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Il genio di Milano: la nuova mostra alle Gallerie d’Italia

Giuseppe Diotti (Casalmaggiore 1779-1846) La corte di Ludovico il Moro, 1823, Olio su tela, 272x392 cm, Museo Civico di Lodi
Giuseppe Diotti (Casalmaggiore 1779-1846) La corte di Ludovico il Moro, 1823, Olio su tela, 272×392 cm, Museo Civico di Lodi

Dal 23 novembre 2024 al 16 marzo 2025 apre al pubblico, nella sede milanese delle Gallerie d’Italia, la mostra Il genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento.

Curata da Marco Carminati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti e Paola Zatti, il percorso si propone di raccontare come Milano sia, da secoli, luogo di innovazione anche in campo storico-artistico.
Sono esposte 140 opere di diversa natura, provenienti dalle raccolte e dai depositi di musei milanesi, nazionali e internazionali, ma anche da Fondazioni e collezioni private.

Milano dal Medioevo al Novecento

Con questa esposizione si ha l’occasione di conoscere la storia culturale della città. Inoltre, permette di comprendere la sua grande capacità di recepire le novità stilistiche portate dagli artisti stranieri. A questo riguardo, si può considerare Milano un crocevia delle arti, poiché inclusiva e cosmopolita.
In particolare, l’accoglienza dei numerosi artisti forestieri è stata sostenuta da un mecenatismo e a un collezionismo sempre all’avanguardia.
Al fine di far emergere questi caratteri è stata fondamentale la partnership con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

La mostra si articola in sezioni tematiche e cronologiche, che considerano prima di tutto il Medioevo, quando le maestranze tedesche erano attive a Milano nel cantiere del Duomo. Invece, l’ultimo nucleo tematico considera il Novecento, periodo in cui un sistema di gallerie ed esposizioni unico in Italia era motivo di attrazione per grandi personalità internazionali. In questo modo, sbarcarono in città nuove idee, fondamentali per l’arricchimento del gusto e delle tradizioni locali.
Questo percorso viene tradotto, nella mostra, scegliendo dieci episodi significativi, attorno a cui si si sviluppano le sezioni.

Giuseppe Pollack, Progetto per la facciata del Duomo di Milano, 1806, Matita, penna, china nera e ruggine con acquerellature su carta, 1410x1210 mm, Milano, Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo
Giuseppe Pollack, Progetto per la facciata del Duomo di Milano, 1806, Matita, penna, china nera e ruggine con acquerellature su carta, 1410×1210 mm, Milano, Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo

Tra artisti stranieri, Leonardo e Federico Borromeo

La mostra si apre rievocando le vicende della fabbrica del Duomo, esponendo reperti e vetrate calate per l’occasione dalle finestre della cattedrale.
L’obiettivo del cantiere, che prese avvio tra il 1386 e il 1387, era di realizzare una cattedrale inedita rispetto alla tradizione lombarda. I modelli di ispirazione erano le architetture tardogotiche del nord Europa. Perciò, fu necessario sfruttare le capacità delle maestranze straniere, che si affiancarono ai magistri lombardi.

Fondamentale per lo sviluppo artistico e culturale della città fu la presenza di Leonardo da Vinci alla corte degli Sforza. Infatti, grazie ai suoi progetti Milano si rinnova e diventa un importante centro rinascimentale.
Le opere presentate alle Gallerie d’Italia restituiscono la qualità delle sue invenzioni e l’impronta indelebile lasciata dal maestro.

La sezione successiva considera l’operato del mecenate e collezionista Cardinale Federico Borromeo. In particolare, le sue preferenze artistiche sviluppano a Milano, il gusto per la pittura fiamminga e i generi del paesaggio e della natura morta.
Inoltre, la sua ampia collezione diventa un’istituzione pubblica nel 1618.

Il Genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento, Allestimento, fotografia di Roberto Serra
Il Genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento, Allestimento, fotografia di Roberto Serra
Il Genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento, Allestimento, fotografia di Roberto Serra
Il Genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento, Allestimento, fotografia di Roberto Serra

La relazione con Venezia e l’opera di Piermarini

Andando avanti attraverso la storia milanese, si incontra l’approfondimento della relazione artistica con Venezia. Infatti, gli artisti veneti, che primeggiano nell’Europa di inizio Settecento, vengono accolti nel capoluogo lombardo. Le loro opere (si ricordano quelle di Giambattista Tiepolo e Sebastiano Ricci) diventano un punto di riferimento per la scuola lombarda, portando a un mutamento del genere mitologico e sacro.

Nella seconda metà del secolo Giuseppe Piermarini è il fautore del rinnovamento del tessuto architettonico di Milano, dopo essere stato nominato, nel 1770, Imperial Regio Architetto. Tra le sue opere il Teatro alla Scala diventa il modello per i teatri italiani. Edifica anche nuovi palazzi per la nobiltà e per la borghesia emergente.
Inoltre, la città diventa un grande nucleo dell’Illuminismo europeo e successivamente del Neoclassicismo, soprattutto a seguito delle riforme dell’imperatrice Maria Teresa, oltre all’impegno degli intellettuali del “Caffé”.

Il Genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento, Allestimento, fotografia di Roberto Serra
Il Genio di Milano. Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento, Allestimento, fotografia di Roberto Serra

Milano napoleonica e romantica

L’età napoleonica, invece, è caratterizzata dal progetto, rimasto irrealizzato, per il Foro Bonaparte, che avrebbe rivoluzionato profondamente il centro cittadino. Tuttavia, vengono realizzati dei cambiamenti a livello della facciata del Duomo.
Il pittore di Napoleone, Andrea Appiani, raggiungerà la fama nel clima di questo contesto stimolante.

La sezione riguardante il periodo successivo è dedicata a pittori e scultori, come Pelagio Palagi e Giuseppe Molteni, che si erano formati tra Roma e Parigi e si stabiliscono a Milano per via delle sue opportunità. Inoltre, le esposizioni organizzate dall’Accademia di Brera, insieme a mecenati e collezionisti, attirano artisti da tutta Italia.
In questo periodo l’Accademia milanese assume un ruolo di primaria importanza, grazie ai suoi insegnati altamente qualificati, primo su tutti Francesco Hayez. Si deve al pittore l’affermazione del movimento romantico in città.

Pelagio Palagi (Bologna 1775 - Torino 1860), Teseo e Piritoo che arrivati sul confine della Laconia si giocano Elena da loro rapita in Sparta, 1818, Olio su tela, 175x270 cm, Collezione privata
Pelagio Palagi (Bologna 1775 – Torino 1860), Teseo e Piritoo che arrivati sul confine della Laconia si giocano Elena da loro rapita in Sparta, 1818, Olio su tela, 175×270 cm, Collezione privata

Tra Ottocento e Novecento

Dopo l’Unità d’Italia si afferma definitivamente il primato di Milano come “capitale morale” ed economica. Inoltre, è proprio qui che, con la Prima Triennale di Brera del 1891, nasce il Divisionismo, ispirato alle esperienze europee più avanzate.
A questa sezione appartengono le opere di Giovanni Segantini, Gaetano Previati e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Con i loro ideali si preparano le premesse per l’affermazione di Umberto Boccioni, giunto nella città lombarda nel 1907.

Nel periodo tra le due grandi guerre, Milano diventa il fulcro del cosiddetto “ritorno all’ordine”, grazie alla promozione del movimento da parte di Margherita Sarfatti. Ancora una volta, in quest’occasione, si riuniscono intellettuali e artisti provenienti da ogni parte d’Italia. Le mostre dell’artista veneziana fanno conoscere, a livello internazionale, artisti quali Mario Sironi, Achille Funi, Arturo Martini e Francesco Messina.

Infine, l’ultima sezione considera il rapporto tra Adolfo Windt e Lucio Fontana e Fausto Melotti, suoi allievi all’Accademia di Brera. In particolare, si ripercorrono le orme dell’evoluzione dal figurativo all’astrattismo, la cui conseguenza è l’annullamento dei confini tra le arti, come nell’installazione Ambiente spaziale a luce nera di Fontana.

Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 1882 - Verona 1915), Meriggio. Officine a Porta Romana, 1910, Olio su tela, 75x145 cm, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d'Italia - Milano
Umberto Boccioni (Reggio Calabria, 1882 – Verona 1915), Meriggio. Officine a Porta Romana, 1910, Olio su tela, 75×145 cm, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia – Milano

“La mostra in città”

In occasione dell’esposizione alle Gallerie d’Italia, il Comune di Milano ha promosso un percorso articolato in venti tappe attraverso i propri musei. L’obiettivo è di mettere in luce le opere realizzate da artisti particolarmente significativi per le storia culturale e artistica della città.
L’iniziativa permette di indagare ancora più a fondo perché Milano può essere considerata un “crocevia delle arti”.
In ogni sede museale, infatti, dei totem appositi e QrCode doneranno numerose informazioni dettagliate sulle opere e sulla città.

Informazioni

Data: Dal 23 novembre 2024 al 16 marzo 2025
Luogo: Gallerie d’Italia – Milano
Indirizzo: Piazza della Scala, 6 – Milano (20121)
Orari: Lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì dalle 9.30 alle 22.30
Biglietto e tariffe: Intero 10€, ridotto 8€
Telefono: 800 167619
E-mail: milano@gallerieditalia.com
Sito web: https://www.gallerieditalia.com

Fonti

Area stampa | Gallerie d’Italia
Il genio di Milano – Cartella stampa
Mostra “Il genio di Milano” a Milano | Gallerie d’Italia Milano

di Benedetta Rossetti

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