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Benni Bosetto presenta Rebecca a Pirelli HangarBicocca

Benni Bosetto, Florida, 2016
Veduta dell’installazione, “Florida”, Tile Project Space, Milano, 2016
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Floriana Giacinti
Benni Bosetto, Florida, 2016. Veduta dell’installazione, “Florida”, Tile Project Space, Milano, 2016
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano. Foto Floriana Giacinti

Dal 12 febbraio al 19 luglio 2026, Pirelli HangarBicocca presenta Rebecca, prima mostra personale museale di Benni Bosetto.

Abitare il sogno

In questo contesto, il progetto espositivo rappresenta un momento centrale nel percorso di Benni Bosetto. Allo stesso tempo, si presenta come un ambiente immersivo da abitare. In questo modo, la mostra trasforma lo spazio museale in una dimensione domestica, intima e immaginativa.

Proprio per questo, Rebecca si configura come un manifesto sensibile. Infatti, la mostra affronta alcune delle tensioni più urgenti del presente, come il rapporto tra libertà e controllo. Inoltre, mette in discussione il conflitto tra autodeterminazione e costrizione. Così, il sognare ad occhi aperti viene affermato come una forma di resistenza critica, sia individuale sia collettiva.

Benni Bosetto, Anima, 2020
Veduta dell’installazione, “Fuori”, Quadriennale d’arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2020
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Studio DSL
Benni Bosetto, Anima, 2020. Veduta dell’installazione, “Fuori”, Quadriennale d’arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2020
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano. Foto Studio DSL

Corpo, spazio e immaginazione come pratica politica

In questo quadro, Benni Bosetto (Merate, 1987; vive e lavora a Milano) lavora con disegno, scultura, installazione e performance. Attraverso questi linguaggi, l’artista esplora l’esperienza umana e le questioni identitarie. In particolare, pone il corpo al centro della propria ricerca.

In questo modo, la sua pratica costruisce un immaginario stratificato e profondamente intimo. Qui, individui, organismi e specie animali convivono. Allo stesso tempo, si contaminano e si trasformano reciprocamente.

Per questo motivo, il corpo diventa uno strumento attivo di relazione con il mondo. In questo senso, desiderio, sessualità, vulnerabilità e presenza emergono come temi centrali. Inoltre, questi elementi alimentano una forma di resistenza alle modalità tradizionali di concepire e controllare il corpo.

Benni Bosetto, Jewels, 2019
Veduta dell’installazione, “Fallen empire and refound desire”, Asiat Vilvoorde, Belgio, 2019
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Jeroen Verrecht
Benni Bosetto, Jewels, 2019
Veduta dell’installazione, “Fallen empire and refound desire”, Asiat Vilvoorde, Belgio, 2019
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Jeroen Verrecht
Benni Bosetto, Stultifera, 2022
Performance, “Stultifera”, Pinacoteca Nazionale di Bologna, 2022
Con il supporto di MAMbo, Bologna
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Valentina Cafarotti
Benni Bosetto, Stultifera, 2022
Performance, “Stultifera”, Pinacoteca Nazionale di Bologna, 2022
Con il supporto di MAMbo, Bologna
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Valentina Cafarotti

Iper-narrazioni e processi di stratificazione

A partire da queste premesse, il lavoro di Bosetto si nutre di riferimenti letterari, antropologici, popolari, psicoanalitici, cinematografici e storico-artistici. Tuttavia, queste fonti non vengono mai citate in modo diretto. Al contrario, vengono manipolate, rielaborate e stratificate.

In questo modo, l’artista dà origine a rappresentazioni surreali e oniriche. Inoltre, il suo lavoro si sviluppa come una iper-narrazione aperta. Infatti, ogni opera nasce dalla convergenza di materiali diversi, come immagini, testi e riferimenti autobiografici.

Nel tempo, questi materiali si accumulano. Così, attraverso un processo lento, generano nuove immagini e nuovi significati.

Benni Bosetto, Virus selvaggio, 2023
Veduta dell’installazione, “Slippery Orchid”, Emanuela Campoli, Milano, 2023
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi / Milano
Foto Andrea Rossetti
Benni Bosetto, Virus selvaggio, 2023
Veduta dell’installazione, “Slippery Orchid”, Emanuela Campoli, Milano, 2023
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi / Milano
Foto Andrea Rossetti
Benni Bosetto
Veduta dell’installazione, “Slippery Orchid”, Emanuela Campoli, Milano, 2023
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi / Milano
Foto Andrea Rossetti
Benni Bosetto
Veduta dell’installazione, “Slippery Orchid”, Emanuela Campoli, Milano, 2023
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi / Milano
Foto Andrea Rossetti

Rebecca: la casa come corpo femminile

In questo contesto, il titolo della mostra si ispira al romanzo Rebecca (1938) di Daphne du Maurier. Nel libro, la casa conserva la memoria di una donna assente. Allo stesso modo, nello spazio dello Shed di Pirelli HangarBicocca, l’architettura assume le sembianze di un corpo femminile.

In questo senso, lo spazio si configura come un organismo vivo e sensibile. Non a caso, il nome Rebecca significa “legame” o “unione”. Per questo motivo, richiama i gesti dell’accogliere, del raccogliere e del trattenere.

Di conseguenza, corpo e ambiente entrano in relazione. Così, nella poetica di Bosetto, finiscono per fondersi in un unico sistema continuo.

Benni Bosetto, TANGO!, 2024
Performance, “Vibrant Natures. On Decay and Rebirth”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2024
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Luca Vianello e Silvia Mangosio
Benni Bosetto, TANGO!, 2024
Performance, “Vibrant Natures. On Decay and Rebirth”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2024
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Luca Vianello e Silvia Mangosio
Benni Bosetto, TANGO!, 2024
Performance, “Vibrant Natures. On Decay and Rebirth”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2024
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Luca Vianello e Silvia Mangosio
Benni Bosetto, TANGO!, 2024
Performance, “Vibrant Natures. On Decay and Rebirth”, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, 2024
Courtesy l’artista e Emanuela Campoli, Parigi/Milano
Foto Luca Vianello e Silvia Mangosio

Un percorso espositivo in tre ambienti

Su queste basi, la mostra trasforma lo Shed in un luogo domestico e accogliente. In particolare, il percorso si articola in tre ambienti interconnessi. Inoltre, ciascun ambiente è intitolato a una parte del corpo.

Da un lato, La guancia è uno spazio morbido dedicato al riposo e alla contemplazione. In questo ambiente, l’ornamento assume un valore etico. Così, invita il pubblico a rallentare e a immaginare collettivamente.

Dall’altro lato, La pancia rappresenta il luogo della metamorfosi e dell’istinto. Qui è presentata la nuova serie Le porte (2026). In questo caso, la soglia non separa, ma accoglie. Per questo motivo, diventa un dispositivo narrativo.

Infine, Il cuore costituisce il centro pulsante della mostra. In questo spazio trova posto la performance Tango (II version) (2023–2026). Allo stesso tempo, l’opera riflette sull’innamoramento e sulla possibilità di creare comunità attraverso il movimento.

Nel frattempo, l’intero perimetro dello spazio è avvolto da Le cellule (2026). In questo intervento, centinaia di elementi disegnati a mano trasformano l’architettura in una superficie viva e sensibile.

Benni Bosetto, Gli imbambolati, 2018
Veduta dell’installazione, “Gli Imbambolati”, ADA, Roma, 2018
Courtesy l’artista e ADA, Roma
Foto Roberto Apa
Benni Bosetto, Gli imbambolati, 2018
Veduta dell’installazione, “Gli Imbambolati”, ADA, Roma, 2018
Courtesy l’artista e ADA, Roma
Foto Roberto Apa
Benni Bosetto, Gli imbambolati, 2018
Veduta dell’installazione, “Gli Imbambolati”, ADA, Roma, 2018
Courtesy l’artista e ADA, Roma
Foto Roberto Apa
Benni Bosetto, Gli imbambolati, 2018
Veduta dell’installazione, “Gli Imbambolati”, ADA, Roma, 2018
Courtesy l’artista e ADA, Roma
Foto Roberto Apa

Una voce centrale nella scena contemporanea italiana

In questo scenario, la pratica di Benni Bosetto si distingue per l’uso radicale del disegno come pratica espansa. Inoltre, l’artista concepisce l’arte come un’esperienza totale. Così, gesto, materia e rito si fondono in un unico linguaggio.

Allo stesso tempo, nella sua ricerca emergono affinità con artiste come Louise Bourgeois, Ana Mendieta, Eva Hesse, Carol Rama e Rebecca Horn. Tuttavia, questi riferimenti vengono rielaborati attraverso una sensibilità pienamente contemporanea.

In conclusione, Rebecca non è soltanto una mostra. Piuttosto, è una dichiarazione poetica e politica. Per questo motivo, Bosetto invita a riappropriarsi del tempo, del corpo e dell’immaginazione. Così, lo spazio museale diventa un luogo di sogno, cura e trasformazione, dove è possibile immaginare liberamente il proprio presente e il proprio futuro.

Studio Benni Bosetto, Milano, 2025
Foto Andrea Magnani
Studio Benni Bosetto, Milano, 2025
Foto Andrea Magnani
Benni Bosetto
Ritratto dell’artista
Foto Alberto Nidola
Benni Bosetto
Ritratto dell’artista
Foto Alberto Nidola
Benni Bosetto, Le streghette, 2018
Veduta dell’installazione, Fonderia Artistica Battaglia, Milano, 2018
Courtesy l’artista
Foto Roberto Apa
Benni Bosetto, Le streghette, 2018
Veduta dell’installazione, Fonderia Artistica Battaglia, Milano, 2018
Courtesy l’artista
Foto Roberto Apa

INFORMAZIONI UTILI

Dal 12 febbraio al 19 luglio 2026

ORARI: da giovedì a domenica, 10.30–20.30, ultimo ingresso ore 19.30

LUOGO: Via Chiese 2, 20126 Milano

BIGLIETTI: Ingresso gratuito. La prenotazione online garantisce l’accesso prioritario agli spazi espositivi, nella fascia oraria prescelta. È possibile effettuare la prenotazione anche in loco, tuttavia tale registrazione sarà subordinata alla disponibilità di ingresso del momento. I Member hanno diritto ad accesso prioritario anche senza prenotazione.

INFO: (+39) 02 6611 1573; info@hangarbicocca.org

SITO UFFICIALE: Pirelli HangarBicocca

Fonti

Pirelli HangarBicocca

di Simai Lian

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