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A Milano Palazzo Reale celebra Enrico Baj

Enrico Baj, Vieni qua, biondina, 1959 olio e collage su tela readymade, 90x105 cm Archivio Enrico Baj, Vergiate (VA)
Enrico Baj, Vieni qua, biondina, 1959 olio e collage su tela readymade, 90×105 cm Archivio Enrico Baj, Vergiate (VA)

Fino al 9 febbraio 2025 sarà possibile visitare, a Palazzo Reale, a Milano, un’ampia retrospettiva su Enrico Baj.

La mostra indaga a fondo tutti i temi e i soggetti della lunga e poliedrica esperienza del maestro della neoavanguardia italiana e internazionale. Il progetto, curato da Chiara Gatti e Roberta Cerini Baj, propone circa cinquanta opere, che vanno dai primi anni Cinquanta alle soglie del Duemila.

La biografia di un grande maestro

Enrico Baj nasce a Milano il 31 ottobre del 1924 e, sempre nel capoluogo lombardo, frequenta l’Accademia di Brera.
Nel 1951 promuove il Movimento d’Arte Nucleare, prima con Sergio Dangelo e successivamente con Joe Colombo. Negli anni di esordio, Baj partecipa ai movimenti d’avanguardia italiani e internazionali con mostre, pubblicazioni e manifesti, collaborando anche con grandi artisti quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Arman, Yves Klein, il gruppo Phases di Édouard Jaguer a Parigi, Asger Jorn e il gruppoCoBrA.

Nel 1953 con Jorn fonda il Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista, che si pone in contrasto con la razionalizzazione e la geometrizzazione dell’arte. La prima mostra personale viene organizzata cinque anni più tardi, nella galleria parigina Daniel Cordier.

Nei primi anni Sessanta debutta oltreoceano, a New York, con la partecipazione all’Esposizione Internazionale del Surrealismo, curata da André Breton e Marcel Duchamp presso la d’Arcy Gallery.
Negli stessi anni, dopo l’incontro con Max Ernst, si trasferirà nella capitale francese dove, nel 1966, fonda l’Istituto Patafisico Milanese. Questo sarà per Baj una costante fonte di ispirazione artistica.

Dal 1964 in poi, dopo che gli sarà dedicata un’intera sala alla Biennale di Venezia, si susseguono importanti personali organizzate in tutto il mondo. Enrico Baj è anche scrittore e critico. Infatti, è autore di libri e collabora con le pagine di molti giornali e riviste.
Muore a Vergiate (Varese) il 16 giugno del 2003.

Enrico Baj, 1964
Enrico Baj, 1964

Un’esperienza artistica variegata e decennale

L’esposizione ripercorre tutte le tappe artistiche di Enrico Baj. In particolare, si attraversano le fasi di ricerca e adesione ai movimenti del tempo, con l’obiettivo di riconoscere le varie influenze che hanno reso grandi le opere dell’artista. Ad esempio, si passa dal recupero del Dadaismo e del Surrealismo ai modi dell’arte Informale, per poi giungere al movimento dell’arte Nucleare.

Sono svariate anche le tematiche affrontate. Ad esempio, in corrispondenza con gli esordi, si possono ammirare le astrazioni gestuali. Successivamente si passa all’introduzione di figure larvali antropomorfe e altre legate al mondo animato.

Appartenenti ad un mondo surrealista e insieme fantascientifico sono invece i suoi personaggi.
Dietro a Dame, Generali, Ultracorpi, Specchi, Mobili e mostri dell’Apocalisse si cela però un significato più profondo. Infatti, Enrico Baj si serve del grottesco per scardinare il conformismo borghese.

L’immenso mondo della poetica di Baj si allontana da una rigida sequenza cronologica, suggerendo al visitatore uno spazio quasi teatrale. In questo caso, assumono un ruolo importante i continui rimandi alla letteratura.

Enrico Baj, Santa Ildegarda, 1978, compensato, 192x114 cm Archivio Ernico Baj, Vergiate (VA)
(Sagoma de L’Apocalisse)
Enrico Baj, Santa Ildegarda, 1978, compensato, 192×114 cm Archivio Ernico Baj, Vergiate (VA)
(Sagoma de L’Apocalisse)
Enrico Baj, Berenice, 1960 olio e collage su tela, 92x73 cm Archivio Enrico Baj, Vergiate (VA)
Enrico Baj, Berenice, 1960 olio e collage su tela, 92×73 cm Archivio Enrico Baj, Vergiate (VA)
Enrico Baj, Femme d’aprés Picasso, 1969 tecnica mista su stoffa su tela, 130x97 cm Collezione privata, Courtesy Giò Marconi, Milano
Enrico Baj, Femme d’aprés Picasso, 1969 tecnica mista su stoffa su tela, 130×97 cm Collezione privata, Courtesy Giò Marconi, Milano

Il percorso espositivo a Palazzo Reale

Le dieci sezioni in cui la mostra è suddivisa corrispondono ad altrettante tematiche, che illustrano la poetica di Enrico Baj. In particolare, lo scopo dell’allestimento è di sviluppare una relazione armonica tra le opere dell’artista e il contesto storico del Palazzo.
Ne sono un esempio i giochi di specchi esaltati dai colori e dagli specchi realizzati da Baj stesso, oppure le soluzioni site-specific, come nel caso delle sagome dell’Apocalisse.

Il tutto viene arricchito da una geografia personale, che si compone di luoghi e incontri, per lo più ambientati sullo sfondo della Milano post boom economico.
I luoghi milanesi permettono di approfondire la biografia di Baj, sia a livello personale che artistico, introducendo luoghi a lui cari, come lo studio di via Bertini, Brera, in cui avviene la formazione artistica, o la casa di via Teullié.

Inoltre, è di grande impatto, nella sala del Lucernario, la ricostruzione scenografica dell’Apocalisse, composta da una moltitudine di figure immaginarie e oniriche assemblate all’interno di un immenso polittico.
L’allestimento in altezza si propone di evocare un’abside, idealmente quella arricchita dal Giudizio Universale di Michelangelo.
La mostra prosegue con l’esposizione delle Opere nucleari, degli Ultracorpi, delle Parate, dei funerali dell’anarchico Pinelli, i Generali, i Meccano, i Mobili, gli Specchi e le Dame.

Allestimento della mostra Baj chez Baj - Fotografia di Lorenzo Palmieri
Allestimento della mostra Baj chez Baj – Fotografia di Lorenzo Palmieri

Un punto di svolta: I funerali dell’anarchico Pinelli (1972)

L’opera I funerali dell’anarchico Pinelli rappresenta una svolta fondamentale nell’arte di Baj, che conduce verso una narrazione sempre più articolata e scenografica, con soluzioni ambientali e teatrali.
Per la prima volta, l’opera viene integrata all’interno di un percorso espositivo, grazie alla relazione proposta con i Generali e con la Parata a sei. Quest’ultima è la diretta antecedente, sia sul piano dello studio formale della composizione, sia sul piano tematico. Infatti, in entrambi i casi, si tratta di una critica verso ogni forma di sopruso e militarismo.

L’allestimento inedito mette in risalto l’importanza de I funerali dell’anarchico Pinelli, quale tassello essenziale nell’evoluzione dell’opera del maestro. L’opera dialoga con alcune opere picassiane e alcune citazioni di Baj, che mostrano un rimando alla lezione di Guernica.

Allestimento della mostra Baj chez Baj - Fotografia di Lorenzo Palmieri
Allestimento della mostra Baj chez Baj – Fotografia di Lorenzo Palmieri

Baj chez Baj a Savona e Albissola Marina

In occasione del centenario dalla nascita di Enrico Baj è stata inaugurata, l’8 ottobre, una mostra che segue lo sviluppo cronologico della sua ceramica. Sempre con lo stesso titolo della mostra milanese, è aperta al Museo della Ceramica di Savona.
Inoltre, una sezione dell’esposizione si trova al MuDA (Museo Diffuso Albisola di Albissola Marina).

Questa collaborazione tra Milano e Savona ambisce a sviluppare due percorsi autonomi ma intrecciati tra loro.

Informazioni utili

Date: Dall’8 ottobre 2024 al 9 febbraio 2025
Luogo: Palazzo Reale, Milano
Indirizzo: Piazza del Duomo, 12 – Milano, 20123
Orari: Lunedì chiuso; da martedì a domenica (escluso il giovedì) dalle 10.00 alle 19.30; giovedì dalle 10.00 alle 22.30
Biglietti: Intero 15€; ridotto 13€
Sito web: www.palazzorealemilano.it
E-mail: c.mostre@comune.milano.it 
Telefono: +39 02 88 44 5181

Fonti

BAJ Baj chez Baj
Museo della Ceramica di Savona » BAJ. Baj chez Baj: una mostra diffusa per celebrare l’estro artistico di Enrico Baj
Baj chez Baj – Cartella stampa

di Benedetta Rossetti


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