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Giotto e San Francesco: una rivoluzione in mostra a Perugia

Puccio Capanna, Madonna col Bambino e San Francesco, affresco staccato, 105x111 cm, Assisi, Pinacoteca Comunale di Assisi. Giotto
Puccio CapannaMadonna col Bambino e San Francesco, affresco staccato, 105×111 cm, Assisi, Pinacoteca Comunale di Assisi

In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, la Galleria Nazionale dell’Umbria presenta la mostra “Giotto e San Francesco: una rivoluzione”, aperta dal 14 marzo al 14 giugno 2026.

Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento

La mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento“, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, racconta una stagione straordinaria della storia dell’arte italiana. Siamo tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, quando in Umbria il carisma di San Francesco incontra il genio di Giotto. Questo incontro dà vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna.

Il Giotto giovanile ad Assisi

È proprio ad Assisi che il talento di Giotto si manifesta, prima nelle Storie di Isacco, poi nella Legenda francescana. Qui il pittore introduce un linguaggio nuovo: lo spazio diventa profondo, le figure voluminose e i corpi hanno presenza specifica. La fase giovanile di Giotto è rappresentata da due capolavori: la Madonna di San Giorgio alla Costa e il Polittico di Badia; in queste tavole si percepisce già la rivoluzione in atto. In aggiunta va ricordato che egli inoltre negli stessi anni lavora alla Basilica di San Francesco.

Maestro di Figline, Pietà Fogg, Compianto sul Cristo morto, 1330 circa, tempera e oro su tavola, 45,7x57,5 cm, Harvard Art Museums/Fogg Museum Gift of Meta and Paul J. Sachs in memory of Grace Norton. Giotto.
Maestro di FiglinePietà FoggCompianto sul Cristo morto, 1330 circa, tempera e oro su tavola, 45,7×57,5 cm, Harvard Art Museums/Fogg Museum Gift of Meta and Paul J. Sachs in memory of Grace Norton

L’arrivo di Simone Martini e Pietro Lorenzetti

Nel secondo decennio del Trecento Assisi rimane centrale e fondamentale è l’arrivo alla “fabbrica francescana” di altri due maestri, Simone Martini e Pietro Lorenzetti. Entrambi portano da Siena eleganza e passione, lavorando nella Cappella di San Martino, e nel transetto sinistro e nella cappella di San Giovanni Battista. Inoltre, insieme a Giotto, sono gli attori principali della rassegna, con opere degli anni in cui furono attivi nella Basilica, come ad esempio la Madonna col Bambino di Martini all’Opera del Duomo di Orvieto, o la Madonna di Monticchiello di Lorenzetti.

Giotto, Madonna col Bambino, 1315-1320 circa, tempera e oro su tavola, 28,5x19,7 cm, The
Ashmolean Museum, University of Oxford
Giotto, Madonna col Bambino, 1315-1320 circa, tempera e oro su tavola, 28,5×19,7 cm, The
Ashmolean Museum, University of Oxford
Pietro Lorenzetti, Madonna col Bambino, 1310-1315 circa, tempera e oro su tavola, 71x46 cm, Palazzo Borgia – Museo Diocesano di Pienza
Pietro LorenzettiMadonna col Bambino, 1310-1315 circa, tempera e oro su tavola, 71×46 cm, Palazzo Borgia – Museo Diocesano di Pienza

La mostra

Il percorso espositivo è in otto sezioni e riunisce oltre 60 opere, quelle realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti , che sono in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, dunque il visitatore è guidato attraverso un percorso che non si limita allo spazio espositivo, ma invita a scoprire l’intero territorio umbro, fino alle località più remote.

La mostra si apre con la sezione dedicata all’attività di Giotto nel suo esordio ad Assisi, in cui si osserva la bolla del 1288 di papa Niccolò IV, che segna l’inizio dei lavori di decorazione della chiesa superiore, e la Madonna di San Giorgio alla Costa, capolavoro in cui il pittore mostra padronanza di mezzi espressivi e tecnici. Il Polittico della Badia Fiorentina documenta un’ulteriore evoluzione verso la conquista della realtà in pittura, al suo fianco, al suo fianco alcuni lavori dei suoi primi seguaci: il Maestro del Farneto, il Maestro della Croce di Gubbio e il Maestro di Cesi, con una sequenza di croci dipinte.

Giotto, Madonna di San Giorgio alla Costa, tempera su tavola, 1295, 180x90 cm, Firenze, Museo Diocesano di Santo Stefano a Ponte
Giotto, Madonna di San Giorgio alla Costa, tempera su tavola, 1295, 180×90 cm, Firenze, Museo Diocesano di Santo Stefano a Ponte
Pietro Lorenzetti, Madonna col bambino, 1310-1315 circa, tempera su tavola, 128x85,4 cm, Cortona, Museo Diocesano
Pietro Lorenzetti, Madonna col bambino, 1310-1315 circa, tempera su tavola, 128×85,4 cm, Cortona, Museo Diocesano

La svolta gotica

L’itinerario prosegue analizzando la “svolta gotica” imposta alla decorazione della Basilica nella chiesa inferiore, svoltasi grazie all’attività più matura di Giotto e alle opere di Simone MartiniPietro Lorenzetti. La lezione dei tre maestri ha avuto un impatto decisivo e intenso sui pittori umbri, cresciuti nell’ombra, tra di loro emerge inoltre la figura del Maestro di Figline, di cui è presente la ricostruzione del polittico.

I maestri nell’ombra

La mostra ha l’intento di rendere noti al grande pubblico questi maestri rimasti nell’ombra, tra cui il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro di Cesi, il Maestro del Farneto, Marino di Elemosina, e Palmerino di Guido, collaboratore del fiorentino sui ponteggi della Basilica Inferiore, invece in dialogo con il Giotto più maturo, si racconta di Puccio Capanna, del Maestro della Croce di Trevi, del Maestro di Fossadi cui è esposto il polittico dei Musei Vaticani, e del Maestro del Crocefisso d’Argento, del quale è stata ricomposta una pala d’altare prima divisa.

Giotto, Pentecoste, 1310-1318, tempera su tavola, 45,5x44 cm, The National Gallery, London Bequeathed by Geraldine Emily Coningham in memory of her husband, Major Henry Coningham, and of Mrs Coningham of Brighton, 1942
GiottoPentecoste, 1310-1318, tempera su tavola, 45,5×44 cm, The National Gallery, London Bequeathed by Geraldine Emily Coningham in memory of her husband, Major Henry Coningham, and of Mrs Coningham of Brighton, 1942

Il percorso espositivo si completa negli affreschi dipinti dai protagonisti della mostra nella Basilica di San Francesco ad Assisi, e nel Museo del Tesoro del Sacro Convento, dove si può ammirare il calice dell’orafo Guccio di Mannaia, donato al santuario da Niccolò IV, il papa a cui si deve la promozione della decorazione pittorica della chiesa superiore del complesso.

Lo scopo della mostra è quello di dare nuovi contributi allo studio di queste tematiche centrali, attraverso azioni significative, ad esempio la ricostruzione di complessi frammentati, la presentazione di opere mai esposte, restauri e indagini diagnostiche e la realizzazione di un video immersivo sulla Basilica di San Francesco, con il quale si ripropongono i percorsi visivi che erano stati pensati dalla committenza per i pellegrini che si recavano sulla tomba del santo.

Informazioni Utili

Dal 14 marzo al 14 giugno 2026

LUOGO: Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (Corso Pietro Vannucci, 19)

ORARI: Tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30

BIGLIETTI: Intero 12€ | Ridotto 2€

SITO ACQUISTO BIGLIETTI: Acquisto biglietti

SITO UFFICIALE: Mostra Giotto e San Francesco

Fonti

Mostra Giotto e San Francesco

di Camilla Bigi

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