
Dal 15 giugno al 12 ottobre 2025 il Museo Comunale d’Arte Moderna presenta la prima mostra personale svizzera di Joana Vasconcelos.
L’artista, nata a Lisbona nel 1971, è una figura di fama internazionale, nota per le sue imponenti sculture e installazioni coinvolgenti. Le sue creazioni trasformano oggetti di uso quotidiano in opere d’arte cariche di significato, esplorando con ironia e leggerezza temi come l’identità femminile, la società dei consumi e la memoria collettiva. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i 100 anni della Conferenza di Pace di Locarno (1925), richiamando i valori di unione e collaborazione tra i popoli europei. Durante il periodo della mostra sono previsti eventi collaterali, tra cui spettacoli, performance, laboratori, conferenze e una sfilata di moda, in collaborazione con istituzioni culturali ticinesi. A completare l’iniziativa, un catalogo bilingue (italiano-inglese) edito da Allemandi, con testi dei curatori e un’intervista esclusiva all’artista.

Un viaggio nell’arte di Joana Vasconcelos: opere e installazioni tra passato e presente
La mostra, curata da Mara Folini e Alberto Fiz, presenta oltre 30 opere tra installazioni, dipinti, video, disegni e lavori su parete. Ripercorrendo il percorso creativo dagli anni ’90 fino a oggi, si sviluppa su due piani del museo, offrendo così un’esperienza coinvolgente che spazia dalle opere più intime a quelle di grande impatto visivo.
All’ingresso si trova Wash and Go (1998), un’installazione che richiama un autolavaggio e simboleggia la rigenerazione, subito dopo si incontra La Baronessa (2023), una scultura tessile alta dieci metri, dedicata a Marianne Werefkin, artista a cui è intitolato il museo. Questa opera fluida e imponente si adatta perfettamente allo spazio, creando così un dialogo ideale tra le due figure artistiche.
Al primo piano spicca Red Independent Heart (2013), un grande cuore rosso sospeso e rotante, ispirato ai gioielli tradizionali portoghesi, ma realizzato con forchette di plastica, per un effetto visivo sorprendente., a seguire, si trovano Flowers of My Desire (1996–2010), che unisce sensualità e minaccia attraverso piumini lilla e spuntoni metallici, e Vista Interior (2000), una sorta di “stanza delle meraviglie” contemporanea, dove oggetti d’epoca riflettono la società dei consumi e l’accumulo di beni.


Moda, denuncia e ironia: le molteplici dimensioni di Vasconcelos
La mostra include anche opere realizzate con materiali insoliti. Ad esempio, Cama Valium (1998) è un grande letto costruito con blister di pillole, mentre Brise (2001) è un divano decorato con fiori di plastica profumati alla naftalina, creando un intrigante contrasto tra realtà e artificio. Un messaggio sociale forte si fa sentire in Menu do Dia (2001), dove vecchi frigoriferi rivestiti di pellicce maleodoranti criticano il consumismo e lo sfruttamento degli animali.
Una sezione interamente dedicata alla moda presenta Fashion Victims (2018), in cui due bambole adolescenti vengono lentamente avvolte da fili, simbolo della pressione esercitata dall’industria della moda. Il tema prosegue con il video Portugal O Fashion (2008), una sfilata ironica e provocatoria.
Le opere mostrano una fusione tra pittura, scultura e architettura, la serie Crochet Painting unisce la lavorazione tessile a forme tridimensionali, come in Miragem (2024), una grande composizione di lana colorata. L’ironia si manifesta anche in Big Booby (2018), una scultura a parete che rappresenta un grande seno femminile, ironizzando sul voyeurismo.

Un percorso tra innovazione artistica, storia e cultura partecipata
Una sezione significativa è dedicata a Stupid Furniture (2021–2022), un progetto che dà nuova vita a mobili vecchi o dimenticati. Grazie a tessuti colorati e forme avvolgenti, questi oggetti diventano ambienti organici e multidimensionali, con titoli affettuosi come La Sirenetta o Caldi Abbracci.
Il linguaggio barocco caratterizza anche l’interpretazione dei ready-made duchampiani, come nella sontuosa A Barroca (2014), una doccia celata da decorazioni esuberanti, o in un lavandino trasformato in elegante elemento d’arredo settecentesco. A completare il percorso espositivo, disegni, progetti e appunti tratti dai Cahiers de Ma Vie, i diari personali da cui prendono forma molte delle idee creative in mostra.

Informazioni utili:
Date: 15 giugno al 12 ottobre 2025
Luogo: Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona
Indirizzo: Via Borgo 34 – 6612 Ascona, Svizzera
Orari: Da Martedì a Sabato: 10:00–12:00 e 14:00–17:00 Domenica e festivi: 10:30–12:30, Lunedì: chiuso
Biglietti: intero: 10 euro e ridotto: 7 euro
E-mail: museo@ascona.ch
Telefono: +41 91 759 81 40
SITO UFFICIALE:
Museo Comunale d’Arte Moderna – Joana Vasconcelos
Homepage dell’artista: Joana Vasconcelos – Official website
Fonti
Museo Comunale d’Arte Moderna – Joana Vasconcelos