
Fino all’11 maggio 2025 il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta MORBID, una mostra di Valeria Magli.
La mostra e il concetto di femminilità
La mostra è frutto del progetto di ricerca di Caterina Molteni, From Poetry to Performance and Vice Versa: When Body and Language Become Political e rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2025 realizzato in occasione di Arte Fiera.
MORBID è l’aggettivo scelto da Valeria Magli (Bologna, 1952) per descrivere la figura femminile. Infatti, “Morbido” richiama la dolcezza in italiano, mentre in tedesco “morboso” ne enfatizza un lato oscuro e ossessivo. Questo termine cattura le contraddizioni attribuite alla donna nel corso della storia, in contrasto con l’immagine rigida e “integra” dell’uomo, ironicamente e simbolicamente associato da Magli a una banana.
Prendendo quindi spunto da questa immagine sinuosa e delicata, ma al tempo stesso capace di generare forze maniacali e ossessive, il progetto esplora la ridefinizione del femminile attraverso il percorso artistico della danzatrice e coreografa, proponendo una mostra che ne ripercorre il lavoro dagli anni Settanta ai primi anni Duemila.
Costumi, oggetti di scena, fotografie e documentazioni video delle sue opere restituiscono pertanto una visione personale della femminilità nelle sue personificazioni: figure come la signorina Rich-mond, Le Milleuna, Banana morbid, Banana lumière e Pupilla emergono in un percorso cronologico e tematico.

La danza anti-spettacolare e l’azione liberatoria
Valeria Magli ha sviluppato una grammatica corporea originale, combinando danza classica, tip-tap e ginnastica artistica, per creare una danza anti-spettacolare ma profondamente ironica e seducente. Mentre oltreoceano danzatori e danzatrici sfidano la società dello spettacolo portando il gesto quotidiano sul palco in una ricerca minimale del movimento, Magli a sua volta sperimenta i linguaggi dell’intrattenimento portandoli al limite. I linguaggi del cabaret, della clownerie, della music-hall e del tip tap, pertanto vengono reinventati come strumenti critici, capaci di interrogare e sovvertire le convenzioni della rappresentazione.
Nella sua polisemia, il titolo MORBID rimanda al dialogo costante di Magli con la poesia e le arti visive. Infatti, dalla fine degli anni Settanta, l’autrice intesse relazioni con figure prominenti della neoavanguardia letteraria, come Arrigo Lora Totino e Nanni Balestrini, rispondendo nel mondo della danza a quella visione della parola che si impone come fenomeno aperto e fisico. Di fronte a una visione “totale” della poesia, Magli opera un passaggio ulteriore, svincolando la parola dalla pagina scritta e mettendo in scena un dialogo propulsivo tra voce, corpo e movimento.
L’azione “liberatoria” che la nuova poesia opera nei confronti di una tradizione letteraria ed estetica figlia dell’idealismo crociano e di categorie morali e politiche stagnanti, viene assunta dall’autrice in chiave femminista, conseguentemente creando un linguaggio che libera il corpo femminile e si oppone all’immaginario di donna-oggetto perpetuato dai media.

Veduta della mostra Valeria Magli. MORBID. Foto di Carlo Favero 
Valeria Magli, Banana lumière, 1981, Teatro di Porta Romana, Milano. Foto di Rina Aprile
Le sezioni della mostra
Bologna
La sezione dedicata a Bologna ripercorre le origini di Valeria Magli, dalla sua formazione artistica e accademica alla laurea in Estetica con una tesi dal titolo Corpo, ideologia, spettacolo. Coinvolta nel Collettivo femminista bolognese, diventa un simbolo della liberazione del corpo femminile. La mostra include materiali legati a influenze fondamentali, come Elsa Piperno, Roy Bosier, Étienne Decroux e il teatro di Vittorio Franceschi, evidenziando il suo percorso tra danza, mimo e sperimentazione teatrale.
Poesia Ballerina e Banane
La sezione Poesia ballerina racconta l’incontro tra Valeria Magli e la poesia sperimentale degli anni Settanta, da Nanni Balestrini ad Arrigo Lora Totino. In collaborazione con questi artisti, Magli sviluppa la “poesia ballerina“, dove corpo, movimento e poesia si fondono, ridefinendo il femminile.
La parte dedicata alle Banane si concentra su opere come Banana morbid (1980) e Banana lumière (1981), in cui Valeria Magli riflette con ironia sul rapporto tra maschile e femminile e sulla spettacolarità del corpo.In Banana morbid, ad esempio, uno strip-tease alla rovescia sovverte le aspettative del pubblico, mescolando danza, poesia e un gioco di paradossi. Successivamente, in Banana lumière, Magli approfondisce queste riflessioni utilizzando luce e movimento per trasformare il corpo in un dispositivo luminoso. Grazie al dialogo con le sculture di Piero Fogliati, i suoni urbani evocati da Walter Marchetti e l’abbigliamento innovativo di Cinzia Ruggeri, l’artista crea una coreografia che cattura lo spettatore e sfugge all’oggettificazione.
Pupilla
Pupilla, una delle sezioni centrali della mostra, debutta nel 1983 al Teatro Pier Lombardo di Milano, esplorando il femminile attraverso la metafora della bambola. L’opera, composta da cinque quadri, racconta le trasformazioni della donna, dall’infanzia all’età adulta. Tra gli episodi chiave, Sabola sfuma i confini tra umano e artificiale, mentre Die Puppe, ispirato a Hans Bellmer, trasfigura il corpo femminile in un manichino grottesco, simbolo del desiderio e della manipolazione sociale.
Tenez tennis
L’ultima tappa della mostra, Tenez tennis, riporta la narrazione a Bologna, dove nel 1990 Valeria Magli presenta l’opera ispirata alla tennista francese Suzanne Lenglen. Attraverso testi di Gianni Clerici, musiche di John Cage e un video di Gianni Toti, Magli intreccia velocità e introspezione per riflettere sulla condizione femminile e sulla memoria storica. Questo capitolo conclusivo celebra la stima tra donne come strumento di resistenza contro l’oblio, chiudendo il percorso espositivo con un “morbido passaggio generazionale” di storie e significati.

Veduta della mostra Valeria Magli. MORBID
Foto di Carlo Favero
Veduta della mostra Valeria Magli. MORBID
Foto di Carlo Favero
Collaborazioni e riconoscimenti
La storia artistica di Valeria Magli è costellata di importanti collaborazioni con poeti e poete della neoavanguardia letteraria italiana, musicisti come John Cage, Walter Marchetti e Demetrio Stratos, artisti come Gianfranco Baruchello, Piero Fogliati e Gianni Toti, l’artista e stilista Cinzia Ruggeri, il regista Lorenzo Vitalone, il filosofo Pierre Klossowski, il coreografo Merce Cunningham e il teorico del mimo Étienne Decroux. Le sue opere sono state presentate presso Galleria d’Arte Moderna di Bologna, Musée Matisse, Nizza, Centre Georges Pompidou, Parigi, Hunter College Theater, New York, Cìrculo des Bellas Artes, Madrid, Théatre du Rond-Point, Parigi, Piccolo Teatro, Milano, Festival dei Due Mondi, Spoleto, Esposizione internazionale d’arte di Venezia. Nel 2003 esce per Charta la monografia Valeria Magli, mentre nel 2021 Valeria Magli o La poesia ballerina, saggio di Silvia Garzarella, edizioni Mimesis.
INFORMAZIONI UTILI
DATE: dal 29 gennaio al 11 maggio 2025
LUOGO: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Project Room
INDIRIZZO: Via Giovanni Don Minzoni 14, Bologna
INAUGURAZIONE: Martedì 28 gennaio 2025 h 18.00 – 20.00 | Ingresso gratuito
ORARI:
Martedì e mercoledì h 14.00 -19.00
Giovedì h 14.00 – 20.00
Venerdì, sabato, domenica e festivi h 10.00 – 19.00
Chiuso lunedì non festivi
BIGLIETTI: Intero € 6 | ridotto € 4 | possessori Card Cultura € 4
ORARI DI APERTURA DURANTE ART CITY BOLOGNA 2025:
Giovedì 6 febbraio 2025 h 10.00 – 20.00
Venerdì 7 febbraio 2025 h 10.00 – 20.00
Sabato 8 febbraio 2025 h 10.00 – 23.00
Domenica 9 febbraio 2025 h 10.00 – 20.00
INGRESSO DURANTE ART CITY BOLOGNA 2025: Gratuito
E-MAIL: info@mambo-bologna.org
TELEFONO: 0516496611
SITO UFFICIALE: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Fonti
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Artribune
Sito Ufficiale Valeria Magli