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Thomas Shütte e Tatiana Trouvé a Venezia

Thomas Schütte, Mann im Wind II, 2018, Pinault Collection; Mann im Wind I, 2018, Pinault Collection; Mann im Wind III, 2018, Pinault Collection; DEKA Fahnen, 1989, Courtesy the artist and Peter Freeman, Inc., New York/Paris. Installation view, “Thomas Schütte. Genealogies”, 2025, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi - Pinault Collection © Thomas Schütte, by SIAE 2025
Thomas Schütte, Mann im Wind II, 2018, Pinault Collection; Mann im Wind I, 2018, Pinault Collection; Mann im Wind III, 2018, Pinault Collection; DEKA Fahnen, 1989, Courtesy the artist and Peter Freeman, Inc., New York/Paris. Installation view, “Thomas Schütte. Genealogies”, 2025, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi – Pinault Collection © Thomas Schütte, by SIAE 2025

La Pinault Collection presenta a Venezia due mostre, una dedicata a Thomas Shütte e l’altra a Tatiana Trouvé, entrambe inaugurate il 6 aprile 2025.

Due mostre in simultanea

Pinault Collection porta a Venezia due mostre dedicate ad artisti internazionali, inaugurate lo stesso giorno. Thomas Shütte. Genealogies sarà in mostra a Punta della Dogana fino al 23 novembre 2025 e La strana vita delle cose di Tatiana Trouvé sarà visitabile a Palazzo Grassi fino al 4 gennaio 2026.

Provenienti da contesti differenti e approcciandosi a tematiche diverse, i due artisti condividono tra loro alcuni aspetti. Ad esempio, entrambi nell’arco della propria carriera hanno sviluppato dei filoni tematici, rielaborando di continuo i soggetti attraverso la sperimentazione di tecniche e materiali estremamente eterogenei.
Sia Thomas Shütte che Tatiana Trouvé hanno collaborato attivamente con i curatori per creare dei percorsi in cui le proprie opere si pongano in dialogo con il contesto circostante. In entrambe le mostre, i confini e le etichette sfumano, restituendo al visitatore un’ampia panoramica che cattura l’essenza di entrambi gli artisti.

Tatiana Trouvé​, The Residents, 2021-25, Collection of the artist, courtesy Gagosian; The Guardian 2019, Pinault Collection © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection
Tatiana Trouvé​, The Residents, 2021-25, Collection of the artist, courtesy Gagosian; The Guardian 2019, Pinault Collection © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection

Un viaggio nella produzione di Thomas Schütte

Punta della Dogana ospita la prima grande mostra in Italia dell’artista tedesco Thomas Schütte (1954, Oldenburg), a cura di Camille Morineau, conservatrice e curatrice indipendente e di Jean-Marie Gallais, curatore presso la Pinault Collection.

La mostra Thomas Schütte. Geneaologies esplora i soggetti, i temi e la simbologia ricorrenti nella produzione dell’artista, dagli anni Settanta a oggi. La collezione della Pinault Collection comprende quasi cinquanta sculture di Schütte, esposte in questa occasione assieme ad altre opere concesse in prestito dall’artista. Un centinaio di opere su carta, molte delle quali inedite, consentono al pubblico di conoscere una parte più intima di Schütte e del suo operato. Il percorso si sviluppa tra il piano terra e il primo piano dell’edificio, in diciannove sale. Esse restituiscono lo sguardo critico, inquieto e allo stesso tempo ironico dell’artista sull’essere umano, che si esprime perlopiù attraverso figure deformi e contraddittorie.

Il percorso espositivo mette in evidenza l’equilibrio tra diversità e coerenza che attraversa tutta la produzione dell’artista, evidenziando come la figura umana sia sempre stata al centro delle riflessioni di Schütte. L’artista ha affrontato ripetutamente gli stessi temi, variandoli sistematicamente nei materiali, nelle tecniche e nelle forme. Fin dai suoi esordi, il suo lavoro ha seguito precise linee tematiche creando vere e proprie genealogie artistiche, ora tracciate attraverso le sale di Punta della Dogana.

You 24, 2018, Murano glass, Total dimensions: 139 × 60 × 40 cm / Element (sculpture): 19 ×45 ×26 cm / Element (steelbase): 120 ×60 ×40 cm, Pinault Collection, Courtesy the artist and Frith Street Gallery, London, Photo credit: Ben Westoby, © Thomas Schütte, by SIAE 2024
You 24, 2018, Murano glass, Total dimensions: 139 × 60 × 40 cm / Element (sculpture): 19 ×45 ×26 cm / Element (steelbase): 120 ×60 ×40 cm, Pinault Collection, Courtesy the artist and Frith Street Gallery, London, Photo credit: Ben Westoby, © Thomas Schütte, by SIAE 2024

Genealogies a Punta della Dogana

In mostra, le opere di Thomas Schütte sono disposte secondo un criterio tematico. La narrazione si sviluppa attraverso il confronto tra sculture, disegni, acquerelli, fotografie e modelli architettonici, senza tenere conto di alcuna distinzioni disciplinare.

Le prime sale introducono temi centrali della poetica di Schütte. Ad esempio, nella prima sala si incontrano le figure della serie Mann im Wind (2018) che, intrappolate nel basamento, rappresentano la metafora dell’insuccesso e della perseveranza. Esse sono incorniciate dalle bandiere DEKA Fahnen, instaurando un dialogo tra opere tridimensionali e bidimensionali che sarà una costante anche nelle sale a seguire. Altre sculture esemplificative sono le Eierköpfe, teste d’uovo in ceramica che riducono il volto all’essenziale, giocando tra astrazione e figurazione. La mostra prosegue con l’esplorazione dei volti maschili, da cui emerge la fascinazione di Schütte per la matericità e la dualità. Queste figure, tratte dalla cultura popolare, assumono l’aspetto di esseri mostruosi, come nell’opera The Good and the Bad.

Giungendo al secondo piano, la sala 11 è dominata dagli inquietanti e mostruosi Efficiency Men (2005), i quali fungono da commento pungente sulle forze che governano il mondo. Successivamente, un gruppo di acquerelli del 2022 realizzati durante un ricovero ospedaliero offre uno sguardo intimo sulla produzione dell’artista. Quasi in conclusione del percorso, la sala 18 ospita la proiezione del documentario “Thomas Schütte. Ich bin nicht allein” di Corinna Belz (2023).

Efficiency Men, 2005, Installation view at Punta della Dogana, 2011, Steel and silicon
3 figures: 230 x 55 x 120 cm (pink); 230 x 55 x 110 cm (green); 230 x 55 x 119 cm (yellow),© Palazzo Grassi, photo: Fulvio Orsenigo, © Thomas Schütte, by SIAE 2024
Efficiency Men, 2005, Installation view at Punta della Dogana, 2011, Steel and silicon
3 figures: 230 x 55 x 120 cm (pink); 230 x 55 x 110 cm (green); 230 x 55 x 119 cm (yellow),© Palazzo Grassi, photo: Fulvio Orsenigo, © Thomas Schütte, by SIAE 2024

Uno sguardo critico e ironico sul mondo: l’arte di Thomas Schütte

Thomas Schütte si distingue nel panorama contemporaneo per la sua capacità di esplorare temi esistenziali, politici e sociali, spesso collocandosi al confine tra tradizione e modernità. Le sue opere fondono riferimenti alla storia dell’arte, alla scenografia teatrale e alla cultura popolare, creando un immaginario ricco e stratificato. Le sue figure sono frutto di un equilibrio tra figurazione e astrazione, tra materiali tradizionali e innovativi, introducendo espedienti creativi che animano i soggetti. Semplificare il reale per intensificare l’emozione è una pratica distintiva dell’artista, che crea soggetti contraddittori volti a riflettere complessità della natura umana.

Serietà e fantasia, umorismo e profondità psicologica convivono nelle sue opere, suscitando nell’osservatore una serie di emozioni contrastanti. Il senso dell’umorismo è sempre presente, anche nei suoi disegni più cupi. Attraverso l’utilizzo di diverse tecniche di smaltatura e cottura, l’artista varia le superfici, i colori, nonché la matericità e la consistenza delle sue opere, accogliendo in esse anche casualità e imprevisti. Le sue sculture sono mutevoli, cambiano aspetto in base al punto di vista assunto dall’osservatore e alle condizioni di luce presenti all’interno della stanza, instaurando un dialogo attivo con il contesto circostante.

La mostra allestita a Punta della Dogana mette in luce e valorizza tutte queste peculiarità dell’arte di Thomas Schütte.

Thomas Schütte​, Mutter Erde, 2024, Pinault Collection. Installation view, “Thomas Schütte. Genealogies”, 2025, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Matteo De Fina © Palazzo Grassi - Pinault Collection © Thomas Schütte, by SIAE 2025
Thomas Schütte​, Mutter Erde, 2024, Pinault Collection. Installation view, “Thomas Schütte. Genealogies”, 2025, Punta della Dogana, Venezia. Ph. Matteo De Fina © Palazzo Grassi – Pinault Collection © Thomas Schütte, by SIAE 2025
Glaskopf A, Nr. 10, 2013, Model alexandrite Murano glass on the artist's steel base, Element (head): 41.1 x 31.1 x 23 cm, 15 kg / Element (pedestal): 120 x 45 cm
Pinault Collection, Courtesy the artist and Peter Freeman, Inc. New York / Paris, Photo: Francesco Allegretto © Thomas Schütte, by SIAE 2024
Glaskopf A, Nr. 10, 2013, Model alexandrite Murano glass on the artist’s steel base, Element (head): 41.1 x 31.1 x 23 cm, 15 kg / Element (pedestal): 120 x 45 cm
Pinault Collection, Courtesy the artist and Peter Freeman, Inc. New York / Paris, Photo: Francesco Allegretto © Thomas Schütte, by SIAE 2024

La strana vita delle cose

Dal 6 aprile 2025 al 4 gennaio 2026, presso Palazzo Grassi a Venezia sarà visitabile Tatiana Trouvé. La strana vita delle cose, la prima grande mostra monografica italiana dedicata all’artista franco-italiana. L’esposizione offre una panoramica completa dell’universo creativo ti Tatiana Trouvé, curata da Caroline Bourgeois, conservatrice capo della Pinault Collection e da James Lingwood, curatore indipendente.

Una peculiarità dell’artista è trasformare costantemente il proprio lavoro nel tempo, in accordo con gli ambienti ospitanti. Tatiana Trouvé vuole far emergere il mondo interiore delle cose, che appare di volta in volta diverso in base a spazio, luce, aria e spirito del contesto in cui esse si inseriscono. I suoi cicli si evolvono man mano che le opere vengono esposte in luoghi diversi, perché si impastano con essi, mutando e riconfigurandosi in qualcosa di nuovo. All’interno delle sale espositive di Palazzo Grassi, le opere si fondono in un unicum che potremmo definire “intermondo“, dove non c’è alcuna distinzione tra discipline, materiali, dimensioni e tempi.

Il mondo delle voci, from the series Les dessouvenus, 2022, Black pencil, bleach and copper on paper mounted on canvas, H 260 x 400 x 5 cm, Pinault Collection, Courtesy the artist and Gagosian, Photo credit: Florian Kleinefenn, © Tatiana Trouvé, by SIAE 2024
Il mondo delle voci, from the series Les dessouvenus, 2022, Black pencil, bleach and copper on paper mounted on canvas, H 260 x 400 x 5 cm, Pinault Collection, Courtesy the artist and Gagosian, Photo credit: Florian Kleinefenn, © Tatiana Trouvé, by SIAE 2024

“Intermondi” a Palazzo Grassi

L’allestimento trasforma gli spazi di Palazzo Grassi in un vasto labirinto di ambienti fisici e immaginari. Qui, sculture e disegni si intrecciano per creare mondi in cui ricordi, sogni e immaginazione convergono. Un nucleo significativo delle opere proviene dalla collezione della Pinault Collection, mentre altre sono state realizzate appositamente per il contesto veneziano. Inoltre, la mostra presenta più di 70 opere su carta mai esposte prima.
Il percorso si svolge sui tre piani dell’edificio e si apre con una grande installazione site-specific intitolata Hors-sol, concepita per l’atrio del palazzo.

Successivamente, la mostra si snoda in una trentina di sale, dove sono esposti alcuni dei lavori più significativi di Tatiana Trouvé. La serie The Guardians consente di comprendere l’approccio dell’artista a materiali e oggetti quotidiani. In queste opere c’è sempre una sedia, una panchina e alcuni oggetti personali: vestiti, scarpe, coperte, cuscini, valigie, libri e ricordi. Ad integrare questo repertorio ricorrente, vi sono anche parti scolpite in diverse pietre, tra cui il marmo, l’onice e la sodalite, nonché oggetti fusi in bronzo e ottone.

Ugualmente esemplificativa è la serie Notes on scuplture, che consiste nella combinazione di diversi oggetti provenienti dallo studio dell’artista. Tatiana Trouvé trasforma l’effimero in permanente attraverso la fusione e la scultura in marmo. Al secondo piano, il visitatore si imbatte nei disegni della serie Intranquillity e in quelli di grandi dimensioni della serie Les Dessouvenus, molti dei quali richiamano le opere scultoree esposte al primo piano, dialogando con esse.

Tatiana Trouvé​, Notes on Sculpture, March 22nd, Water City, 2025, Collection of the artist, courtesy Gagosian © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection
Notes on Sculpture, March 22nd, Water City, 2025, Collection of the artist, courtesy Gagosian © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection

Un ecosistema completamente aperto: l’arte di Tatiana Trouvé

Le opere di Tatiana Trouvé creano ponti tra dimensioni reali e mentali, mettendo in atto un dialogo costante tra un passato pre-umano, un presente instabile e un ipotetico futuro. Alcune sculture e disegni recenti portano i segni di eventi drammatici, come le rivolte civili avvenute vicino al suo studio a Montreuil nel 2023 o il trauma collettivo della pandemia del 2020. Durante il lockdown, l’artista ha disegnato su prime pagine di giornali internazionali, trasformando cronache quotidiane in opere d’arte. Trouvé attinge anche a culture lontane e strumenti di conoscenza alternativi, come mappe nautiche e astronomiche, creando un repertorio simbolico che arricchisce il suo linguaggio visivo.

Il lavoro dell’artista è caratterizzato da un’ampia varietà di materiali utilizzati, tra cui bronzo, marmo, asfalto, canapa, vetri e specchi. Inoltre, la sua produzione si distingue per un vasto repertorio tecnico, che comprende: fusione, colata, scoloritura, disegno, intaglio e infilatura. Attingendo a tutto ciò, Trouvé dà vita a oggetti quotidiani, trasformandoli in sculture. Valigie, scarpe, lucchetti e chiavi diventano frammenti di mondi alternativi, che si ripresentano nell’arco del percorso costantemente riconfigurati. Il disegno non è secondario, occupa un posto centrale nella produzione e nella pratica quotidiana di Tatiana Trouvé, ponendosi sullo stesso livello delle opere tridimensionali.

[…] tutti gli elementi che compongono questi mondi si collegano l’uno all’altro attraverso affinità, echi, reminiscenze, e questi collegamenti tracciano la mappa di un vagabondaggio condiviso, senza origine né fine, in un ecosistema completamente aperto.

Tatiana Trouvé, Dreaming. Montreuil. 12.03.2020 in Récits, rêves et autres histoires, Éditions de l’École nationale supérieure des beaux-arts (ENSBA), Paris 2023, p. 155.
The Great Atlas of Disorientation, 2017; Untitled 2017-2025; Somewhere in the Solar System, 2017; Untitled 2021; 2021; 2021, Collection of the artist © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection
The Great Atlas of Disorientation, 2017; Untitled 2017-2025; Somewhere in the Solar System, 2017; Untitled 2021; 2021; 2021, Collection of the artist © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection

Programma culturale della mostra La strana vita delle cose

Il programma di eventi dedicato alla mostra La strana vita delle cose ha inaugurato domenica 6 aprile, con un’improvvisazione del musicista e compositore australiano Warren Ellis nell’atrio di Palazzo Grassi.

Sabato 12 aprile è previsto il secondo appuntamento, che consiste in un laboratorio creativo a cura dello studio grafico studio òbelo, che ha concepito la guida-gioco della mostra.

Giovedì 17 aprile si terrà un altro concerto sul palco del Teatrino, che vedrà esibirsi gli autori della composizione Denebola, scritta appositamente per la mostra La strana vita delle cose. Teho Teardo e Blixa Bargeld si esibiranno in omaggio a Tatiana Trouvé, insieme al quartetto Ex Novo ensemble.

A conclusione del programma di eventi, venerdì 16 maggio è prevista un’Art Conversation in cui l’artista Tatiana Trouvé incontrerà il pubblico del Teatrino, insieme ai curatori Caroline Bourgeois e James Lingwood.

IL CUORE DELLA MOSTRA

INFORMAZIONI UTILI

Date: Thomas Shutte. Genealogies dal 6 aprile al 23 novembre 2025 – Tatiana Trouvè. La strana vita delle cose dal 6 aprile al 4 gennaio 2026
Luogo: Punta della Dogana – Palazzo Grassi, Venezia
Indirizzo: Dorsoduro, 2, 30123 – Campo San Samuele, 3231, 30124
Biglietti: Intero: €18 – Ridotto: €15 | Biglietto 20-26 anni: €7 | Gratuito per i Members Pinault Collection, per i visitatori fino ai 19 anni | Gratuito per i residenti nella Città metropolitana di Venezia e gli studenti degli atenei veneziani: tutti i mercoledì, il primo giorno e l’ultimo giorno di apertura delle mostre.
Orari: lunedì e dal mercoledì alla domenica 10:00 – 19:00 | martedì chiuso
Sito web: Pinault Collection, Palazzo Grassi – Punta della Dogana
E-mail: visite@palazzograssi.it
Telefono: +39 041 2401 308

Fonti

Pinault Collection, Palazzo Grassi – Punta della Dogana – Thomas Shütte. Genealogies

Pinault Collection, Palazzo Grassi – Punta della Dogana – Tatiana Trouvé. La strana vita delle cose

di Gaia Giordan

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