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La Metafisica Italiana in mostra nel cuore di Milano

Giorgio de Chirico, Enigma della partenza, anni trenta. Olio su tela, 38,5 x 41 cm, Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma) © Giorgio de Chirico, by SIAE 2026
Giorgio de Chirico, Enigma della partenza, anni trenta. Olio su tela, 38,5 x 41 cm, Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma) © Giorgio de Chirico, by SIAE 2026

Arriva in mostra in giro per Milano la Metafisica italiana, visitabile presso diversi spazi espositivi dal 28 gennaio al 21 giugno 2026.

Il progetto espositivo

Metafisica/Metafisiche, a cura di Vincenzo Trione, si articola in una grande mostra a Palazzo Reale e in tre “capitoli espositivi” ospitati in importanti musei milanesi, accompagnati da un ricco programma multidisciplinare di iniziative diffuse in città. Il progetto mette in dialogo i maestri della Metafisica con i loro “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo, creando un confronto tra generazioni e linguaggi artistici.

L’iniziativa rientra inoltre nel programma culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.

Aldo Rossi Cabina dell’Elba, 1980 Prodotta da Molteni&C Prototipo, legno e metallo, laccato opaco bianco e azzurro Base 160 x 85 cm, altezza 195 cm; tetto 160 x 80 cm, altezza 80 cm Molteni Museum © Estate of Aldo Rossi. All rights reserved 2026 / Bridgeman Images, courtesy of Fondazione Aldo Rossi
Aldo Rossi, Cabina dell’Elba, 1980. Prodotta da Molteni&C Prototipo, legno e metallo, laccato opaco bianco e azzurro Base 160 x 85 cm, altezza 195 cm; tetto 160 x 80 cm, altezza 80 cm. Molteni Museum © Estate of Aldo Rossi. All rights reserved 2026 / Bridgeman Images, courtesy of Fondazione Aldo Rossi
Carlo Carrà, Madre e figlio (Natura morta con manichini), 1917 Olio su tela 90 x 59,5 cm, Grande Brera – Palazzo Citterio, Milano ©Pinacoteca di Brera, Milano – MiC © Carlo Carrà, by SIAE 2026
Carlo Carrà, Madre e figlio (Natura morta con manichini), 1917 Olio su tela 90 x 59,5 cm, Grande Brera – Palazzo Citterio, Milano ©Pinacoteca di Brera, Milano – MiC © Carlo Carrà, by SIAE 2026

Modernità e malinconia

La mostra Modernità e malinconia, allestita a Palazzo Reale, si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi, con la partecipazione dell’Archivio Alberto Savinio e dell’Archivio Carlo Carrà.

L’esposizione presenta oltre 400 opere, di provenienza nazionale e internazionale, in prestito da più di 150 istituzioni pubbliche e private, gallerie, archivi e prestigiose collezioni. Il percorso espositivo attraversa l’intera parabola della Metafisica: dai protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 — Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis e Giorgio Morandi — agli artisti che in Europa e in America ne hanno assimilato atmosfere e soluzioni formali, fino agli echi contemporanei. Opere e progetti mostrano come la poetica metafisica abbia influenzato non solo le arti visive, ma anche la fotografia, l’architettura, il cinema, il teatro, il design, la moda, la letteratura, il graphic novel e la musica.

Tra gli autori rappresentati figurano, tra gli altri, Mario Sironi, Felice Casorati, René Magritte, Max Ernst, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Francesco Vezzoli, Aldo Rossi, Gio Ponti, Paolo Portoghesi, Frank Gehry, Mimmo Jodice, Gabriele Basilico, Giorgio Armani, Fendi, Paolo Sorrentino, Tim Burton, fino ai Genesis e ai Pink Floyd.

Giorgio Morandi, Natura morta, 1920, Olio su tavola, 30,5 x 44,5 cm, Museo Morandi | Settore Musei Civici Bologna © Giorgio Morandi, by SIAE 2026
Giorgio Morandi, Natura morta, 1920, Olio su tavola, 30,5 x 44,5 cm, Museo Morandi | Settore Musei Civici Bologna © Giorgio Morandi, by SIAE 2026

I tre capitoli espositivi

Al Museo del Novecento va in scena il secondo atto del progetto espositivo. Il percorso indaga il rapporto tra alcuni protagonisti della Metafisica e la città di Milano. In particolare, l’attenzione si concentra sulle “presenze” di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà e Alberto Savinio. Quest’ultimo è anche autore del romanzo Ascolto il tuo cuore, città (1944). Si tratta di uno degli omaggi letterari più intensi e inquieti dedicati al capoluogo lombardo. Un libro che, infatti, riesce a racchiudere «tutto l’amore “carnale” che un uomo può avere per una città».

La terza sezione di Metafisica/Metafisiche trova spazio nel caveau delle Gallerie d’Italia. Qui è ospitato il reportage fotografico di Gianni Berengo Gardin. Il lavoro è dedicato al celebre atelier bolognese di Giorgio Morandi, in via Fondazza. Il corpus di immagini risale al 1993. Attraverso queste fotografie, il visitatore viene guidato in uno spazio intimo e raccolto. Un luogo appartato, eppure centrale, perché è qui che nasce l’opera del maestro. Un artista, infine, profondamente guidato dalla convinzione che «non c’è nulla di più astratto del visibile».

Infine, il quarto atto presenta un articolato intervento di William Kentridge. Il progetto si sviluppa in due momenti distinti. Da un lato, una videoinstallazione sonora, immersiva e avvolgente. Dall’altro, una sequenza di sculture in cartone. Opere che reinterpretano, in chiave poetica, le nature morte di Morandi. Nel loro insieme, questi lavori aprono un dialogo ideale con le creazioni metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio. Allo stesso tempo, mettono in risonanza le silenziose costruzioni morandiane con le esplorazioni visionarie di un grande artista contemporaneo. Ne emerge così una tensione continua tra storia e memoria. Ma anche tra attesa, temporalità e media.

William Kentridge, REMEMBERING MORANDI, Courtesy Galleria Lia Rumma Milano Napoli
William Kentridge, REMEMBERING MORANDI, Courtesy Galleria Lia Rumma Milano Napoli

Milano Metafisica

Il Museo del Novecento propone un approfondimento sul rapporto tra la Metafisica e Milano. In particolare, il percorso analizza un legame per molti versi sorprendente. Si tratta di quello tra alcuni protagonisti del gruppo guidato da Giorgio de Chirico e la città. Milano emerge così come crocevia artistico e culturale. Allo stesso tempo, viene presentata come un laboratorio di sperimentazione. Infine, si sottolinea il suo ruolo di spazio di dialogo tra le arti.

L’esposizione presenta una selezione di circa 50 opere che documentano l’attività di de Chirico, Savinio e Carrà a Milano e la loro collaborazione con importanti istituzioni cittadine. Tra i nuclei principali figurano i bozzetti di scene e costumi realizzati negli anni Quaranta e Cinquanta per il Teatro alla Scala, oltre a fotografie e disegni preparatori dei Bagni Misteriosi per la Triennale di Milano.

Un focus è dedicato al romanzo Ascolto il tuo cuore, città (1944) di Alberto Savinio, omaggio intenso alla dimensione emotiva della città. Al testo si ispira la serie di dieci tavole Disegni per Savinio di Mimmo Paladino, che rielabora atmosfere e situazioni del libro in una sequenza visiva simile a un film disegnato, giocata sull’equilibrio tra fedeltà narrativa e libera interpretazione.

Alberto Savinio, I racconti di Hoffmann, La taverna di mastro Lutero, 1948-1949, Guazzo, acquerello e tempera su carta, 48,5 x 58,5 cm, Courtesy Fondazione Teatro alla Scala – Archivio Storico Artistico – Archivio Bozzetti e Figurini Archivio Fotografico, Milano
Alberto Savinio, I racconti di Hoffmann, La taverna di mastro Lutero, 1948-1949, Guazzo, acquerello e tempera su carta, 48,5 x 58,5 cm, Courtesy Fondazione Teatro alla Scala – Archivio Storico Artistico – Archivio Bozzetti e Figurini Archivio Fotografico, Milano

Lo studio di Giorgio Morandi

Nella serie di 26 fotografie esposte nel caveau delle Gallerie d’Italia, Gianni Berengo Gardin documenta l’intimo atelier bolognese di Giorgio Morandi prima che venisse smantellato nel 1993. Uno spazio raccolto, quasi monastico, dove si compie l’incontro tra intenzione e gesto, e dove prende forma la poetica di un artista convinto che «non c’è nulla di più astratto del visibile».

Attraverso bottiglie, fiaschi, piatti e altri oggetti quotidiani, fissati in pose eterne e immersi in una luce nebbiosa, Morandi trasforma il reale in una sorta di Metafisica silenziosa. Berengo Gardin, con sguardo rispettoso e poetico, entra in questa intimità, osservando e fotografando gli stessi frammenti che il pittore aveva reso celebri nelle sue tele.

Con sensibilità mimetica, Berengo Gardin si avvicina allo stile di Morandi creando un “viaggio in una stanza” che diventa un’epica esistenziale. Come un attore esperto, riesce a identificarsi con il pittore, cogliendo il mistero nascosto nelle pieghe della vita e la poesia struggente delle piccole cose.

Gianni Berengo Gardin, Lo studio di Giorgio Morandi, Bologna 1993, stampe ai sali d'argento, Eredi Gianni Berengo Gardin
Gianni Berengo Gardin, Lo studio di Giorgio Morandi, Bologna 1993, stampe ai sali d’argento, Eredi Gianni Berengo Gardin

Informazioni Utili

Dal 28 gennaio al 21 giugno 2026

LUOGO: Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia, Palazzo Citterio – Milano

ORARI: Fare riferimento agli orari delle rispettive sedi espositive

BIGLIETTI: Fare riferimento ai prezzi delle rispettive sedi espositive

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SITI UFFICIALI:

Fonti

di Elia Zonta

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