,

Vincenzo Agnetti al MA*GA: tra fotografia e arte concettuale

Vincenzo Agnetti "Dopo le grandi manovre" 1980,  collage fotografico e china, Collezione Museo MA*GA Gallarate, 1920x12701
Vincenzo Agnetti “Dopo le grandi manovre” 1980, collage fotografico e china, Collezione Museo MA*GA Gallarate, 1920×12701

Dal 24 maggio all’11 ottobre 2026 il MA*GA di Gallarate ospita due mostre, dedicate a Paolo Scheggi e Vincenzo Agnetti.

Una mostra tra ambienti e fotografia

Il Museo MA*GA rende omaggio a due protagonisti dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento, con un progetto che approfondisce aspetti centrali della ricerca di Paolo Scheggi e Vincenzo Agnetti. Il progetto, che vede la programmazione di due distinte mostre, nasce dalla collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi e l’Archivio Vincenzo Agnetti, e celebra inoltre l’ingresso di nuove opere nella collezione permanente del museo.

La mostra dedicata a Paolo Scheggi vede la ricostruzione di alcuni ambienti storici dopo oltre cinquant’anni dalla loro creazione, così da mettere in luce la dimensione immersiva e sperimentale del lavoro dell’artista. L’esposizione del lavoro di Vincenzo Agnetti vuole invece sottolineare come nelle sue opere il linguaggio diventi strumento di indagine sulla memoria, sulla comunicazione e sui meccanismi del potere.

Vincenzo Agnetti, Dopo le grandi manovre, 1980, collage fotografico e china, Collezione Museo MA*GA Gallarate, 1920x1283
Vincenzo Agnetti, Dopo le grandi manovre, 1980, collage fotografico e china, Collezione Museo MA*GA Gallarate, 1920×1283

La mostra dedicata a Vincenzo Agnetti

Nel centenario della nascita, il MA*GA presenta la mostra Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche, curata da Alessandro Castiglioni, e riunisce circa trenta opere dedicate alla fotografia concettuale che raccontano l’interesse di Agnetti per il frammento fotografico, la scrittura e la tecnologia.

La mostra nasce grazie al bando Strategia Fotografia 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Grazie al progetto, il museo acquisisce tre opere del ciclo “Dopo le Grandi Manovre”, serie che prende forma dopo il ritrovamento di fotografie giapponesi ottocentesche da parte dell’artista, che le rielabora attraverso elementi grafici e testuali. La fotografia, per Agnetti, non rappresenta soltanto un mezzo documentario, ma uno spazio concettuale attraverso cui mettere in discussione la realtà e i suoi codici visivi: le immagini vengono così trasformate in frammenti narrativi aperti a molteplici interpretazioni

Vincenzo Agnetti nel suo studio con la serie di opere su tela Elisabetta d'Inghilterra, 1976, Courtesy Archivio, Vincenzo Agnetti, 1302x1920
Vincenzo Agnetti nel suo studio con la serie di opere su tela Elisabetta d’Inghilterra, 1976, Courtesy Archivio, Vincenzo Agnetti, 1302×1920
Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi ritratti accanto a "Il trono" alla mostra "ll trono", levitazione secondo Agnetti e Scheggi, Mana Art Gallery, Roma, 1970, fotografia di Fabio Donato
Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi ritratti accanto a “Il trono” alla mostra “ll trono”, levitazione secondo Agnetti e Scheggi, Mana Art Gallery, Roma, 1970, fotografia di Fabio Donato

Il dialogo tra i due artisti

Punto di incontro tra le due esposizioni è l’operaIl Trono. Levitazione secondo Agnetti & Scheggi“, concepita nel 1970. L’opera evidenzia la vitalità del pensiero dei due, e il loro comune interesse per temi ancora oggi attuali, come il controllo mediatico, la manipolazione del linguaggio e la virtualità del denaro. Al MA*GA trovano spazio anche alcune opere celebri di Agnetti, tra queste compare “Elisabetta d’Inghilterradel 1976, un polittico fotografico dedicato al rapporto tra potere e rappresentazione.

È presente, inoltre, il “Libro dimenticato a memoria” del 1970, volume composto soltanto dai margini esterni delle pagine.

Vincenzo Agnetti, Dopo le grandi manovre, 1980, collage fotografico e china, Collezione Museo MA*GA Gallarate 1920x1252
Vincenzo Agnetti, “Dopo le grandi manovre“, 1980, collage fotografico e china, Collezione Museo MA*GA Gallarate 1920×1252

Una mostra con lo sguardo al presente

Accanto alle due rassegne, il museo ospita anche “Stato di quiete” di Giovanni Ferrario, progetto che presenta sedici nature morte realizzate con l’Intelligenza Artificiale, opere che riflettono sul rapporto tra immobilità dell’immagine e instabilità dei processi digitali.

La mostra si inserisce nel programma di Varese 2030, promosso dalla Provincia di Varese e sostenuto da Fondazione Cariplo. Media partner dell’iniziativa è Sky Arte.

Informazioni Utili

Dal 24 Maggio all’ 11 Ottobre 2026

LUOGO: Museo MA*GA, Via Egidio De Magri 1, 21013 Gallarate (VA)

ORARI: Dal Martedì al Venerdì: 10.00–18.00 I Sabato e Domenica: 11.00–19.00 I Lunedì chiuso (Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura del museo.)

BIGLIETTI: Intero €19

SITO ACQUISTO BIGLIETTI: Ticket One MAGA

SITO UFFICIALE: Museo MA*GA

Fonti

Museo MA*GA

di Martina Pecis

Tag