
Il Museo d’Arte Orientale di Venezia presenta, fino al 12 gennaio 2025, la mostra “Nüshu – Scrivere il Vuoto”, con opere di Alessandro Cardinale.

Un ponte artistico tra Italia e Cina
Il progetto, realizzato in collaborazione con Arte Italiana, esplora le culture diversificate delle popolazioni cinesi tramite l’interpretazione contemporanea di Alessandro Cardinale. L’artista italiano, che ha conquistato il primo premio alla V Biennale Internazionale d’Arte di Pechino nel 2012, è diventato un punto di riferimento nel panorama artistico cinese. Sotto la curatela di Anna Lisa Ghirardi e Marta Boscolo Marchi, direttrice del Museo d’Arte Orientale, la mostra presenta dieci opere scultoree, delle quali cinque sono inediti creati appositamente per l’evento. Queste sculture traggono ispirazione dai territori dello Hunan, dalle donne della cultura yao e dalla loro scrittura criptica.
L’arte del “vuoto”
Nei suggestivi spazi del Museo d’Arte Orientale, Alessandro Cardinale ha scelto di “scrivere il vuoto”. Utilizzando sottili strisce di tela sagomate e aste in ferro parallele, l’artista crea immagini che appaiono e scompaiono in base alla posizione del visitatore. Lo sguardo del pubblico ricostruisce una realtà illusoria attraverso il ritmo e la geometria degli elementi, seguendo le regole della percezione di prossimità e continuità. I volti femminili, in atteggiamento riflessivo e intimo, e i paesaggi montuosi dello Hunan sfumano con il minimo movimento, simili alle parole delle donne yao, rimaste a lungo sconosciute e culturalmente inesistenti.


L’Origine del nüshu
Il nüshu è un’antica forma di scrittura creata dalle donne per le donne. Questo sistema di segni permetteva loro di esprimere liberamente le proprie emozioni, coltivare amicizie intime e condividere la sofferenza derivante dalle rigide norme sociali. In un’epoca in cui le donne erano costrette a obbedire al padre, al marito e al figlio, il nüshu diventava il mezzo per raccontare storie, preghiere e canti. Anche se oggi il nüshu è caduto in disuso, Alessandro Cardinale ne rivisita l’antico valore storico, portando alla luce la sua rilevanza contemporanea. Le opere dell’artista utilizzano il nüshu come metafora dell’ambiguità e della forza dell’immagine, esplorandone la percezione e il significato attraverso il ritmo e la geometria.
Le opere di Alessandro Cardinale
La mostra presenta dieci sculture, delle quali cinque sono inedite e create appositamente per l’occasione. Queste opere traggono ispirazione dai paesaggi dello Hunan e dalle donne della cultura yao, che utilizzavano il nüshu per esprimere le loro emozioni. Attraverso l’uso di sottili strisce di tela sagomate e aste in ferro parallele, Cardinale crea immagini che appaiono e scompaiono in base alla posizione dell’osservatore, evocando la fugacità e la delicatezza delle parole yao. Nelle sale del Museo d’Arte Orientale, i visitatori possono sperimentare l’arte di Cardinale, che sfida le tradizionali percezioni dell’immagine. I volti femminili, colti in momenti di riflessione e intimità, e i paesaggi montuosi dello Hunan si dissolvono con il minimo movimento del visitatore, creando un’interazione dinamica e immersiva. Questo gioco di apparenze e sparizioni risponde alle regole della percezione umana, rendendo l’esperienza artistica profondamente coinvolgente.
Info
ORARI
da martedì a domenica.
Fino al 30 ottobre: 10.00 -18.00
Dal 1 novembre 2024 al 12 gennaio 2025: 10.00 – 17.00
Il biglietto d’ingresso è valido per il Museo d’Arte Orientale + Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’Arte Moderna