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A KIND OF LANGUAGE all’Osservatorio Prada

Storyboard realizzati da Pablo Buratti per “A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, 2024
Storyboard realizzati da Pablo Buratti per “A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, 2024

Dal 30 gennaio all’8 settembre 2025, Osservatorio Fondazione Prada ospiterà la mostra A kind of language: storyboards and other renderings for cinema.

A kind of language

L’Osservatorio Prada ha come dedizione quella di sperimentare nuovi linguaggi visivi e unire la tecnologia con le espressioni culturali. In questa ideologia rientra perfettamente il piano della curatrice Melissa Harris, la quale cerca di analizzare il processo creativo che ha determinato la realizzazione di diverse pellicole.

Storyboards, disegni, schizzi, scrapbook, quaderni, sceneggiature e fotografie sono il punto di partenza di qualsiasi regista o artista ed è su questo aspetto che si concentra la mostra. Più di 800 elementi raccolti dagli anni Cinquanta al 2024 di più di 50 autori diversi compongono il filo narrativo dell’esposizione.

“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada
“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada

Il racconto del processo creativo

L’allestimento della mostra è stato curato da Andrea Faraguna, il quale lavora per lo studio di architettura Sub di Berlino. Il punto di partenza per la realizzazione di “A kind of language” è stato proprio il concetto di storyboard, tradotto in un’esperienza spaziale accompagnata dalla vista sulla cupola della galleria di Vittorio Emanuele II. Sono state ricreate delle scrivanie di lavoro dedicate a film specifici, organizzate in maniera sequenziale, tanto da ricordare una pellicola cinematografica. Per aumentare la resa del dialogo con lo spettatore, ad ogni scrivania corrisponde, appeso al soffitto, un elemento analogo e inverso. Il senso dell’esposizione è quello di creare un ritmo di visita dinamico, esattamente come se le persone si muovessero tra i fotogrammi di un film.

“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada
“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada

Il Public Program

Il progetto non si limita solo alla mostra nella location della galleria: da maggio a settembre 2025 nel programma di Cinema Godard di Fondazione Prada passeranno in rassegna alcuni film del progetto. Inoltre, la mostra è accompagnata da una pubblicazione illustrata della serie dei Quaderni che include un testo della curatrice e un saggio visuale creato da Sub.

Infine, la mostra “A kind of language: storyboards and other renderings for cinema” avrà un secondo capitolo nella sede di Prada di Shanghai, a partire da novembre 2025 fino a febbraio 2026.

Storyboard realizzati da Pablo Buratti per “A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema” all’Osservatorio Fondazione Prada
Storyboard realizzati da Pablo Buratti per “A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema” all’Osservatorio Fondazione Prada

La storia dei disegni

Non è una novità l’utilizzo di questi elementi di partenza per la realizzazione di pellicole nella storia del cinema. Infatti, già uno dei primi registi della storia, George Méliès, faceva uso di disegni preparatori come punto di partenza per le sue opere. Il primo esempio che salta sicuramente all’occhio è quello del Viaggio sulla Luna (Le voyage dans la lune), suo primo capolavoro del 1902. Nonostante questo primo esempio, lo sviluppo degli storyboard lo dobbiamo soprattutto all’animazione, in particolare alla Walt Disney Productions e Fleischer studio, a partire dagli anni Trenta.

Artisti e animatori costruivano una serie sequenziale di schizzi e disegni che poi si trasformavano, a seguito di diverse elaborazioni, nei cartoni animati che conosciamo oggi.
Anche nel mondo contemporaneo lo storyboard è uno degli elementi di partenza nella realizzazione di filmati, basta solo pensare a Hayao Miyazaki e allo studio Ghibli, presenti anch’essi in mostra.

“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada
“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada

Cos’è uno storyboard?

La parola “storyboard” deriva dall’inglese e si può tradurre come “tavola della storia” e di fatto è una sequenza di immagini che ritrae, in ordine cronologico, la narrazione di una storia, quasi sotto forma di fumetto.

Lo storyboard è la natura creativa dell’artista che crea un vero e proprio linguaggio della narrazione da elaborare poi con la sceneggiatura, ma non solo. Spesso è l’elemento che accompagna l’intera realizzazione del film. È considerabile come lo schema di partenza dal quale tutte le figure professionali chiamate a lavorare sulla storia possono trarre spunto e ispirarsi. 

Storyboard realizzati da Pablo Buratti per “A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema” all’Osservatorio Fondazione Prada.
Storyboard realizzati da Pablo Buratti per “A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema” all’Osservatorio Fondazione Prada.

Dallo schizzo alla scena

Come è facile intuire, lo storyboard diventa importante per la composizione di un film sotto molteplici punti di vista.

Uno dei suoi principali obiettivi è quello di definire il luogo del racconto in senso stretto, come nel caso degli studi dell’art director Max Douy per le ambientazioni di Dune nel 1975. La sequenza dei disegni può sottolineare l’ambientazione, ad esempio nella storyboard di Edgar Clement per la dark comedy Bardo, la cronaca falsa di alcune verità (2022). Disegni, appunti e fotografie possono dare le basi per la concezione della “sensazione” dell’ambientazione, anch’essa parte integrante della narrazione, come nel film Il cielo sopra Berlino del 1987. In altri casi ancora diventano fondamentali per la caratterizzazione del personaggio, basti pensare alla metamorfosi di Bob Dylan in I’m Not There, del 2007 con la regia di Todd Haynes.

Approfondire gli aspetti primordiali della creazione di prodotti del cinema come questi comporta la comprensione di grandi differenze, ad esempio, tra le creazioni europee e quelle americane. Di fatto, oggi possiamo affermare che storyboard con approcci più artistici e artigianali appartengono al mondo europeo, mentre sono caratteristiche americane le visioni di pensiero legate a efficienza e produttività.

“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada
“A Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, Osservatorio Fondazione Prada, Milano, Ph. Piercarlo Quecchia – DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada

Informazioni utili

Data: Dal 30 gennaio al 8 settembre 2025
Luogo: Osservatorio Fondazione Prada
Indirizzo: Galleria Vittorio Emanuele II
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 20, sabato e domenica dalle 11 alle 20; Martedì chiuso; 30 gennaio dalle 14 alle 18
Biglietti: osservatorio + Fondazione Prada 15 €; intero solo osservatorio 10 €; ridotto 5-8 €
Telefono:+39 02 5666 2611
Sito web: Fondazione Prada – Osservatorio
Cinema: Fondazione Prada – Cinema Godard

Fonti

Fondazione Prada – Osservatorio
Communic Animation

di Noemi Chioccarelli

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