo piano e il volto che si presenta all’osservatore grazie ad una leggera torsione del collo. Risulta evidente l’insegnamento dal suo maestro, Andrea del Verrocchio, su come ritrarre una figura in movimento, riprendendola visibile da vari punti di vista per arrivare a cogliere la complessa psicologica dello sguardo.

Leonardo da Vinci Volto di fanciulla (studio per l’angelo della Vergine delle rocce ) 1478-1485 circa Punta metallica e lumeggiature di biacca su carta preparata, 182x160 mm Su concessione del Mic – Musei Reali, Biblioteca Reale L’opera è esposta presso lo “Spazio Leonardo” della Galleria Sabauda
Leonardo da Vinci, Volto di fanciulla (studio per l’angelo della Vergine delle rocce ) 182×160 mm – Musei Reali, Biblioteca Reale
L’opera è esposta presso lo “Spazio Leonardo” della Galleria Sabauda

INFORMAZIONI UTILI

DATE:

dal 17 aprile al 27 luglio 2025

LUOGO:

Musei reali di Torino (Sale Chiablese)

INDIRIZZO:

Piazzetta Reale 1, Torino

ORARI:

Dal giovedì al martedì
Tutti i giorni 9.30-19.30
Chiuso il mercoledì
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Venerdì 25 aprile 9.30-19.30
Mercoledì 30 aprile 9.30-19.30
Giovedì 1° maggio 9.30-19.30
Lunedì 2 giugno 9.30-19.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

BIGLIETTI:

Intero € 15,00
Ridotto € 13,00
Open € 18,00

E-MAIL:

mr-to.infoticket@cultura.gov.it

 mr-to.biglietteria@cultura.gov.it

TELEFONO:  

+39 011 1848711

SITO UFFICIALE:

Musei Reali

SOCIAL:

Facebook: Musei Reali Torino
Instagram: museirealitorino

Fonti

Musei Reali Torino – Da Botticelli a Mucha

Arthemisia – Da Botticelli a Mucha

di Chiara Calvi

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