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Canaletto, Van Wittel e Bellotto in mostra a Cuneo

La Piazza del Mercato della Città Nuova di Dresda
Bernardo Bellotto , La Piazza del Mercato della Città Nuova di Dresda, circa 1750-1759, olio su tela, 52 x 84 cm, inv. 2486
Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica
© Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma (MiC) – Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la storia dell’arte/Enrico Fontolan

“Canaletto, Van Wittel, Bellotto. Il Gran Teatro delle città” sarà presente fino al 30 marzo 2025 presso il Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo

La mostra

L’iniziativa segna il terzo anno di collaborazione tra la Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo, un sodalizio che ha già portato a Cuneo mostre di grande prestigio e successo. Tra cui I colori della fede a Venezia e Lorenzo Lotto e Pellegrino Tibaldi, attirando complessivamente oltre 54.000 visitatori.

La nuova esposizione si concentra sulla rappresentazione urbana del Settecento, un’epoca in cui Roma e Venezia rappresentavano tappe fondamentali del Grand Tour, viaggio culturale intrapreso dai giovani aristocratici europei per completare la loro formazione. Al centro del percorso si trovano le opere di tre giganti del vedutismo: Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto (Venezia, 1697 – 1768), Gaspar van Wittel (Amersfoort, 1653 – Roma, 1736), e Bernardo Bellotto (Venezia, 1722 – Varsavia, 1780). A queste si affiancano i lavori di Giovanni Paolo Pannini (Piacenza, 1691 – Roma, 1765), maestro del capriccio architettonico.

Le opere in mostra catturano la vitalità e la magnificenza delle città settecentesche, trasformandole in veri e propri teatri a cielo aperto. Tra feste veneziane e celebrazioni romane, ogni dipinto racconta non solo l’architettura, ma anche l’energia pulsante della vita urbana. Gli artisti fondono con maestria realismo e poesia immortalando momenti unici e irripetibili della storia delle città.

Veduta di Venezia dal Canal Grande verso Ca’ Foscari
Giovanni Antonio Canal detto Canaletto (Venezia 1697 – 1768)  Veduta di Venezia dal Canal Grande verso Ca’ Foscari, circa 1735-1741 
Olio su tela, cm 69 x 94, inv. 1037 , Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica
© Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma (MiC) –  Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la  storia dell’arte/Enrico Fontolan

Le opere in mostra

Il percorso espositivo si apre con un omaggio a Gaspar van Wittel, maestro olandese che ha dato al vedutismo una rigorosa struttura prospettica grazie alla sua formazione scientifica. Le sue opere si distinguono per la precisione architettonica e per le vivaci scene di vita quotidiana che animano le composizioni. Tra i capolavori in mostra spiccano la Veduta di Roma dalla piazza del Quirinale (1684) e la Veduta del Tevere a Castel Sant’Angelo (1683). Questi sono esempi perfetti della fusione tra rigore tecnico e dinamismo urbano. Di particolare interesse è anche il dipinto Le isole Borromee (1686-1690 circa), commissionato dalla famiglia Borromeo e realizzato durante il soggiorno dell’artista sul Lago Maggiore.

Segue una sezione dedicata a Giovanni Paolo Pannini, maestro del capriccio architettonico. Pannini ha saputo unire elementi reali e immaginari in composizioni che evocano un nostalgico dialogo con il passato classico. Tra le opere esposte, la Capriccio con la statua equestre di Marco Aurelio (1745) e Ruderi con terme (1730) esprimono una visione poetica, dove le rovine diventano protagoniste di paesaggi senza tempo.

Le vedute veneziane di Canaletto costituiscono un altro momento centrale della mostra. Con dipinti come la Veduta di Venezia con piazza San Marco e le Procuratie (1735-40) e la Veduta di Venezia con la piazzetta (1741 circa), l’artista immortala la serenissima in tutta la sua luminosa magnificenza. Le sue opere combinano una straordinaria nitidezza dei dettagli architettonici con un’atmosfera vibrante, catturando la bellezza unica di Venezia.

La mostra si conclude con il contributo di Bernardo Bellotto, nipote ed erede artistico di Canaletto. Bellotto sviluppò uno stile personale caratterizzato da una tavolozza cromatica più fredda e da un’atmosfera malinconica. La sua Piazza del Mercato della Città Nuova di Dresda (1747 ca) rappresenta una visione poetica delle città europee, raffigurate come luoghi vivi e complessi, intrisi di una profonda sensibilità emotiva.

Isole Borromee
Gaspar van Wittel , Isole Borromee, circa 1686-1690, olio su tela, 90,5 x 156 cm, inv. 19
Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica
© Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma (MiC) – Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la storia dell’arte/Enrico Fontolan

Allestimento della mostra

L’allestimento della mostra “Canaletto, Van Wittel, Bellotto. Il Gran Teatro delle città” si distingue per l’uso creativo e sostenibile di elementi scenografici provenienti dalla precedente esposizione Lorenzo Lotto. Pellegrino Tibaldi. Capolavori dalla Santa Casa di Loreto. Le strutture modulari, progettate per essere riconfigurate, sono state riassemblate, ridipinte e adattate a nuovi schemi, dimostrando come il design possa essere un processo circolare, capace di generare scenografie inedite e sorprendenti. La sostenibilità è ulteriormente valorizzata dall’impiego esclusivo di luci a LED a basso consumo, già adottate con successo nelle mostre precedenti. Questi dispositivi, oltre a ridurre l’impatto energetico, creano un’atmosfera suggestiva e immersiva nel percorso espositivo.

La mostra celebra il rapporto tra arte e ambiente, esplorando il fascino delle vedute urbane e paesaggistiche attraverso un approccio che unisce tradizione e innovazione. L’importanza degli strumenti ottici del Settecento, come la camera oscura, è illustrata tramite riproduzioni storiche e installazioni multimediali, offrendo al pubblico uno sguardo approfondito sul processo creativo che ha dato vita ai capolavori esposti.

L’allestimento, ideato dallo Studio Loredana Iacopino Architettura, dialoga con gli spazi del Complesso Monumentale di San Francesco, reinterpretando l’architettura della ex Chiesa. La scenografia trae ispirazione dalla camera ottica e utilizza specchi inclinati per creare illusioni prospettiche, accompagnando il visitatore in un viaggio visivo tra Roma, Venezia e Dresda, le città protagoniste delle opere. All’inizio del percorso, dettagli ingranditi delle opere si trasformano in “scorci viventi” del Settecento, avvolgendo il pubblico in un’atmosfera fuori dal tempo.

Nella seconda sala, una proiezione immersiva conduce i visitatori attraverso i luoghi e le tecniche del vedutismo settecentesco, arricchendo la comprensione del contesto storico e artistico. Le opere sono presentate in scatole di luce dai colori distintivi, un espediente cromatico che permette di identificare visivamente i diversi artisti e aggiunge una narrazione unica al percorso.

Allestimento della mostra
Allestimento della mostra

Informazioni utili

QUANDO: Dal 30 novembre 2024 al 30 marzo 2025
DOVE: Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, Via Santa Maria, 10
ORARI: Martedì – Venerdì: 15:30 – 19:30 (al mattino su prenotazione per scuole e gruppi)
Sabato – Domenica: 10:00 – 19:30
Lunedì chiuso
COSTO BIGLIETTO: Ingresso Gratuito
PER VISITE GUIDATE ED EVENTI: Prenotazione su Eventbrite
mostracanaletto@gmail.com o +39 3515073495

Fonti

Finestre sull’arte
Arte.it
Artemagazine

di Irene Tassi

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