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Cimitero di Staglieno: l’eredità scultorea genovese

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Cimitero Monumentale di Staglieno // Genova // Genova // Liguria – Cimitero Monumentale di Staglieno, vero e proprio museo a cielo aperto, oggi considerato uno dei più importanti e affascinanti d’Europa.

Contesto

Il Cimitero Monumentale di Staglieno, situato a Genova, è uno dei cimiteri più famosi d’Europa. Il cimitero ospita tombe e monumenti di inestimabile valore artistico, realizzati da scultori rinomati come Giulio Monteverde, Santo Varni e Lorenzo Orengo.

Conosciuto per le sue elaborate statue e mausolei, Staglieno rappresenta un importante sito di memoria storica, ospitando le spoglie di numerosi personaggi illustri, tra cui il patriota Giuseppe Mazzini, il compositore Michele Novaro e la scrittrice Constance Lloyd, moglie di Oscar Wilde.

Il cimitero è immerso in un ambiente naturale suggestivo, con ampi viali alberati e scorci panoramici sulla città di Genova. Per la vastità dei suoi imponenti monumenti funebri, il Cimitero di Staglieno è considerato un vero e proprio museo a cielo aperto. Le numerose statue funerarie e cappelle – opere prevalentemente di scultori genovesi – sia pure costruite in stili differenti – restituiscono all’insieme del complesso un importante valore sotto l’aspetto dell’architettura e della scultura funebre.

La visita a Staglieno offre un viaggio affascinante tra arte, storia e cultura, rendendolo una meta imperdibile per chiunque voglia approfondire la conoscenza del patrimonio culturale italiano.

Sito Ufficiale
https://staglieno.comune.genova.it

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Collegamenti esterni
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Arte e Musei

Indirizzo
Piazzale Resasco, Genova, GE 16137

Storia

Nel giugno 1806, l’editto di Saint-Cloud estese in Italia la legge francese che richiedeva che le sepolture fossero effettuate fuori dai centri abitati. Tuttavia, questa norma non fu rispettata e non venne applicata con rigore. I cimiteri costruiti ai margini delle città italiane furono arricchiti con numerosi monumenti e sculture, celebrando così una nuova borghesia emergente e un’aristocrazia in trasformazione verso uno stile di vita borghese.

Il Cimitero Monumentale di Staglieno fu ufficialmente aperto al pubblico il 1° gennaio 1851. A quella data, sebbene ancora largamente incompiuto, ne erano già tracciate le principali caratteristiche architettoniche, funzionali e simboliche. La progettazione fu inizialmente affidata all’architetto civico Carlo Barabino nel 1835, celebre per le fattezze neoclassiche di Genova e la realizzazione di edifici come il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell’Accademia.

Dopo la sua morte, il compito di sviluppare il progetto passò al suo allievo e collaboratore Giovanni Battista Resasco, il cui piano fu approvato nel 1840. Resasco mantenne la struttura quadrangolare del progetto originale, accentuandone il carattere monumentale. Questo imponente impianto architettonico suscitava grande ammirazione nei contemporanei, che, entrando dall’ingresso principale, si trovavano immersi in una scenografia di porticati monumentali e omogenei, culminanti nell’imponente architettura del Pantheon.

La rapida crescita di Genova, emergente come uno dei principali centri industriali e commerciali dell’Italia settentrionale, richiese presto nuovi ampliamenti, portando il cimitero alle dimensioni che vediamo oggi.

Il parco scultoreo

Nel contesto postunitario, la borghesia genovese più agiata cercava di perpetuare la propria memoria attraverso segni duraturi come la scultura. Questo portò alla nascita di opere realistiche e talvolta iperrealistiche di alto livello, che si trovano nella prima fase scultorea del cimitero monumentale di Staglieno. Le tombe dell’epoca spesso raffiguravano il defunto circondato dai propri cari, rappresentandolo come una figura patriarcale e positiva che aveva guadagnato il meritato riposo dopo una vita di lavoro intenso.

In contrasto, le opere successive riflettono il cambiamento della borghesia commerciale-industriale genovese, mettendo in evidenza il rapporto tra eros e tanatos. Queste opere, caratterizzate da uno stile liberty, includono figure di angeli che ricordano le concubine dei defunti, simili alle statuette femminili seducenti poste nelle tombe dei faraoni o dei notabili egizi per rendere piacevole la loro permanenza nell’aldilà.

Tra gli scultori che hanno dato vita al parco scultoreo vi sono, tra gli altri: Santo Varni (autore della statua dedicata alla Fede della Religione) e Lorenzo Onengo (che scolpì la famosa statua della Venditrice di noccioline).

L’Angelo di Monteverde

Da porre in risalto è sicuramente l’Angelo di Monteverde, commissionato da Francesco Oneto, un benestante commerciante e presidente della Banca Generale, per onorare la memoria della sua famiglia. La statua raffigura un angelo che emana una forte carica di emotività sensuale, rompendo con gli schemi scultorei tradizionali. Sebbene l’angelo tenga nella mano destra la tromba del giudizio universale, la sua postura e il suo sguardo imperscrutabile non hanno nulla di consolatorio. Invece di rappresentare una guida angelica, l’angelo appare distante e distaccato, un muto testimone dell’evento.

Monteverde, lo scultore dell’opera, ha conferito alla figura dell’angelo caratteristiche androgine con tratti femminili, accentuando il dualismo Eros-Thanatos. L’originalità del capolavoro di Monteverde ha ispirato molti altri scultori nel tempo, creando un vero e proprio stile artistico.

Giorni di apertura Da Lunedì alla Domenica
Orari di apertura Dalle 7:30 alle 17:00
Biglietti Ingresso libero
Prenotazione No
Visita guidata Si

Fonti
Cimitero di Staglieno, Visit Genoa, Wikipedia.it, Arte e Musei
Fonti fotografiche
Instagram: @solo_per_oggi / @va_ing769 / @clide06 / @lenti_ale69 / @mauribardi / Roberto Mandara / Marco Maroccolo

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