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“Sguardi e silenzi”: la fotografia di Elio Ciol a Milano

Elio Ciol, Stazione di Milano, 1961 © Elio Ciol
Elio Ciol, Stazione di Milano, 1961 © Elio Ciol

Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano presenta, dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026, la mostra dedicata a Elio Ciol.

La mostra

Il Museo Diocesano presenta la prima grande mostra in un museo milanese rivolta a Elio Ciol (Casarsa della Delizia, Pordenone, 1929), tra i maggiori fotografi italiani contemporanei. L’esposizione, dal titolo Sguardi e silenzi, curata da Stefano Ciol, presenta una selezione di 100 immagini, capaci di restituire la complessità della sua ricerca.

La mostra è realizzata con il patrocinio del Consiglio Regionale della Lombardia; con il sostegno di BPER, ICAM, SVS e Fondazione Grana Padano; con il contributo di Fondazione Cariplo.

Elio Ciol, Andando in piazza, Padova, 1954 © Elio Ciol
Elio Ciol, Andando in piazza, Padova, 1954 © Elio Ciol

Elio Ciol, settant’anni di luce e silenzio

La storia di Elio Ciol si intreccia in modo profondo con l’evoluzione della sua ricerca artistica, una traiettoria luminosa che attraversa oltre settant’anni di fotografia. Nelle sezioni della mostra emergono anche i legami umani e intellettuali che hanno arricchito il suo percorso: l’amicizia con Pier Paolo Pasolini, la collaborazione con padre David Maria Turoldo, i ritratti del pittore americano William Congdon e l’incontro con don Luigi Giussani durante il periodo trascorso a Milano. Queste relazioni testimoniano come la sua fotografia sia sempre stata attraversata da domande sul sacro, sull’uomo e sulla possibilità di restituire in immagine l’essenza delle cose.

Appassionato alla fotografia fin da giovanissimo, Ciol sviluppa presto un linguaggio inconfondibile che unisce rigore formale, silenzio e meraviglia. Negli anni Cinquanta realizza i suoi primi lavori di rilievo, dedicandosi al paesaggio e ai volti della campagna friulana e umbra, temi che resteranno centrali per tutta la sua vita. Le sue esplorazioni lo portano anche lontano: fotografa i canyon americani, la Libia, l’Armenia e la Terra Santa. In ciascuno di questi luoghi restituisce un senso di appartenenza universale, una spiritualità che trascende i confini geografici.

La mostra milanese ricambia l’ampiezza di questo percorso e la profondità di un autore che ha fatto della fotografia un esercizio di bellezza e di ascolto del reale. In ogni scatto, Ciol invita lo spettatore a rallentare lo sguardo, a scoprire l’armonia nascosta nelle cose, e a riconoscere nella luce la traccia di un mondo che parla ancora al cuore e alla memoria.

Elio Ciol, Pier Paolo Pasolini in occasione dell'annuncio ufficiale del film Il Vangelo secondo Matteo, Assisi, 1963 © Elio Ciol
Elio Ciol, Pier Paolo Pasolini in occasione dell’annuncio ufficiale del film Il Vangelo secondo Matteo, Assisi, 1963 © Elio Ciol
Elio Ciol, Bambini a Chioggia, 1959 © Elio Ciol
Elio Ciol, Bambini a Chioggia, 1959 © Elio Ciol

Il percorso espositivo

Il percorso della mostra, articolato in undici sezioni, si apre con le fotografie del periodo neorealista, in cui Elio Ciol posa il suo sguardo sulla vita quotidiana con una partecipazione discreta e profonda. Nei suoi scatti prendono forma i gesti semplici del lavoro, i volti segnati dal tempo, i bambini colti nella spontaneità del gioco: immagini che raccontano un’Italia in trasformazione, senza retorica ma con una sensibilità umana e poetica. La forza del suo sguardo emerge anche nella sezione dedicata alla tragedia del Vajont, dove l’empatia del fotografo si traduce in una narrazione del dolore essenziale e priva di qualsiasi enfasi cronachistica.

Le radici della poetica di Ciol affondano nel paesaggio dell’entroterra friulano, luogo della memoria e punto di partenza del suo immaginario visivo. Nel tempo, questo legame con la terra d’origine si intreccia con altre esperienze e territori: la campagna umbra e la bassa milanese diventano scenari privilegiati per una riflessione sul rapporto tra uomo, natura e spiritualità. Il percorso espositivo invita così a ripercorrere le tappe di una ricerca lunga oltre settant’anni, in cui la fotografia diventa uno strumento di contemplazione e conoscenza.

Tra le sezioni più significative, spiccano gli scatti realizzati per il film Gli ultimi di padre David Maria Turoldo, dove Ciol mette in luce con intensità il legame tra immagine e racconto popolare, e i ritratti dedicati a figure emblematiche del Novecento, come Pier Paolo Pasolini e William Congdon. Nei loro volti, come nei paesaggi che fotografò per tutta la vita, si riflettono la stessa attenzione silenziosa, la stessa capacità di cogliere l’invisibile che attraversa tutta la sua opera.

Elio Ciol, Domenica nella bassa milanese, 1963 © Elio Ciol
Elio Ciol, Domenica nella bassa milanese, 1963 © Elio Ciol
Elio Ciol, Giovani a San Daniele del Friuli, 1957 © Elio Ciol
Elio Ciol, Giovani a San Daniele del Friuli, 1957 © Elio Ciol

La poesia del visibile: Elio Ciol e la ricerca dell’armonia

Pur muovendosi nell’ambito della fotografia neorealista degli anni Cinquanta, Elio Ciol intraprende presto una strada personale e indipendente, lontana dall’impegno politico che caratterizzava la stagione. La sua attenzione si concentra sul reale nelle sue forme più pure e universali: la natura, le architetture, il paesaggio e soprattutto l’uomo. Nei suoi scatti le mani che lavorano, gli sguardi che si incrociano o i silenzi di un orizzonte diventano rivelazioni di bellezza quotidiana. È una visione che non denuncia ma contempla, restituendo al mondo una dimensione poetica e spirituale.

Con un linguaggio sobrio ed essenziale, Ciol trasforma la fotografia in uno strumento di conoscenza e meditazione. L’approccio lento e riflessivo con cui costruisce ogni immagine riflette la ricerca di un’armonia interiore, di una perfezione che nasce dal dialogo tra forma e luce. In questo senso, il suo lavoro si avvicina alla preghiera: un atto di ascolto e di gratitudine verso ciò che esiste.

Tra i luoghi centrali della sua poetica, Assisi rappresenta una tappa simbolica. Qui il fotografo trova uno spazio in cui arte, uomo e natura convivono in un equilibrio perfetto, e dove lo spirito francescano del luogo si fonde con la sua idea di fotografia come esperienza del sacro. Il percorso della mostra rende omaggio anche a questi anni di ricerca, culminando con la sezione dedicata ai paesaggi, che nel tempo diventano per Ciol più di un soggetto: un dialogo silenzioso con la creazione.

Per Elio Ciol, il paesaggio non è soltanto qualcosa da osservare ma un dono da accogliere, un frammento di mistero che si manifesta nella luce. E in quella luce, luminosa e discreta, resta forse il senso più profondo della sua arte: la possibilità, ancora oggi, di imparare a guardare il mondo con meraviglia.

Elio Ciol, Chiesetta votiva, Remanzacco, 1961 © Elio Ciol
Elio Ciol, Chiesetta votiva, Remanzacco, 1961 © Elio Ciol

Informazioni utili

Data: dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026
Luogo: Museo Diocesano Carlo Maria Martini, Milano
Indirizzo: Via Poma 4, 20129 Milano
Orari: martedì-domenica: 10.00-18.00
Biglietti: intero: €9; ridotto e gruppi: €7; scuole e oratori: €4; famiglie: €23. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale
Sito ufficiale: Chiostri di Sant’Eustorgio
Email: info@annadefrancesco.com
Telefono: +39 352 0080279

Fonti

Chiostri di Sant’Eustorgio – ELIO CIOL. Sguardi e silenzi

di Eleonora Pulici

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