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DOROTHEA LANGE al Museo Diocesano di Milano

Dorothea Lange Centro di trasferimento di Manzanar. Scena di strada delle baracche di questo centro della WRA. La tempesta di vento si è placata e la polvere si è depositata Manzanar, California. 1942 The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Dorothea Lange, Centro di trasferimento di Manzanar. Scena di strada delle baracche di questo centro della WRA. La tempesta di vento si è placata e la polvere si è depositata Manzanar, California. 1942 The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington

Dal 13 maggio al 26 ottobre 2025, il Museo Diocesano di Milano ospita la mostra Dorothea Lange, in collaborazione con CAMERA Torino.

Dorothea Lange: uno sguardo sulla dignità umana tra crisi e ingiustizie

L’esposizione, sostenuta da Eni, FNM, Fondazione Banca Popolare di Milano, Mapei e Trenord, offre un’ampia retrospettiva sull’opera della celebre fotografa americana. Attraverso oltre cento immagini realizzate tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, la mostra documenta eventi epocali come la siccità durante la Grande Depressione e la deportazione di cittadini giapponesi-americani nei campi di concentramento dopo l’attacco a Pearl Harbor . Le fotografie di Lange, dense di umanità e denuncia, rimangono un documento potente e attuale su crisi, migrazioni e discriminazioni

L’evento celebra la presentazione di 140 scatti fotografici che ripercorrono la carriera di Lange in occasione del suo centotrentacinquesimo anniversario della sua nascita, evidenziando il suo impegno nel documentare le ingiustizie sociali e le difficoltà umane.

Dorothea Lange Un grande cartello con la scritta "Sono un americano" affisso sulla vetrina di un negozio tra le [401-403 Eighth] e Franklin Street l'8 dicembre, il giorno dopo Pearl Harbor. Il negozio è stato chiuso in seguito all'ordine di evacuazione delle persone di origine giapponese da alcune zone della costa occidentale. Il proprietario, laureato all'Università della California, sarà ospitato insieme a centinaia di sfollati nei centri della WRA per tutta la durata della guerra Oakland, California. 1942 The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Dorothea Lange, Un grande cartello con la scritta “Sono un americano” affisso sulla vetrina di un negozio tra le [401-403 Eighth] e Franklin Street l’8 dicembre, il giorno dopo Pearl Harbor. Il negozio è stato chiuso in seguito all’ordine di evacuazione delle persone di origine giapponese da alcune zone della costa occidentale. Il proprietario, laureato all’Università della California, sarà ospitato insieme a centinaia di sfollati nei centri della WRA per tutta la durata della guerra Oakland, California. 1942 The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington

Dorothea Lange: uno Sguardo Attuale sulla Dignità Umana

La direttrice Nadia Righi sottolinea come le tematiche affrontate da Lange, che sono povertà, migrazione, dignità umana e giustizia sociale, siano ancora estremamente attuali, invitando i visitatori a riflettere su come contribuire a un mondo migliore.

Il percorso espositivo inizia con gli anni ’30 e ’40, periodo in cui Lange abbandona la ritrattistica per documentare la realtà americana colpita dalla Grande Depressione e dalla siccità del Dust Bowl.

Durante questo periodo, intraprende un viaggio con l’economista Paul S. Taylor, futuro marito, per testimoniare le condizioni dei lavoratori agricoli nelle regioni centrali degli Stati Uniti. Le sue fotografie, spesso accompagnate da dettagliate didascalie, raccontano storie di sofferenza e resilienza, come nel celebre scatto “Migrant Mother”, divenuto simbolo della crisi.

Ho cercato davvero, seriamente, di rilevare il più fedelmente possibile ogni persona che ho fotografato.

Dorothea Lange
Dorothea Lange, La giovane evacuata Kimiko Kitagaki sorveglia i bagagli della famiglia prima di partire in bus, tra mezz'ora, per il centro di raccolta di Tanforan. Suo padre ha lavorato nel settore del lavaggio e della tintoria fino al giorno dell'evacuazione - Oakland, California. 1942 - The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Dorothea Lange, La giovane evacuata Kimiko Kitagaki sorveglia i bagagli della famiglia prima di partire in bus, tra mezz’ora, per il centro di raccolta di Tanforan. Suo padre ha lavorato nel settore del lavaggio e della tintoria fino al giorno dell’evacuazione – Oakland, California. 1942 – The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Dorothea Lange, Piccolo abitante di Shacktown, Oklahoma City - Oklahoma. 1936 - The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Dorothea Lange, Piccolo abitante di Shacktown, Oklahoma City – Oklahoma. 1936 – The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington

Obiettivo sulla vergogna: l’internamento giapponese negli scatti di Dorothea Lange

Una parte importante della mostra è dedicata agli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando Dorothea Lange fotografò l’internamento forzato dei cittadini americani di origine giapponese. Anche se era contraria a queste misure, accettò l’incarico del governo per documentare e denunciare un’ingiustizia storica.

Dopo l’attacco a Pearl Harbor, nel 1942, il governo ordinò l’allontanamento di circa 120.000 persone di origine giapponese, molte delle quali erano cittadini statunitensi. Lange fotografò famiglie costrette a lasciare le proprie case, bambini allontanati dalle scuole, persone in attesa di essere trasferite nei campi. Le sue immagini mostrano la sofferenza e la dignità di queste persone. Tuttavia, molte foto furono censurate e rimasero nascoste fino al 2006.

Oggi queste fotografie si trovano in importanti archivi, come la Bancroft Library a Berkeley e l’Oakland Museum of California. Sono una testimonianza preziosa su temi come i diritti civili, la discriminazione e la memoria storica.

Già negli anni Trenta, Lange aveva scelto di lasciare il lavoro di ritrattista per raccontare la realtà sociale degli Stati Uniti colpiti dalla Grande Depressione e dalla crisi agricola del Dust Bowl. Nel 1935 viaggiò con l’economista Paul S. Taylor, suo futuro marito, per fotografare i lavoratori agricoli in condizioni difficili. In quel periodo collaborò con la Farm Security Administration, realizzando migliaia di scatti, tra cui il famoso Migrant Mother, simbolo della crisi.

Con il suo stile diretto e coinvolgente, Dorothea Lange ha saputo raccontare storie difficili, dando voce alle persone più fragili. Le sue immagini parlano ancora oggi di povertà, ingiustizia, crisi ambientali e migrazioni, e ci invitano a riflettere sul passato e sul presente.

Dorothea Lange, Bambini della famiglia Free all'ingresso della loro casa, in abiti domenicali - Dead Ox Flat, Malheur County, Oregon. 1939 - The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Dorothea Lange, Bambini della famiglia Free all’ingresso della loro casa, in abiti domenicali – Dead Ox Flat, Malheur County, Oregon. 1939 – The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington

Dorothea Lange: la sua vita, la fotografia e l’impegno sociale

Dorothea Lange nasce a Hoboken, nel 1895 e muore a San Francisco, 1965, fu una delle fotografe più influenti del XX secolo, nota per la sua capacità di coniugare sensibilità estetica e impegno sociale.

Formazione e primi anni

Nel 1915, Lange iniziò a studiare fotografia presso la Columbia University di New York, frequentando i corsi di Clarence H. White, figura di spicco della fotografia pittorialista . Nel 1919, si trasferì a San Francisco, dove aprì un proprio studio di ritrattistica.

Questo spazio divenne non solo un’attività professionale di successo, ma anche un punto di ritrovo per artisti e intellettuali .

Impegno documentaristico

Con la crisi del 1929, Lange abbandonò progressivamente la ritrattistica commerciale per dedicarsi alla documentazione delle difficoltà sociali causate dalla Grande Depressione. Tra il 1931 e il 1933, intraprese diversi viaggi negli stati dell’Utah, Nevada e Arizona, fotografando le condizioni di vita delle comunità rurali. Nel 1935, fu assunta dalla Resettlement Administration, poi divenuta Farm Security Administration (FSA), sotto la direzione di Roy Stryker.. All’interno di questo progetto, Lange realizzò alcune delle sue immagini più iconiche, come Migrant Mother (1936), simbolo della sofferenza durante la Depressione.

Riconoscimenti e attività successive

Nel 1941, Lange fu la prima donna a ricevere la prestigiosa Guggenheim Fellowship per la fotografia, con l’obiettivo di documentare la vita sociale americana, in particolare nelle comunità rurali . Tuttavia, dopo l’attacco a Pearl Harbor, rinunciò alla borsa per collaborare con la War Relocation Authority, documentando la deportazione e l’internamento dei cittadini nippo-americani .

Negli anni Cinquanta, Lange collaborò con la rivista Life, realizzando, tra l’altro, un reportage fotografico sull’Irlanda pubblicato nel 1955 . Parallelamente, si dedicò all’insegnamento presso il San Francisco Art Institute, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di fotografi .

Dorothea Lange morì nel 1965, pochi mesi prima dell’inaugurazione di una retrospettiva al Museum of Modern Art (MoMA) di New York, che celebrava la sua carriera . Tra le esposizioni più recenti dedicate al suo lavoro si ricordano Politics of Seeing al Jeu de Paume di Parigi nel 2018 e Words & Pictures al MoMA nel 2020

Dorothea Lange, Negozio di campagna su strada sterrata. Domenica pomeriggio. Si noti la pompa del cherosene a destra e quella della benzina a sinistra. I pali di legno grezzi e non rifiniti sono stati usati come sostegno per il tetto della veranda. Uomini neri sono seduti sulla veranda. Il fratello del proprietario del negozio è in piedi sull'ingresso - Gordonton, North Carolina. 1939 - The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington
Dorothea Lange, Negozio di campagna su strada sterrata. Domenica pomeriggio. Si noti la pompa del cherosene a destra e quella della benzina a sinistra. I pali di legno grezzi e non rifiniti sono stati usati come sostegno per il tetto della veranda. Uomini neri sono seduti sulla veranda. Il fratello del proprietario del negozio è in piedi sull’ingresso – Gordonton, North Carolina. 1939 – The New York Public Library | Library of Congress Prints and Photographs Division Washington

Lo stile delle fotografie di Dorothea Lange

Grazie alla sua profonda sensibilità e a uno sguardo attento, Dorothea Lange riesce a trasformare esperienze individuali in narrazioni universali, rendendo le sue fotografie strumenti potenti di denuncia sociale e riflessione.

La mostra al Museo Diocesano di Milano rappresenta un’occasione unica per riscoprire l’opera di una fotografa che ha saputo fondere estetica e impegno civile, lasciando un’eredità di straordinaria attualità.

INFORMAZIONI UTILI

DATE:

Dal 15 maggio al 19 ottobre 2025

LUOGO:

Museo Diocesano Carlo Maria Martini

INDIRIZZO:

Corso di Porta Ticinese 95 – 20123 Milano (MI)

ORARI:

Da Martedì alla Domenica 10.00 alle 18.00

BIGLIETTI:

Intero: 9 euro
Ridotto: 7 euro

E-MAIL:

info.biglietteria@museodiocesano.it

TELEFONO:  

+39 02 89420019

SITO UFFICIALE:

Museo Diocesano

Fonti

DOROTHEA LANGE – Chiostri di Sant’Eustorgio

Maestri della Fotografia – Fotografia Artistica

DOROTHEA LANGE – Digital Archive

di Sara Manzoni

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