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Joel Meyerowitz apre il Brescia Photo Festival 2025

©Joel Meyerowitz, New York City, West 46th Street and Broadway, 1976
©Joel Meyerowitz, New York City, West 46th Street and Broadway, 1976

Il Brescia Photo Festival si terrà dal 25 marzo al 7 settembre 2025, aprendo con la mostra dedicata a JOEL MEYEROWITZ presso il Museo di Santa Giulia.

Brescia Photo Festival, VIII edizione: ARCHIVI

La manifestazione Brescia Photo Festival è promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana. L’ottava edizione è a cura di Renato Corsini e si sviluppa attorno al tema degli Archivi, luoghi che raccontano la fotografia e la sua evoluzione conservandone le testimonianze.

Un programma di esposizioni dedicate a grandi nomi della fotografia, sia italiana che internazionale, e una rassegna cinematografica si svolgeranno in diversi periodi e sedi: il Museo di Santa Giulia, la sede della Cavallerizza e il Cinema Nuovo Eden. L’appuntamento più atteso che inaugura il Brescia Photo Festival di quest’anno è la mostra JOEL MEYEROWITZ, A Sense of Wonder, Fotografie 1962-2022 , che sarà visitabile dal 25 marzo al 24 agosto 2025 presso il Museo di Santa Giulia.

©Joel Meyerowitz, New York City,1975
©Joel Meyerowitz, New York City, 1975

A sense of wonder: il filo conduttore della carriera di Joel Meyerowitz

Il Museo di Santa Giulia a Brescia dedica un’ampia retrospettiva al fotografo contemporaneo Joel Meyerowitz (New York, 1938) in Joel Meyerowitz, A Sense of Wonder, Fotografie 1962-2022. L’esposizione ripercorre sei decenni di carriera dell’artista, dagli anni Sessanta ai giorni nostri.

A cura di Denis Curti e allestita in collaborazione con il Joel Meyerowitz Photography Archive di New York, la presente mostra è la prima vera antologica dedicata al fotografo in Italia e si compone di oltre novanta immagini, suddivise in capitoli tematici. La rassegna bresciana fornisce una panoramica dell’evoluzione degli scatti di Meyerowitz con cui rivoluzionò la Street Photography e al contempo, traccia il filo conduttore di tutta la sua produzione. La mostra si inserisce nel progetto Americana. Un’antologia per immagini, trilogia espositiva a cura di Denis Curti, che proseguirà nei prossimi anni con una retrospettiva su Bruce Gilden e con una mostra dedicata alle foto di Francesco Jodice negli Stati Uniti.

©Joel Meyerowitz, New York City, 1974
©Joel Meyerowitz, New York City, 1974

Un viaggio nella produzione di Joel Meyerowitz

La mostra Joel Meyerowitz, A Sense of Wonder, Fotografie 1962-2022 inizia con gli scatti degli anni Sessanta, periodo in cui il giovane Meyerowitz si affermò come uno dei fotografi d’avanguardia più interessanti di New York. Tra le immagini più significative, vi sono quelle realizzate durante la Guerra del Vietnam, nel 1967. Le sue foto non sono ambientate sui campi di battaglia, bensì per le strade degli Stati Uniti d’America. Meyerowitz condusse una riflessione del tutto personale sulla tematica bellica attraverso il punto di vista degli americani, mostrando come vivessero quel particolare periodo storico. Egli documentò l’identità sfaccettata del paese in un momento di crisi, caratterizzato perlopiù da un’inconsapevole cancellazione di quella guerra che stava accadendo in un luogo lontano. Immortalò la vita quotidiana in città, le mode dell’epoca, le luci e le insegne colorate che costellavano il paesaggio urbano.

Una delle sezioni della mostra mette in luce un ulteriore interesse del fotografo, emerso durante gli anni Ottanta. Meyerowitz indirizzò il proprio sguardo alla natura, realizzando immagini caratterizzate dalla presenza di spazi aperti, di colori più tenui, di composizioni meno articolate.
Sono emblematiche le immagini raffiguranti Cape Code nel Massachusetts, in cui il respiro è ampio e lo sguardo spazia sulla costa, dove mare e cielo si fondono. Nello stesso periodo realizzò anche delle fotografie di still life, composizioni realizzate in studio caratterizzate da un forte potere evocativo.

©Joel Meyerowitz, New York City, 1978
©Joel Meyerowitz, New York City, 1978

Gli anni Duemila

Proseguendo il percorso, si possono ammirare alcuni scatti iconici realizzati dal fotografo, che fungono da documentazione del World Trade Center dopo gli attacchi terroristici alle Torre Gemelle dell’11 settembre 2001. Egli fu l’unico a ottenere il permesso di fotografare il sito, immortalando un momento storico di importanza mondiale. Iniziò a scattare a soli dieci giorni di distanza dal tragico evento, stando a stretto contatto con vigili del fuoco e soccorritori, ritraendoli a lavoro. Egli si assicurò di consegnare alla storia quel vuoto fatto di macerie, cogliendolo in momenti del giorno, condizioni atmosferiche e di luce sempre diversi.

Come sezione a sè stante, vi è un focus composto da 365 autoscatti inediti in Italia, realizzati durante il Lockdown nel 2020. Il fotografo si è documentato tutti i giorni per un anno. Come lui stesso ha dichiarato, si tratta della prima serie mirata e intenzionale di autoscatti, pensata come un progetto spontaneo e in divenire. L’intento di Meyerowitz, oggi ultraottantenne, è affrontare con leggerezza, quasi con gioco, lo scorrere del tempo che ha plasmato il suo viso, accettandolo anche per mezzo della pratica fotografica. Guardando se stesso attraverso l’obiettivo, Meyerowitz ribadisce ancora una volta la propria concezione intima del mezzo fotografico, che indaga in modo autentico qualsiasi aspetto del reale.

©Joel Meyerowitz, View of the Site from the World Financial Center, Looking East, New York City, 2001
©Joel Meyerowitz, View of the Site from the World Financial Center, Looking East, New York City, 2001

La rivoluzione della Street Photography

Joel Meyerowitz (New York, 6 marzo 1938) lavorava come art director in un’agenzia pubblicitaria, quando nel 1962 decise di andare per le strade di New York a fotografare la vita di tutti i giorni. I suoi riferimenti erano Henri Cartier-Bresson e Eugène Atget, ma si ispirò anche alla fotografia del contemporaneo Robert Frank.
Meyerowitz spiccò tra i fotografi a lui coevi, distinguendosi prevalentemente per l’utilizzo dei colori, l’autenticità dei suoi scatti e la vicinanza ai propri soggetti.

Nel corso della sua carriera, Joel Meyerowitz ha realizzato immagini fotografiche estremamente varie; nonostante ciò, un filo conduttore le unisce, ossia l’approccio del fotografo alla realtà. Egli da sempre si immerge e si immedesima totalmente in ciò che vede, restituendolo con spontaneità attraverso l’obiettivo. Meyerowitz instaura un rapporto intimo con i suoi soggetti, accogliendo nelle inquadrature la casualità, la simultaneità e la complessità del mondo contemporaneo. Non costruisce le sue immagini: le composizioni prendono naturalmente forma davanti ai suoi occhi e lui le fissa rendendole testimonianza.
Joel Meyerowitz fu un pioniere della fotografia a colori, considerata poco seria e troppo commerciale fino alla metà degli anni Sessanta. Egli sosteneva che la ricchezza della realtà fosse restituibile proprio attraverso l’impiego dei colori, in quanto portatori di significati e fondamentali chiavi di lettura. Con la sua intuizione, Meyerowitz rivoluzionò la Street Photography, influenzando le generazioni a venire.

©Joel Meyerowitz, New York City, 1975
©Joel Meyerowitz, New York City, 1975

Gli altri eventi del Brescia Photo Festival 2025

Il programma del Brescia Photo Festival si svolgerà anche nella nuova sede della Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, dove si terranno quattro mostre in due periodi differenti. Dal 12 aprile all’8 giugno 2025 saranno visitabili le rassegne di Giorgio Lotti e Maria Vittoria Backhaus.

La mostra Giorgio Lotti. Fotografo di un’EPOCA, curata da Renato Corsini e Laura Tenti, ripercorre la carriera di uno dei maggiori esponenti del fotogiornalismo italiano, grazie alla sua lunga collaborazione con le riviste “Epoca”, “Paris Match” e “Stern”. La rassegna consiste in un centinaio di fotografie, sia in bianco e nero che a colori e si articola in una decina di sezioni che attraversano l’intera attività di Lotti. Il visitatore potrà ammirare scatti iconici realizzati durante i funerali di Padre Pio e di Berlinguer, ritratti di attori e scrittori, foto che immortalano fenomeni contemporanei quali immigrazione e inquinamento.

A cura di Margherita Magnino e Carolina Zani, la mostra dedicata a Maria Vittoria Backhaus passa in rassegna la carriera di una delle pioniere della fotografia al femminile. Il percorso conta un centinaio di fotografie e parte dagli inizi dell’artista nel mondo dell’editoria, nel quale collaborò con importanti testate come “Tempo Illustrato”, “ABC” e “Il Mondo”. Successivamente, il suo interesse virò verso lo still life e la fotografia di moda, ambito in cui andò definendosi il suo inconfondibile stile, caratterizzato da raffinatezza, ironia e creatività rivoluzionaria.

Maria Vittoria Backhaus, campagna stampa moda in studio, Milano, 1978
Maria Vittoria Backhaus, campagna stampa moda in studio, Milano, 1978
A seguire

Sempre presso la sede delle Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, dal 13 giugno al 7 settembre 2025 si terranno le mostre dedicate a Tinto Brass, raccontato da Gianfranco Salis e a Sandy Skoglund.

La mostra Tanto di Tinto. L’eros di Tinto Brass nelle fotografie di Gianfranco Salis, curata da Renato Corsini e Caterina Varzi, racconta di uno dei protagonisti del cinema italiano attraverso lo sguardo del fotografo Gianfranco Salis. Quest’ultimo collaborò con numerosi produttori, registi e attori per documentare le fasi di lavorazione dei film, realizzando anche ritratti di molti personaggi del mondo dello spettacolo. In particolare, Salis collaborò assiduamente con Tinto Brass, il cui percorso artistico verrà narrato nella presente mostra, anche attraverso foto inedite di backstage.

In contemporanea, si terrà una mostra dal titolo Nel paese delle meraviglie, organizzata in collaborazione con Paci contemporary Gallery. La rassegna raccoglierà circa settanta opere di medio e grande formato della fotografa Sandy Skoglund. Le immagini da lei create nascono dall’unione tra realtà e finzione e costituiscono dei veri e propri mondi, dal carattere surreale e onirico. Le scenografie per le sue composizioni da sogno richiedono mesi di lavoro, dal momento in cui è la stessa fotografa a realizzare tutti gli elementi di scena che popolano le sue inquadrature. Il risultato, sono immagini dense, stravaganti nei soggetti e nei colori, in grado di assorbire l’osservatore nella loro dimensione.

Sandy Skoglund, Gathering Paradise, 1991, courtesy of PaciArte contemporary
Sandy Skoglund, Gathering Paradise, 1991, courtesy of PaciArte contemporary

La rassegna cinematografica e la biblioteca “Antonio Amaduzzi”

Fondazione Brescia Musei presenta una rassegna cinematografica presso il Cinema Nuovo Eden, che esplora temi legati alla fotografia, all’identità e alla memoria attraverso il linguaggio del cinema d’autore. La programmazione include quattro documentari che offrono prospettive e sensibilità diverse.
Si apre martedì 25 marzo con Two Strangers Trying Not to Kill Each Other, diretto da Manon Ouimet e Jacob Perlmutter; si tratta di un’intima riflessione sul rapporto tra Joel Meyerowitz e la moglie Maggie Barrett. A seguire, mercoledì 9 aprile Guido Harari – Sguardi Randagi di Daniele Cini, che ripercorre la carriera di uno dei più grandi fotografi italiani. Mercoledì 23 aprile sarà la volta de Il Complotto di Tirana di Manfredi Lucibello, con protagonisti come Oliviero Toscani. Infine, la rassegna si conclude mercoledì 7 maggio con I Am Martin Parr di Lee Shulman, ritratto del celebre fotografo britannico.

Oltre alle iniziative già presentate, in occasione del Brescia Photo Festival inaugurerà la biblioteca «Antonio Amaduzzi», dedicata all’editoria fotografica, nella nuova sede restaurata della Cavallerizza. Sarà resa accessibile al pubblico proprio dal 12 aprile 2025. Essa contiene oltre tremila volumi, alcuni ormai introvabili, dedicati alla storia e ai protagonisti della fotografia internazionale, a partire dal 1950 fino ad oggi.

Informazioni utili:

Date: dal 25 marzo al 7 settembre 2025
Luogo: Museo di Santa Giulia | Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana | Museo Nuovo Eden
Indirizzo: via Musei 55 – 25121 Brescia | via Fratelli Cairoli 9, 25122 – Brescia | Via Nino Bixio, 9 – 25122 Brescia
Biglietti: Museo di Santa Giulia: Intero €12,00 | Over 65, Convenzioni, Gruppi €10,00 | Under 26 €8,00
Orari: Museo di Santa Giulia: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 10:00 – 18:00; dal 1 giugno 10:00 – 19:00 | lunedì chiuso;
Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana: martedì – domenica 15:00 -19:00
Sito web: Fondazione Brescia Musei
E-mail: cup@bresciamusei.com
Telefono: +39 030 8174200

Fonti:

Fondazione Brescia Musei

Il Giornale dell’arte

Joel Meyerowitz

Joel Meyerowitz – Instagram

di Gaia Giordan

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