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ART DÉCO, Il trionfo della modernità a Palazzo Reale

Alberto Martini, Wally Toscanini, 1925, Pastello su carta. 131 x 204 cm. Collezione privata.
Alberto Martini, Wally Toscanini, 1925, Pastello su carta. 131 x 204 cm. Collezione privata.

Nasce la mostra “Art Déco. Il trionfo della modernità”, in programma a Palazzo Reale a Milano dal 27 febbraio al 29 giugno 2025.

Il centenario di uno stile

Nel 2025 ricorre il centenario di uno degli eventi espositivi più celebri del Novecento: l’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes, inaugurata a Parigi nel 1925. Questa manifestazione non solo sancì la nascita di un nuovo linguaggio estetico internazionale, lo “Stile 1925” o Art Déco, che si diffuse rapidamente nell’Europa del primo dopoguerra, ma consacrò anche il successo delle arti decorative italiane su scala mondiale.

In questo contesto sofisticato ed elegante, in cui l’alto artigianato artistico si fonde con la produzione industriale, si delineano le basi di una sintesi straordinaria tra qualità dei materiali, eccellenza tecnica e creatività, elementi distintivi di quello che diventerà universalmente noto come “Made in Italy”.

Anselmo Bucci, Rosa Rodrigo (La Bella), 1923-1925, Olio su tela, 72 x 60 cm. Courtesy Matteo Maria Mapelli Arte Contemporanea, Monza.
Anselmo Bucci, Rosa Rodrigo (La Bella), 1923-1925, Olio su tela, 72 x 60 cm. Courtesy Matteo Maria Mapelli Arte Contemporanea, Monza.
René Lalique, Vaso globulare con pesci, 1929. Vetro verde a stampo e molato, Lalique (Wingen-sur-Moder, Alsazia. Gardone Riviera, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Prioria, Stanza del Lebbroso o Stanza dei Sonni Puri. Basato sul modello del 1924 ed esposto
René Lalique, Vaso globulare con pesci, 1929. Vetro verde a stampo e molato, Lalique (Wingen-sur-Moder, Alsazia. Gardone Riviera, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Prioria, Stanza del Lebbroso o Stanza dei Sonni Puri. Basato sul modello del 1924 ed esposto nel 1925 a Parigi.

Eleganza ed innovazione in mostra

“Art Déco. Il trionfo della modernità” non si limita a esplorare le raffinate manifatture che hanno definito, in particolare in Francia e in Italia, l’estetica della modernità negli anni Venti, ma si propone anche di offrire uno sguardo più ampio su questo periodo storico affascinante. La mostra rievoca il contesto sociale dell’Europa di quegli anni, raccontandone i luoghi e i modi di vivere, la moda, l’architettura, il progresso tecnologico e le prime espressioni del design, senza trascurare le incertezze e le tensioni economico-sociali che attraversarono il fragile decennio successivo alla Prima Guerra Mondiale.

Allestita presso Palazzo Reale, l’esposizione presenta circa 250 opere, tra cui vetri, porcellane, maioliche e centrotavola, oltre a dipinti, sculture, oggetti d’arredo, tessuti e creazioni di haute couture. Completano il percorso accessori, gioielli di alta oreficeria, vetrate e mosaici, evocando gli ambienti lussuosi di hotel, stazioni e mezzi di trasporto esclusivi, come aerei e transatlantici.

L’allestimento, arricchito da frame cinematografici, manifesti e riviste d’epoca, fotografie storiche e installazioni multimediali curate da Storyville, restituisce le atmosfere di un’epoca irripetibile: l’Europa degli anni Venti del Novecento, sospesa tra due guerre, segnata da un fermento creativo senza precedenti e da un’eleganza che celebrava il lusso e la modernità.

Pierre-Paul Jouve (disegno), Pierre Gaudin (mosaicista), Pantera nera lotta con un pitone, 1932. Mosaico policromo su fibrocemento, 90 × 180 × 5 cm, Boulogne-Billancourt, Musée des Années Trente, deposito dell’Académie des beaux-arts di Parigi
Pierre-Paul Jouve (disegno), Pierre Gaudin (mosaicista), Pantera nera lotta con un pitone, 1932. Mosaico policromo su fibrocemento, 90 × 180 × 5 cm, Boulogne-Billancourt, Musée des Années Trente, deposito dell’Académie des beaux-arts di Parigi

Lusso, energia e progresso

Negli anni Venti, la società europea vive un’epoca effimera e scintillante, un periodo sospeso tra il desiderio di rinnovamento e la volontà di lasciarsi alle spalle gli orrori della Prima Guerra Mondiale. Le grandi città come Parigi, Londra, Milano, Monaco, Vienna, Praga e Berlino diventano il palcoscenico di un’eleganza sfavillante, dove il glamour e le avanguardie artistiche si intrecciano in un crescendo di mondanità e opulenza.

L’Art Déco si impone come espressione di questo nuovo stile di vita, caratterizzando non solo le residenze aristocratiche e alto borghesi, ma anche spazi collettivi come stazioni ferroviarie, teatri, cinema e palazzi pubblici. Il suo linguaggio raffinato e riconoscibile permea ogni aspetto della cultura visiva dell’epoca: dalle arti decorative all’architettura, dalla pubblicità alla moda, fino all’industria automobilistica e al cinema, segnando profondamente il decennio con la sua estetica sofisticata e moderna.

Gio Ponti, La casa degli efebi, 1925. Orcio in maiolica policroma, Società Ceramica Richard-Ginori (Doccia, Sesto Fiorentino). h. 78 x diam. 76 cm. Museo Ginori, Sesto Fiorentino. Il monumentale vaso, già intitolato Gli efebi operosi e gli efebi neghittosi, fu l’opera di punta della manifattura, esposta nel 1925 a Parigi insieme al pendant La conversazione classica.
Gio Ponti, La casa degli efebi, 1925. Orcio in maiolica policroma, Società Ceramica Richard-Ginori (Doccia, Sesto Fiorentino). h. 78 x diam. 76 cm. Museo Ginori, Sesto Fiorentino. Il monumentale vaso, già intitolato Gli efebi operosi e gli efebi neghittosi, fu l’opera di punta della manifattura, esposta nel 1925 a Parigi insieme al pendant La conversazione classica.
Gio Ponti, La conversazione classica, 1925. Cista in porcellana e oro a punta d’agata, Società Ceramica Richard-Ginori (Doccia, Sesto Fiorentino). h. 59 x diam. 30,5 cm. Museo Ginori, Sesto Fiorentino. Esposta nel 1925 a Parigi. La cista era un contenitore cilindrico in bronzo con un coperchio la cui impugnatura era costituita da piccole figure umane, utilizzato in età etrusca per contenere la dote delle figlie. Ponti ne ripropone il modello per produrre preziose porcellane destinate a prestigiosi doni di nozze.
Gio Ponti, La conversazione classica, 1925. Cista in porcellana e oro a punta d’agata, Società Ceramica Richard-Ginori (Doccia, Sesto Fiorentino). h. 59 x diam. 30,5 cm. Museo Ginori, Sesto Fiorentino. Esposta nel 1925 a Parigi. La cista era un contenitore cilindrico in bronzo con un coperchio la cui impugnatura era costituita da piccole figure umane, utilizzato in età etrusca per contenere la dote delle figlie. Ponti ne ripropone il modello per produrre preziose porcellane destinate a prestigiosi doni di nozze.

L’eccellenza italiana tra moda e design

Nel decennio tra il 1920 e il 1930, l’Europa visse un periodo di intensa creatività, con l’Italia in primo piano. All’Esposizione Internazionale di Parigi del 1925, i progetti italiani furono accolti con grande ammirazione. La mostra “Art Déco. Il trionfo della modernità” celebra questa straordinaria stagione artistica, mettendo in risalto le opere di Gio Ponti per Richard-Ginori e le creazioni di Tomaso Buzzi, Paolo Venini, Galileo Chini, Vittorio Zecchin, Ettore Zaccari e Alfredo Ravasco. Questi artisti furono protagonisti delle Biennali Internazionali di Arti Decorative Moderne di Monza nel 1923, 1925, 1927 e 1930. Queste manifestazioni portarono alla nascita della Triennale di Milano nel 1933, segnando l’affermazione del design italiano.

Un focus della mostra è dedicato anche alla moda, elemento centrale dello stile déco. A Venezia, la prima sfilata all’Excelsior segna l’inizio di una nuova era per l’haute couture, accendendo i riflettori sui grandi nomi della moda e delle arti visive. La donna degli anni Venti incarna un nuovo ideale estetico: snella, androgina e dinamica, finalmente libera dai corsetti e pronta a vivere con energia il suo tempo. Le dive del cinema muto dettano i canoni della bellezza, incarnando indipendenza, anticonformismo e una sofisticata volubilità.

Gio Ponti e Tomaso Buzzi, Italo Griselli (modellatore), Elena Diana (dorature) Centrotavola per le Ambasciate d’Italia, 1927. 47 elementi in porcellana e oro a punta d’agata, Società Ceramica Richard-Ginori (Doccia, Sesto Fiorentino). Misure complessive 37 x 400 x 60 cm. Museo Ginori, Sesto Fiorentino.
Gio Ponti e Tomaso Buzzi, Italo Griselli (modellatore), Elena Diana (dorature), Centrotavola per le Ambasciate d’Italia, 1927. 47 elementi in porcellana e oro a punta d’agata, Società Ceramica Richard-Ginori (Doccia, Sesto Fiorentino). Misure complessive 37 x 400 x 60 cm. Museo Ginori, Sesto Fiorentino.

Splendori e fragilità di un’epoca

L’entusiasmo per la modernità si accompagna a profonde contraddizioni: mentre le città prosperano, molte aree rurali restano arretrate e il crescente consumismo cela tensioni economiche e sociali destinate a emergere con forza alla fine del decennio. Il lusso, la velocità e l’estetica spettacolare che caratterizzano l’epoca sono anche il riflesso di una società inconsapevole della propria fragilità. La borghesia si abbandona a un’escalation di eccessi e mondanità, mentre l’Europa si avvicina all’instabilità politica che porterà all’ascesa delle dittature.

La mostra “Art Déco. Il trionfo della modernità” non racconta solo un’epoca di rinnovamento e vitalità, ma anche una corsa verso il futuro che ignora le inquietudini sociali e politiche pronte a esplodere. Grazie a un allestimento multimediale, il visitatore potrà immergersi in un periodo di straordinaria bellezza, ma anche di profonda incertezza, in cui arte, design, storia e tecnologia si intrecciano in un equilibrio tanto affascinante quanto effimero.

Padiglione Reale, salone principale, stazione Centrale di Milano. Photo © Antonio Paoletti, Civico Archivio Fotografico, Comune di Milano.
Padiglione Reale, salone principale, stazione Centrale di Milano. Photo © Antonio Paoletti, Civico Archivio Fotografico, Comune di Milano.

Il Padiglione Reale della Stazione Centrale di Milano

Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio Art Déco a Milano. Palazzo Reale rinnova la collaborazione con la Fondazione FS Italiane, ospitando il progetto espositivo: “Il Padiglione Reale della Stazione Centrale di Milano. Un capolavoro Art Déco”.

Attraverso una ricca selezione di fotografie, documenti, disegni e arredi provenienti dagli Archivi della Fondazione FS Italiane, dall’Archivio di Rete Ferroviaria Italiana (Milano) e dal Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano, l’esposizione racconta la storia del Padiglione Reale della Stazione Centrale, testimoniando la presenza dell’Art Déco anche nell’architettura ferroviaria italiana. Questo stile emerge in un equilibrio tra modernità e tradizione, in cui l’eleganza formale e la tecnica italiana si fondono con le nuove tendenze stilistiche dell’epoca.

Informazioni Utili

Dal 27 febbraio al 29 giugno 2025

LUOGO: Milano, Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano.

ORARI: Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00 –19:30 | Giovedì 10:00 –22:30 | Lunedì chiuso

BIGLIETTI: Intero € 15,00 | Ridotto € 13,00 – 10,00 | Ridotto speciale € 6,00 

SITO UFFICIALE: Palazzo Reale

Sito per acquisto biglietti: Ticket 24Ore

Fonti

Palazzo Reale

24 Ore Cultura

di Filippo Silveri

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