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Barocco. Il Gran Teatro delle Idee al Museo San Domenico

Pieter Paul Rubens e bottega: Caccia alle fiere, 1619-1620 ca. Olio su tela. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma.
Pieter Paul Rubens e bottega: Caccia alle fiere, 1619-1620 ca. Olio su tela. Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma.

Museo Civico San Domenico presenta: Barocco. Il Gran Teatro delle Idee, dal 21 febbraio al 28 giugno 2026

Al Museo Civico San Marco inizia la mostra Barocco: Il Gran Teatro delle Idee, in cui saranno esposte oltre 200 capolavori del Seicento e del Novecento. L’esposizione delinea un inedito percorso di dialogo tra i maestri dell’epoca barocca e i protagonisti delle Avanguardie Novecentesche. Attraverso le sue sale, l’esposizione indaga con uno sguardo privilegiato le connessioni profonde tra i due secoli, offrendo così al visitatore una nuova narrazione.

Il barocco

Il Seicento si configura come un secolo di fervente sperimentazione artistica, animato da una passione per le arti, che spinse i sovrani a farsi promotori di un grande rinnovamento pittorico e letterario. In questo periodo, il collezionismo privato e il mecenatismo divennero i motori principali per l’esposizione di forme espressive sempre più articolate e complesse.
Nato inizialmente come linguaggio della Controriforma, il Barocco si impose rapidamente come lo stile delle grandi monarchie e della Chiesa, proprio grazie alla sua natura teatrale e monumentale. In Italia, questa corrente toccò l’apice con Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini; la loro celebre rivalità non solo ridefinì i canoni estetici del tempo, ma rivoluzionò l’urbanistica della Roma papale.

L’estetica del movimento abbandona il rigore e l’equilibrio rinascimentale per privilegiare dinamismo, i contrasti di luce e l’illusionismo prospettico. L’opera d’arte si trasforma in una grandiosa impalcatura scenografica: l’obiettivo è sbalordire lo spettatore, trascinandolo emotivamente all’interno della creazione artistica.

La pittura fu fortemente sostenuta dalla Chiesa Cattolica che ne intuì il potenziale come potente strumento di comunicazione. In un periodo segnato dalla minaccia della Riforma Protestante, l’arte ebbe il compito di commuovere e persuadere le masse, riavvicinando i fedeli attraverso immagini di immediato impatto emotivo e grandiosità spirituale.

Guercino: Cristo consegna le chiavi a San Pietro (La cattedra di San
Pietro),1618. Olio su tela. Civica Pinacoteca il Guercino, Cento.
Guercino: Cristo consegna le chiavi a San Pietro (La cattedra di San
Pietro),1618. O
lio su tela. Civica Pinacoteca il Guercino, Cento.
Tanzio da Varallo: Davide con la testa di Golia, 1623-1625 ca. Olio su tela.
 Palazzo dei Musei, Pinacoteca, Varallo.
Tanzio da Varallo: Davide con la testa di Golia, 1623-1625 ca. Olio su tela.
Palazzo dei Musei, Pinacoteca, Varallo.

La mostra

La mostra, curata da Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Colle, Fernando Mazzocca, nasce da un articolato percorso di studi che intende restituire una visione complessiva della cultura barocca. L’esposizione mette in evidenza il ruolo di Roma all’interno delle corti europee, sottolineando come i veri protagonisti del periodo non siano stati solo gli artisti, ma anche i committenti, capaci di plasmare questo stile per dar voce alle diverse forme di rappresentazione del potere.

Il percorso espositivo indaga le origini del movimento attraverso un raffinato gioco di specchi storici. La narrazione ha inizio analizzando il pathos dell’età ellenistica e le ardite sperimentazioni spaziali del tardo Manierismo, individuando in queste epoche i primi segnali di quella tensione espressiva che esploderà nel Seicento. Arrivando allo sguardo di Caravaggio che con il suo realismo radicale porta lo sguardo su una dimensione più intima.

Il movimento si dirada anche in modo geografico, partendo da Roma per poi diradarsi nelle corti europee. A testimoniare questo processo, la mostra espone opere di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Pietro da Cortona, i due Gentileschi, Luca Giordano, Guercino, Guido Reni. Il dialogo internazionale è completato dalle opere di Antoon VanDyck, Andrea Pozzo, Nicolas Poussin, Peter Paul Rubens, Francisco de Zurbaráne, olre ad altri protagonisti dell’epoca.

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Bernardo Strozzi: Natura morta con ortensie e rose in fiore in un vaso d'anfora, 1633-1644. 
Olio su tela. Maison d'Art, Monaco.
Bernardo Strozzi: Natura morta con ortensie e rose in fiore in un vaso d’anfora, 1633-1644.
Olio su tela. Maison d’Art, Monaco.

Maria Baccio Bacci: Il figliol prodigo, 1925. Olio su tela. Museo del Novecento, Milano.
Maria Baccio Bacci: Il figliol prodigo, 1925.
Olio su tela. Museo del Novecento, Milano.

IL CUORE DELLA MOSTR

Il dialogo con il Novecento

In questa esposizione, il Barocco si rivela come un “Grande teatro delle idee”, un concetto che permette di evidenziare quanto questo periodo sia stato fondamentale per la cultura europea del Novecento. La mostra sottolinea, in particolare, come la riscoperta della sensibilità secentesca abbia offerto un punto di partenza cruciale per la ricerca di artisti quali Giovanni Boldini, Francis Bacon e Giorgio de Chirico, tra i molti altri. L’allestimento offre al visitatore l’occasione inedita di porre in dialogo diretto i capolavori novecenteschi con quelli barocchi; l’obiettivo è rendere tangibile quel legame estetico e concettuale meticolosamente indagato dal progetto scientifico della mostra.

Presso il Museo San Domenico di Forlì giungono opere in prestito dalle più grandi istituzioni d’Europa, creando così un’occasione espositiva unica. Visitare la mostra diventa un momento di profonda conoscenza, utile a comprendere come le epoche siano sempre interconnesse tra loro e come l’arte sia in grado di veicolare idee di grande portata.

Giuseppe Ducrot, Busto di Vescovo, 2024. Terracotta invetriata. Proprietà dell'Artista
Giuseppe Ducrot, Busto di Vescovo, 2024.
Terracotta invetriata. Proprietà dell’Artista
Gian Lorenzo Bernini, Laocoonte, sec. XVII (1620-1625). Marmo. Galleria Spada, Roma.
Gian Lorenzo Bernini, Laocoonte, sec. XVII (1620-1625).
Marmo. Galleria Spada, Roma.

INFORMAZIONI UTILI

DATE:

Dal 21 febbraio al 28 giugno 2026

LUOGO:

Museo Civico San Domenico, Forlì

INDIRIZZO:

P.le Guido da Montefeltro, 12 – Forlì

ORARI:

Lunedì al venerdì: 9.30-19.00

Sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00

BIGLIETTI:

Intero 14,00 €  | Ridotto 12,00 € 

TELEFONO:  

0543.36217

SITO UFFICIALE:

mostremuseisandomenico.it

Fonti

Barocco. Il Gran Teatro delle Idee

di Clara Giussani

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