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La pittura di Emilio Vedova esposta al Forte di Bard

Emilio Vedova. Questa è pittura, immagine dell'allestimento al Forte di Bard
Emilio Vedova. Questa è pittura, immagine dell’allestimento al Forte di Bard

Dal 30 novembre 2024 al 2 giugno 2025, al Forte di Bard, si potrà visitare la mostra Questa è pittura, dedicata all’opera pittorica di Emilio Vedova.

L’esposizione organizzata in Valle d’Aosta è dedicata, in particolare, alla potenza del gesto e del segno della pittura dell’artista. Infatti, l’obiettivo principale della curatrice Gabriella Belli, intende presentare l’opera di Vedova nella sua valenza pittorica. La sua eccellenza stupisce per la folgorazione del colore e la vitalità della materia.
Si può considerare come espressione tra le maggiori dell’Informale europeo.

Emilio Vedova presentato in poche righe

Emilio Vedova è stato uno degli artisti d’avanguardia più importanti dello scorso secolo. Nelle sue opere, rara espressione della capacità di essere dentro il farsi della storia, si nota il suo forte impegno civile.

Inizia a lavorare da autodidatta fin dagli anni trenta, mentre una decina di anni più tardi aderirà al movimento antinovecentista Corrente. Nel 1946 è tra i firmatari del Manifesto “Oltre Guernica” e, a Venezia, è tra i fondatori della Nuova Secessione Italiana, poi Fronte Nuovo delle Arti.
Nella città veneta ci tornerà più volte, a partire dal 1948, poiché diverse sue opere saranno esposte alla Biennale di Venezia.

Negli anni cinquanta realizza i suoi celebri cicli di opere, intitolati Scontro di situazioni, Ciclo della Protesta e Ciclo della Natura. Invece, nel 1954, a seguito della vittoria del premio della Biennale di San Paolo, trascorrerà tre mesi in Brasile, la cui difficile realtà lo colpirà profondamente.
Inoltre, è importante, l’intensa attività didattica svolta nelle Università americane, oltre che alla Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst di Salisburgo e all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

La sua carriera artistica si caratterizza per una costante volontà di ricerca e per la forza innovatrice.

Emilio Vedova al lavoro su Non Dove 1988 - III, 1988 Ph. Aurelio Amendola, Pistoia Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia
Emilio Vedova al lavoro su Non Dove 1988 – III, 1988 Ph. Aurelio Amendola, Pistoia Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia

La mostra: Emilio Vedova e la sua pittura

Dopo più di cinquant’anni Emilio Vedova torna ad essere esposto in Valle d’Aosta. In questo caso l’obiettivo primario è presentare “il cortocircuito tra realtà e verità, tra bene e male“, come spiega la curatrice Gabriella Belli.
Continua dicendo che “Questa è pittura” vuole rendere più completa la conoscenza dell’artista, attraverso un percorso che si articola in otto tappe, che corrispondono a momenti in cui lo sforzo creativo si concentra su questioni essenziali.

La mostra fa parte di una programmazione che vede l’esposizione di grandi maestri dell’arte italiana del Novecento. Inoltre, la presidente dell’Associazione Forte di Bard sottolinea che i dipinti, connotati da una forte potenza espressiva e impegno civile, si amalgamano bene con l’architettura severa dell’edificio.

Le raffigurazioni astratte, legate comunque a visioni concrete, sono dovute alla volontà di Emilio Vedova di trasmettere un messaggio unico e comprensibile a tutti.

Emilio Vedova (senza titolo), anni Ottanta, Colori a pastello e carboncino su carta, 48,8 x 34,4 cm
Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia, disegno inedito
Emilio Vedova (senza titolo), anni Ottanta, Colori a pastello e carboncino su carta, 48,8 x 34,4 cm
Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia, disegno inedito

Emilio Vedova, Interpretazione del trasporto di San Marco dal Tintoretto, 1936, Pastello e carboncino su cartone, 99,8x69,5 cm, Fondazione Emilio e Annabiance Vedova, Venezia
Emilio Vedova, Interpretazione del trasporto di San Marco dal Tintoretto, 1936, Pastello e carboncino su cartone, 99,8×69,5 cm, Fondazione Emilio e Annabiance Vedova, Venezia

Un percorso espositivo suddiviso in otto sale

L’organizzazione della mostra non segue l’ordine cronologico, poiché si preferisce sostenere la tesi dell’esposizione indirizzata a esplorare gli episodi della vita artistica di Vedova in cui si dedica maggiormente alla pittura.

Nascita di un pittore: L’avvio della mostra si riferisce alla formazione artistica, che parte dai grandi maestri del passato, in particolare i veneziani come Tintoretto, Veronese, Tiepolo.
Cercare una via: Inoltre, nella seconda sala viene mostrata la lezione cubista. Qui si possono ammirare tre opere appartenenti al singolare costruttivismo geometrico.

Astrazione per sempre: Successivamente, le opere tendono a dimostrare l’attaccamento alla pittura astratta, già carica di gesto e materia. Cioè, grazie a questa terza sezione, si capisce il linguaggio della sua pittura.

Occupare lo spazio: Nella quarta sala viene mostrata l‘originalità dell’invenzione dei Plurimi, racchiusa nelle nuove forme dipinte, nei legni carichi di materia pittorica e poi assemblati. Si tratta di pittura che si fa tridimensionale, che va ad invadere lo spazio dell’osservatore.

Lasciare libero il segno: La sezione intende mostrare svelare l’esercizio del mestiere, nella preparazione dei grandi lavori, nella forza espressiva che le opere di piccole dimensioni acquistano nel suo lavoro. Si tratta di lavori di grande vitalità che permettono di studiare l’esuberanza del segno e la simbologia dei colori.

Come se questo dolore fosse insopportabile: Successivamente il visitatore viene riportato dentro al “tragico esistenziale” tipico del percorso di Vedova. Infatti, il tragico è una parte costitutiva del suo lavoro, che nasce dalla sensibilità emotiva.

Vergine Piranesi: La penultima sala vede esposti tre capolavori degli anni Ottanta, dove la pittura si fa architettura. In particolare, sembrano rievocare le Carceri di Piranesi, per via degli inganni della visione.

Circolare infinito: A conclusione del percorso espositivo tre grandi Tondi mostrano l’irriverenza di Emilio Vedova, un artista geniale che ha sempre sfidato se stesso.

Emilio Vedova. Questa è pittura, immagine dell'allestimento al Forte di Bard
Emilio Vedova. Questa è pittura, immagine dell’allestimento al Forte di Bard

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

La Fondazione viene istituita nel 1998 dall’artista e da sua moglie e inizia ad operare a partire dal 2006. Il proprio compito è quello di valorizzare l’arte e il lavoro di Emilio Vedova, attraverso varie iniziative culturali.
Inoltre, cura l’archivio e la conservazione delle opere, per poterle far conoscere al pubblico, servendosi dell’aiuto di grandi istituzioni museali.

Informazioni utili

Data: Dal 30 novembre 2024 al 2 giugno 2025
Luogo: Forte di Bard, Bard (AO)
Indirizzo: Via Vittorio Emanuele II, 11020 Bard (AO)
Orari: Martedì-venerdì dalle 10.00 alle 18.00 Sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 19.00; chiuso il lunedì
Biglietti: Intero 12,00€; Ridotto 10,00€ (over 65), 6,00€ (19-25 anni)
Telefono: +39012583381
E-mail: info@fortedibard.it
Sito web: Forte di Bard

Fonti

Emilio Vedova. Questa è pittura – Forte di Bard
Emilio Vedova. Questa è pittura | Fondazione Vedova

di Benedetta Rossetti

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