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L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia

Michele Damaskinòs: Le nozze di Cana (da J. Tintoretto), 1570 ca. olio su tela e tavola, cm 79,5 x 115,5. Museo Correr, Venezia

Dal 30 aprile al 29 settembre 2025 il Palazzo Ducale di Venezia ospita la mostra L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia.

Il filo dorato che lega Venezia e Creta

La mostra L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia presso l’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale di Venezia offre un approfondimento scientifico e culturale sulla scuola pittorica veneto-cretese. Quest’ultima è stata un ponte artistico e spirituale tra Oriente bizantino e Occidente latino per più di quattro secoli. L’esposizione intende scandagliare un importante capitolo di storia dell’arte e, più in generale, un fenomeno culturale ancora poco indagati.

Curata da Chiara Squarcina, Katerina Dellaporta e Andrea Bellieni, l’esposizione mette in luce il ruolo centrale dell’oro dipinto, in quanto filo conduttore tra le vicende storiche, artistiche e diplomatiche che hanno legato Venezia e Creta fino alle soglie dell’Ottocento. L’esposizione è frutto di una cooperazione internazionale, che ha visto coinvolte numerose istituzioni. Tra di esse: la Fondazione MUVE, la Repubblica di Grecia e altri importanti musei e collezioni, anche private, di Grecia, Italia ed Europa.

San Giorgio e il drago, prima metà del XV sec, Tempera grassa e oro su tavola, Per concessione della Fondazione Giancarlo Ligabue, Venezia
San Giorgio e il drago, prima metà del XV sec, tempera grassa e oro su tavola, per concessione della Fondazione Giancarlo Ligabue, Venezia
Battesimo di Cristo, 1566-1567, tempera e olio su tavola, cm 28,5 x 23,5, Heraklion, Museo Storico di Creta, Inv. AIV0111

L’oro dipinto: un viaggio nel tempo sulle orme della scuola veneto-cretese

Il percorso espositivo si articola in sette sezioni cronologiche che illustrano l’evoluzione della pittura nata dall’unione artistica tra Grecia e Venezia.
Si parte dal XV secolo con i primi maestri cretesi come Angelos, Akotantos e Andreas Ritzos, che iniziarono a guardare all’Occidente gotico.
Nel Quattrocento maturo l’influenza del rinascimento veneziano, incarnato dai Bellini e dai Vivarini, cominciò ad essere visibile nelle opere di alcuni artisti, tra cui Ioannis Permeniatis.

A seguire, nel Cinquecento ci fu una vera e propria ibridazione tra la tradizione bizantina e quella occidentale, favorita dalla circolazione di immagini a stampa. I maggiori rappresentanti di tale evoluzione artistica erano i maestri Georgios Klontzas e Michaél Damaskinós, quest’ultimo attivo a Venezia negli anni ’70 e ’80 del XVI secolo. Al centro del racconto si colloca Domínikos Theotokópoulos, noto come El Greco, che da Creta si spostò a Venezia intorno al 1567. La mostra presenta alcune delle sue opere più emblematiche, come la Fuga in Egitto (circa 1570) dal Museo del Prado e il San Pietro (1600-1607) dalla National Gallery di Atene.

Un’ulteriore sezione della mostra è dedicata al periodo delle Guerre di Morea e alla caduta di Candia nel 1669, che costrinse i pittori cretesi a spostarsi verso altre isole venete o direttamente a Venezia.
Infine, il percorso si conclude con un focus tecnico-scientifico sull’icona, realizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – CHNet Cultural Heritage Network. Quest’ultima tappa approfondisce gli aspetti materiali e le tecniche esecutive delle opere esposte.

El Greco: La Fuga in Egitto, 1570, olio su tavola, cm 15,90 x 21,60 x 0,00. Museo Nacional del Prado, Madrid. © Photographic Archive. Museo Nacional del Prado. Madrid

Un quadro storico complesso

Fin dal Medioevo, la comunità greca di Venezia era consistente. Nel 1453 numerosi profughi ellenici giunsero nella città lagunare a causa della caduta di Costantinopoli. Al contempo, Candia (l’odierna Heraklion) divenne il principale centro artistico della tradizione bizantina, ospitando più di cento botteghe di pittori di icone, i cosiddetti “madoneri”, che produssero immagini devozionali popolari. Venezia, definita come una “nuova Bisanzio”, accolse molti di questi artisti e le loro opere, creando un fertile terreno di incontro tra l’aulica tradizione bizantina e il linguaggio figurativo occidentale. A seguito dell’assedio di Candia nel 1669, molti greci furono nuovamente costretti a spostarsi nelle isole di Zante, Corfù o verso la stessa Venezia. Qui, la comunità greca prosperò integrandosi nel tessuto civile e culturale della città, facendo della Scuola (confraternita) e dell’adiacente Chiesa di San Giorgio dei Greci il cuore della propria identità culturale e religiosa.

La mostra L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia si inserisce in questo contesto storico, complesso e ricco di scambi culturali.
La narrazione sottolinea come la migrazione greca verso Venezia abbia consentito di preservare un patrimonio che altrimenti sarebbe andato perso. Al contrario, esso è stato arricchito con la cultura locale e ha consolidato una già preesistente componente ellenica veneziana, identitaria e tutt’oggi viva.

Exhibition view L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia, Palazzo Ducale Venezia
foto di Irene Fanizza

Biografia di Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco

Domínikos Theotokópoulos, noto come El Greco, nacque nel 1541 a Candia (l’odierna Heraklion) sull’isola di Creta, allora parte della Repubblica di Venezia. La sua formazione iniziale avvenne nell’ambito della scuola cretese, cuore della pittura post-bizantina, dove si specializzò nell’arte delle icone, caratterizzata dall’uso dell’oro e da una forte spiritualità di matrice ortodossa.

All’età di 27 anni, El Greco decise di lasciare Creta per recarsi Venezia. Qui, tra il 1567 e il 1570, entrò in contatto diretto con le botteghe dei grandi maestri come Tiziano, Tintoretto, Veronese e Bassano. Grazie a questi incontri, egli assimilò il colore vibrante, la luce atmosferica tipici della scuola veneziana e la composizione dinamica, pur mantenendo la spiritualità e l’impostazione delle icone.
Successivamente, nel 1570 si trasferì a Roma, dove approfondì ulteriormente il confronto con il Rinascimento italiano e il Manierismo, studiando Michelangelo, Correggio e Parmigianino.

La sua esperienza tra Creta e Venezia rappresenta un caso emblematico di ibridazione artistica: El Greco fu il principale artefice di una sintesi tra l’iconografia bizantina e la pittura rinascimentale veneta. In conclusione, le sue opere di questo periodo testimoniano una perfetta integrazione tra oro e luce, tra ieraticità orientale e vitalità occidentale, anticipando una visione europea dell’arte che sarebbe maturata pienamente nella sua successiva stagione spagnola, iniziata nel 1576.

Informazioni utili

Date: dal 30 Aprile 2025 al 29 Settembre 2025
Luogo: Palazzo Ducale – Appartamento del Doge
Indirizzo: San Marco 1, 30124 Venezia
Biglietti: Intero: 13,00 € | Ridotto: 9,00 € per ragazzi da 6 a 14 anni, studenti dai 15 ai 25 anni, over 65, membri ICOM (visita il sito per ulteriori categorie) | Gratuito per bambini dai 0 ai 5 anni, portatori di handicap con accompagnatore, guide autorizzate, Amici dei Musei e Monumenti Veneziani (visita il sito per ulteriori categorie)
Orari: dalla domenica al giovedì 9.00 – 19.00 | venerdì e sabato 9.00 – 23.00
Sito web: Fondazione Musei Civici Venezia
E-mail: prenotazionivenezia@coopculture.it
Telefono: +39 041 2715911

Fonti

MUVE – L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia

di Gaia Giordan


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