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Le Stanze della Fotografia: Mapplethorpe e Galimberti

Allestimento mostra "Robert Mapplethorpe. Le forme del classico". Matteo De Fina
Allestimento mostra “Robert Mapplethorpe. Le forme del classico”. Matteo De Fina

Le Stanze della Fotografia il 10 aprile 2025 hanno inaugurato due mostre: una dedicata a Robert Mapplethorpe e l’altra a Maurizio Galimberti.

Inaugurazione di due mostre

Le Stanze della Fotografia presentano al pubblico due mostre fotografiche nello stesso giorno. Robert Mapplethorpe. Le forme del classico sarà visitabile fino al 6 gennaio 2026, mentre Maurizio Galimberti tra Polaroid/Ready Made e le Lezioni Americane di Italo Calvino sarà aperta al pubblico fino al 10 agosto 2025.

La Fondazione Le Stanze della Fotografia è un’iniziativa di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, realizzata in partnership con Fondazione di Venezia, San Marco Group e Fontana Gruppo, e con il sostegno di Distilleria Nardini, Grafica Veneta, NeoTech.

Robert Mapplethrope, Le forme del classico

Robert Mapplethorpe. Le forme del classico è una mostra curata da Denis Curti, organizzata e promossa da Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, in partnership con la Fondazione di Venezia, San Marco Group, Fontana Gruppo.

Robert Mapplethorpe (New York, 1946 – Boston, 1989) è stato un fotografo controverso e iconico, molto importante nella scena della fotografia internazionale. All’interno della mostra alle Stanze della Fotografia, le opere esposte sono più di 200, tra le quali alcune inedite per l’Italia. Come suggerisce il titolo della mostra, al centro dell’esposizione veneziana c’è la classicità presente nelle opere di Mapplethorpe: i corpi ritratti sono statuari, plastici e belli da sembrare quasi divini. La luce ha un ruolo fondamentale e modella i corpi rendendoli ancora più iconici nella loro perfezione.

Il curatore della mostra Denis Curti esprime il suo pensiero:

«Mapplethorpe usa la fotografia per reinterpretare e rinnovare l’estetica classica, accentuando il dialogo tra il corpo vivo e la scultura ideale. Il confronto evidenzia la sua abilità nel trasporre la perfezione e la grazia della scultura classica nella fotografia contemporanea, attraverso l’attenzione al dettaglio e alla luce, creando un ponte tra passato e presente. Le statue, dominate da una sessualità incompiuta, ci mettono davanti all’importanza della carne nel linguaggio seduttivo. Mapplethorpe ne scioglie le membra marmoree per far emergere una bellezza sensuale che pulsa sotto tonnellate di rigidità, dando loro una nuova vita».

Denis Curti, curatore della mostra
Robert Mapplethorpe, Self Portrait, 1975 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Robert Mapplethorpe, Self Portrait, 1975 © Robert Mapplethorpe Foundation.
Used by permission.
Robert Mapplethorpe, Dennis Speight, 1983 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Robert Mapplethorpe, Dennis Speight, 1983 © Robert Mapplethorpe Foundation.
Used by permission.

Il percorso espositivo

All’interno del percorso espositivo si possono trovare i primi collage dell’artista, ovvero ready-made realizzati unendo disegni originali, ritagli di riviste omoerotiche e objects trouvés. Sono presenti inoltre ritratti, per esempio a Patti Smith, alcuni autoritratti e diversi nudi maschili che glorificano il corpo nella sua perfezione classica. Infine, grazie alla Fondazione Mapplethorpe, sono presenti oggetti vintage come due audiocassette di Patti Smith, un disco 45 giri, riviste, lettere, manifesti e molto altro. All’interno di Robert Mapplethorpe. Le forme del classico sono presenti anche due cortometraggi diretti da Robert Mapplethorpe: Still Moving: Patti Smith (1978) e Lady con Lisa Lyon (1984).

Allestimento mostra "Robert Mapplethorpe. Le forme del classico". Matteo De Fina
Allestimento mostra “Robert Mapplethorpe. Le forme del classico”. Matteo De Fina

La trilogia su Mapplethorpe (Venezia, Milano, Roma)

Robert Mapplethorpe. Le forme del classico è la prima rassegna sull’artista statunitense a Venezia dopo 33 anni ed è anche il primo appuntamento di tre. La ricerca e presentazione dell’artista si completerà nel 2026 con una mostra a Palazzo Reale a Milano: Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio, e con una al Museo dell’Ara Pacis, a Roma: Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza.

Il presidente della Fondazione Robert Mapplethorpe, Michael Ward Stout, ha dichiarato:

«La Fondazione Robert Mapplethorpe è entusiasta di collaborare con Marsilio Arte, Denis Curti e i suoi colleghi alle prossime rassegne dedicate a Mapplethorpe, che saranno splendidamente presentate all’interno di prestigiose sedi ed istituzioni. L’accurata curatela di Denis Curti offrirà ai visitatori un’esperienza unica, differenziando l’approccio per ciascuna delle tre sedi e sottolineando le diverse sfaccettature dell’opera di Mapplethorpe. Al di là di alcuni punti in comune, ciascuna mostra adotterà un taglio specifico rispetto alle opere dell’artista. Venezia non ospita una completa antologica di Mapplethorpe dal 1992, quando l’iconica retrospettiva internazionale curata da Germano Celant fu presentata a Palazzo Fortuny. Attendiamo con impazienza il ritorno di Mapplethorpe a Venezia dopo 33 anni, così come le rassegne previste per Roma e Milano».

Michael Ward Stout, presidente Fondazione Robert Mapplethorpe
Robert Mapplethorpe, Isabella Rossellini, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Robert Mapplethorpe, Isabella Rossellini, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation.
Used by permission.
Robert Mapplethorpe, Patti Smith, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Robert Mapplethorpe, Patti Smith, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation.
Used by permission.

Maurizio Galimberti tra Polaroid/Ready Made e le Lezioni Americane di Italo Calvino

Al primo piano delle Stanze della Fotografia è possibile visitare la mostra di Maurizio Galimberti, anche questa curata da Denis Curti e organizzata e promossa da Marsilio Arte e da Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con la Fondazione di Venezia, San Marco Group, Fontana Gruppo e Fondazione Ferrarelle. L’esposizione si struttura in sei sezioni: Cenacolo, Storia, Sport, Ritratti, Taylor Swift e Luoghi, attraverso le quali l’artista porta la sua arte nelle sue diverse sfumature.

Maurizio Galimberti espone all’interno della mostra alcuni tra i suoi più celebri mosaici di polaroid che vedono protagoniste celebrità come Michael Jordan, Sting, Johnny Depp e Taylor Swift. I mosaici fotografici di Polaroid, la sua forma d’arte più conosciuta, nascono dall’utilizzo quasi esclusivo della Polaroid con la quale riesce a lavorare in maniera rapida ed efficace. Galimberti, infatti, manipola le immagini facendo delle pressioni con penne o bastoncini di legno oppure creando composizioni nelle quali ogni scatto forma un tassello dell’immagine finale.

Sting, lastra Polaroid, 2006, 70x82cm. By Maurizio Galimberti/Gigi Eliotecnica
Sting, lastra Polaroid, 2006, 70x82cm. By Maurizio Galimberti/Gigi
Eliotecnica
Isabella Rossellini, lastra Polaroid, 2003, 50x60cm. By Maurizio Galimberti/ Photomovie
Isabella Rossellini, lastra Polaroid, 2003, 50x60cm. By Maurizio Galimberti/ Photomovie

La visione della realtà di Galimberti

La frammentazione della realtà nelle opere di Galimberti è evidente nella scomposizione dell’immagine, che viene poi ricreata attraverso l’accostamento delle fotografie. Questo gioco di visioni creato dall’artista permette una molteplice lettura e interpretazione delle sue opere d’arte.

Denis Curti, il curatore della mostra, afferma:

«i suoi lavori non mirano a riprodurre fedelmente la realtà, ma sono l’esito di un’indagine del visibile, un’operazione di scomposizione del mondo che trova nella fotografia lo strumento ideale. Galimberti ha come fonte di ispirazione i collage fotografici di David Hockney e nella sua ricerca e guidato da modelli illustri, come le opere futuriste di Umberto Boccioni o il Nudo che scende le scale n. 2 di Marcel Duchamp, a sua volta ispirato dalla scomposizione del movimento di Etienne-Jules Marey».

(D. Curti, Capire la fotografia contemporanea, Marsilio 2020)
Michael Jordan, lastra Polaroid, 2019, 154x85cm. By Maurizio Galimberti/Luchi Collection
Michael Jordan, lastra Polaroid, 2019, 154x85cm. By Maurizio Galimberti/Luchi Collection

INFORMAZIONI UTILI

DATE: Robert Mapplethorpe. Le forme del classico dal 10 aprile 2025 al 6 gennaio 2026 – Maurizio Galimberti tra Polaroid/Ready Made e le Lezioni Americane di Italo Calvino dal 10 aprile al 10 agosto 2025.

LUOGO: Le Stanze della Fotografia Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore. Vaporetto: fermata San Giorgio, linea 2

BIGLIETTI: Intero: 14€ | Ridotto: 12€ | Ridotto speciale: 9€

ORARI: Aperto tutti i giorni dalle ore 11:00 alle 19:00 | mercoledì chiuso

APERTURA STRAORDINARIA: 7 maggio

SITO WEB: Le Stanze della Fotografia – Venezia

EMAIL: lestanzedellafotografia@gmail.com

TELEFONO: +39 041 2412330

Fonti

Le Stanze della Fotografia – Maurizio Galimberti

Le Stanze della Fotografia – Robert Mapplethorpe

di Alice Uberti

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