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La Cattedrale di Parma: tra storia, cultura e capolavori artistici

Facciata del Duomo di Parma, credits Kgbo - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wiki Commons
Facciata del Duomo di Parma, credits Kgbo – Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wiki Commons

Cattedrale di Santa Maria Assunta // Parma // Parma // Emilia-Romagna // Capolavoro dell’architettura romanica situato nel cuore della città. Costruito tra il XI e il XII secolo, è famoso per la sua facciata in marmo rosa e la splendida cupola affrescata dal Correggio.

Contesto

Simbolo indiscutibile della città di Parma è il Duomo, la chiesa più importante della città. In stile romanico con facciata a capanna, tipica anche delle chiese di altre città del settentrione d’Italia, la Cattedrale si staglia sulla piazza, affiancata dalla torre campanaria e dal Battistero. Di fronte ad essa si erige il Palazzo Vescovile, dove ha sede il Museo Diocesano “Benedetto Antelami”. 

Eretta nei pressi di un’antica basilica paleocristiana distrutta da un incendio, la Cattedrale inizia ad essere costruita intorno al 1050. Viene poi consacrata nel 1106 e dedicata a Santa Maria Assunta.

info

Storia

La basilica paleocristiana Ecclesia Sanctae Mariae, situata nell’attuale piazza Duomo, era un tempo parte integrante del complesso episcopale che includeva un battistero e la residenza del vescovo. Questo complesso si trovava in una zona allora periferica rispetto al cuore della città. 

Piazza Duomo di Parma, credits Carlo Ferrari. - Fotografia autoprodotta, CC BY-SA 3.0, Wiki Commons
Piazza Duomo di Parma, credits Carlo Ferrari. – Fotografia autoprodotta, CC BY-SA 3.0, Wiki Commons

Tra alti e bassi..

Nel IX secolo, un incendio distrusse l’antica basilica. Sotto l’episcopato di Guibodo, iniziarono i lavori di ricostruzione della chiesa madre di Parma in un sito poco distante dall’originale. Al vescovo Guibodo si deve anche l’istituzione del Capitolo della Cattedrale. Nel 890, la nuova cattedrale, dedicata a Maria Vergine Madre di Dio, venne chiamata Domus.

La cattedrale voluta da Guibodo fu distrutta nuovamente da un incendio nel 1055 o 1058. La successiva ricostruzione, che segnò l’inizio della struttura dell’attuale cattedrale, fu intrapresa dal vescovo Cadalo, poi noto come Onorio II (antipapa dal 1061), e completata nel 1074, infine fu consacrata nel 1106 da Pasquale II. Alcuni studiosi ritengono che la facciata sia stata parzialmente ricostruita a seguito del terremoto del 1117, con lavori che continuarono fino al 1178.

L’intero edificio a tre navate fu successivamente rivisto e ricostruito da Benedetto Antelami. Il protiro e la loggia centrale della facciata, così come la cornice superiore, furono aggiunti nel 1281 da Giambono da Bissone. La torre campanaria fu ricostruita dal vescovo Obizzo Sanvitale tra il 1282 e il 1290.

Era prevista la costruzione di un secondo campanile, gemello del primo, alla sinistra della facciata, ma questo progetto non venne mai realizzato. A partire dal XV secolo, vennero aggiunte le cappelle laterali, decorate con affreschi di grande interesse artistico.  

Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2009, un fulmine colpì il campanile della cattedrale, danneggiando la croce tenuta dall’Angelo d’Oro . L’incendio che si sviluppò all’interno della guglia richiese importanti lavori di restauro, che furono completati il 19 settembre 2015.

Architettura:

L’esterno

La facciata, a capanna, è rivestita con blocchi di arenaria squadrati. La parte inferiore è liscia, con tre portali, i due laterali più antichi e piccoli rispetto a quello centrale, rinnovato nel XIII secolo. Tutti i portali sono leggermente strombati e sormontati da una lunetta vetrata.

Il portale centrale è preceduto da un protiro, opera di Giambono da Bissone (1281), con un arco a tutto sesto sostenuto da colonne corinzie, ciascuna su un leone stiloforo. L’esterno del sottarco è decorato con un ciclo scultoreo raffigurante i mesi dell’anno, recuperato dal portale precedente. Il protiro culmina con una loggia coperta a doppio spiovente e volta a botte, con decorazioni ad archetti e supportata da una colonnina corinzia per lato. I battenti del portale centrale, finemente scolpiti in legno, sono opera di Luchino Bianchino (1491).

Nella parte superiore della facciata si trovano tre logge su livelli differenti. La loggia inferiore è composta da quattro trifore con archetti su colonnine, la loggia intermedia ha un “design” simile ma meno elevato, e al centro, sopra il protiro, si apre una grande monofora che illumina l’interno. Originariamente c’era un rosone nella seconda metà del XII secolo, ma fu dimezzato dalla loggia aggiunta nel 1281 e sostituito da una finestra.

La terza loggia segue l’inclinazione del tetto, con una serie di monofore su colonnine. Le colonnine superiori e la triplice cornice a coronamento, con archetti intrecciati, torciglione e scaletta in stile gotico, sono in marmo rosso veronese, aggiunte nel 1281 per adattare l’innalzamento del tetto.

Il campanile

Alla destra della facciata, su Piazza Duomo, si erge la torre campanaria alta 63 metri, costruita in stile romanico lombardo tra il 1284 e il 1294, in sostituzione di una torre precedente. La cuspide e l’angelo in rame dorato (copia dell’originale, attualmente nel museo diocesano) sulla sommità furono aggiunti dopo il 1336. La torre, rivestita di mattoni scuri e marmo agli angoli, è suddivisa in quattro fasce decorate con archetti gotici e lesene. La cella campanaria ospita sei campane in si bemolle maggiore, tipiche dell’accordo cremasco.

Scorcio della Torre Campanaria, 
foto dal sito https://scorcidiparma.it/
Scorcio della Torre Campanaria,
foto dal sito https://scorcidiparma.it/
Il portale d'ingresso e i due leoni stilofori, 
foto dal sito https://www.piazzaduomoparma.com
Il portale d’ingresso e i due leoni stilofori,
foto dal sito https://www.piazzaduomoparma.com

L’interno

L’interno della Cattedrale di Santa Maria Assunta ha una pianta a croce latina, con tre navate di sette campate ciascuna, un transetto con absidi e un coro profondo. La struttura conserva l’impronta romanica dell’XI secolo, arricchita da successivi interventi.

La navata centrale, larga il doppio delle laterali e coperta da una volta a crociera, è ornata da un ciclo di affreschi realizzati da Lattanzio Gambara tra il 1567 e il 1573, che rappresentano episodi biblici e figure allegoriche. Lo schema di ciascuna delle due pareti laterali di ogni campata è il seguente: dal basso, l’arco a tutto sesto di comunicazione con la navata laterale; sopra di questo, la quadrifora con archetti sorretti da colonnine, che dà sul matroneo; in alto, una monofora che dà sull’esterno.

Le navate laterali, affrescate da Alessandro Mazzola e collaboratori tra il 1572 e il 1574, presentano decorazioni tipicamente manieriste. Nel corso del XV secolo, furono aggiunte dieci cappelle (cinque per lato), sfruttando i contrafforti esterni. Queste cappelle furono costruite da famiglie nobili e da corporazioni locali. Le prime, situate sul lato sud, furono erette nel primo quarto del XV secolo, mentre la costruzione delle cappelle sul lato nord fu più lunga e difficile, probabilmente a causa di edifici adiacenti. Le intitolazioni delle cappelle sono documentate nella visita apostolica del vescovo Giovanni Battista Castelli, anche se molte sono cambiate nel tempo.

Interno del Duomo di Parma, credits Sailko da Wiki Commons
Interno del Duomo di Parma, credits Sailko da Wiki Commons

Oltre le navate

Il transetto, composto da due bracci speculari, è formato da campate rettangolari con volta a crociera e due absidi semicircolari per ciascun braccio entrambe ospitanti un altare barocco. Nella parte destra si trova la Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami (1178).

Oltre la crociera, in asse con la navata, si trova il coro, composto da una campata rettangolare con volta a crociera e un’abside semicircolare, occupata da una balaustra marmorea e da portaceri in bronzo, ospitante la cattedra vescovile di diverse epoche. La cattedra medievale è decorata con bassorilievi di San Giorgio e la Conversione di San Paolo. Il catino absidale è decorato con l’affresco del Giudizio Universale di Girolamo Bedoli-Mazzola, allievo del Parmigianino, tra il 1538 e il 1544.

La cripta

Sotto il capocroce si estende la cripta romanica, oggetto di numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Questa è coperta da volte a crociera sostenute da colonne in marmo con capitelli scolpiti. Si ipotizza che le colonne provengano dall’antica città romana, creando così una connessione simbolica tra la città antica e la Cattedrale. Al centro della cappella dedicata a San Bernardo e alle sue reliquie si trova una statua a lui dedicata, anch’essa rimaneggiata nel tempo. Dalla cripta si accede a due preziose cappelle rinascimentali: la cappella Rusconi e la cappella Ravacaldi.

Cripta del Duomo di Parma, credits Sailko - Opera propria, CC BY 3.0, Wiki Commons
Cripta del Duomo di Parma, credits Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, Wiki Commons

Un focus: La Deposizione dell’Antelami

La Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami, realizzata nel 1178, è considerata una delle opere più significative della scultura romanica e gotica, rappresentando una transizione tra questi due stili. Questa grande lastra in marmo rosso di Verona, originariamente parte di un ambone nella cattedrale di Parma, illustra la scena del Cristo deposto dalla croce con un’impressionante carica drammatica e una composizione ricca di simbolismo.

La lastra con la Deposizione è stata successivamente murata nel transetto destro della cattedrale di Parma, dove è tuttora visibile. Nonostante le modifiche subite nel corso dei secoli, essa rimane uno dei capolavori più importanti di Benedetto Antelami e un esempio emblematico della transizione tra il romanico e il gotico nella scultura italiana.

La scena

Al centro della scena si trova il corpo inerte di Cristo, sostenuto da San Giovanni e da Giuseppe di Arimatea. L’opera è caratterizzata da un forte impatto visivo e da un’innovativa rappresentazione delle figure, dove la rigidità delle figure romaniche si mescola con l’incipiente naturalismo gotico. L’Antelami anticipa, con grande lungimiranza, alcuni elementi della scultura gotica, come la profondità spaziale e la complessità espressiva delle figure.

La scena è arricchita da numerosi dettagli simbolici: a sinistra, i soldati romani si giocano a dadi le vesti di Cristo, un riferimento al pericolo della divisione della Chiesa; a destra, la figura della Sinagoga, con gli occhi chiusi, rappresenta il rifiuto di riconoscere il Messia, in contrapposizione all’Ecclesia trionfante, che simbolizza la Chiesa cristiana.

Lo stile

Lo stile dell’opera, pur radicato nella tradizione romanica, mostra già elementi che preludono al gotico, come la maggiore scioltezza nella rappresentazione dei corpi e l’uso di tecniche sofisticate come la niellatura. L’opera esprime una simmetria e una compostezza che ricordano l’influenza della scultura provenzale e borgognona, ma con un evidente tocco di innovazione che segna una tappa fondamentale nell’evoluzione dell’arte medievale.

La Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami all'interno del Duomo di Parma, credits Jean-Christophe BENOIST -
 Opera propria, CC BY-SA 4.0, 
Wiki Commons
La Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami all’interno del Duomo di Parma, credits Jean-Christophe BENOIST –
Opera propria, CC BY-SA 4.0,
Wiki Commons
Dettaglio della Deposizione dalla Croce con Cristo, l'allegoria della Chiesa, Maria e l'Arcangelo Gabriele credits Di Sailko - Opera propria, CC BY 3.0,  Wiki Commons
Dettaglio della Deposizione dalla Croce con Cristo, l’allegoria della Chiesa, Maria e l’Arcangelo Gabriele credits Di Sailko – Opera propria, CC BY 3.0, Wiki Commons

Il capolavoro del Correggio: la cupola

La crociera della cattedrale è sovrastata da una cupola ottagonale, arricchita esternamente da un loggiato con trifore. Nel tamburo della cupola, un’aggiunta cinquecentesca ha portato alla realizzazione di otto rosoni circolari, uno per ogni lato, che sostituiscono quelli romanici precedenti. L’interno della cupola è interamente affrescato da Antonio Allegri, noto come il Correggio, tra il 1524 e il 1530 (o, secondo altre fonti, tra il 1530 e il 1534), con l’Assunzione della Vergine.

La scena

Questo affresco monumentale, che copre circa 650 metri quadrati, fu iniziato solo dopo il consolidamento strutturale della cupola e completato probabilmente entro ottobre 1529, anche se l’inaugurazione ufficiale avvenne nel 1530. Il tamburo della cupola è decorato con gli Apostoli dipinti sopra una finta cornice, al di sopra della quale si trovano giovani intenti nei preparativi per la celebrazione. Una spirale di nubi si sviluppa sopra di essi, culminando in un groviglio di figure celestiali, tra cui angeli, santi, patriarchi e figure femminili del Vecchio e Nuovo Testamento, disposte in cerchi concentrici. Al centro dell’affresco si distingue la Madonna, circondata da Adamo, Eva e San Giuseppe. L’intera scena è illuminata da una grande luce gialla, simbolo della presenza divina, dalla quale Cristo scende per incontrare Maria.

I pennacchi della cupola, anch’essi affrescati dal Correggio, raffigurano i santi patroni di Parma: San Giovanni Battista, Sant’Ilario di Poitiers, San Tommaso (o San Giuseppe) e San Bernardo degli Uberti. L’Assunzione della Vergine rappresenta un capolavoro di prospettiva e illusionismo, che fonde luce, composizione e movimento in un’opera rivoluzionaria per l’epoca.

Tra scandalo..

Questa cupola, che unisce l’arte rinascimentale con l’audacia barocca, fu inizialmente giudicata “scandalosa” da alcuni critici contemporanei. L’ascensione di Maria, con il suo vorticoso intreccio di figure che la accompagnano verso il cielo, colpisce profondamente l’osservatore. Al centro della cupola, Cristo discende dalla luce con una posa innovativa per l’epoca.

Il contratto per la decorazione della cupola del Duomo di Parma, firmato il 3 novembre 1522, prevedeva anche la decorazione del tamburo, dei pennacchi, delle mura che portavano all’abside e della volta che conduceva all’altar maggiore. L’esecuzione dei lavori iniziò solo nel 1524, dopo il completamento della cupola di San Giovanni Evangelista. Il compenso pattuito per l’opera fu di 1000 ducati d’oro, oltre ai costi per la foglia oro e altre spese tecniche.

Nel 1526 il Correggio ricevette il primo pagamento, dimostrando che il lavoro era già a buon punto. Tuttavia, nonostante l’importanza dell’opera, non mancarono critiche e dissapori con i committenti, che definirono la scena un guazzetto di zampe di rane. Alcuni contemporanei ironizzarono sull’opera, mentre altri, come Bernardino Gatti, esitarono a seguire il suo esempio a causa delle difficoltà incontrate.

..e rivoluzione

Nonostante le critiche, la cupola del Correggio divenne un modello fondamentale per l’arte barocca, influenzando profondamente la decorazione delle cupole dipinte nei secoli successivi. L’illusionismo e l’innovazione prospettica del Correggio, che fece scomparire visivamente la struttura muraria, furono ammirati da artisti e critici, nonostante alcune difficoltà interpretative e la complessità della composizione.

In definitiva, la decorazione della cupola del Duomo di Parma rappresenta un momento di svolta nell’arte del Cinquecento, anticipando i temi e le tecniche che avrebbero caratterizzato il Barocco, e confermando il Correggio come uno dei protagonisti più innovativi del suo tempo.

Cupola del Duomo di Parma, L'Assunzione della Vergine di Correggio - Web Gallery of Art:   Image  Info about artwork, Public Domain, Wiki Commons
Cupola del Duomo di Parma, L’Assunzione della Vergine di Correggio – Web Gallery of Art:   Image  Info about artwork, Public Domain, Wiki Commons
Dettaglio della Cupola del Duomo di Parma, L'Assunzione della Vergine di Correggio - Web Gallery of Art:   Image  Info about artwork, Public Domain, Wiki Commons
Dettaglio della Cupola del Duomo di Parma, L’Assunzione della Vergine di Correggio – Web Gallery of Art:   Image  Info about artwork, Public Domain, Wiki Commons
info
Giorni di apertura Tutti i giorni (tranne il 25 dicembre dalle 12:30 alle 15:30)
Orari di apertura 7:45 – 19:20 (visite sospese durante le celebrazioni liturgiche)
Biglietti Ingresso libero per i singoli Gruppi oltre 5 persone accompagnati da una propria guida (richiesta la prenotazione): € 2,00 per persona, ragazzi minori di 13 anni: ingresso gratuito
Prenotazione non necessaria per i singoli
Telefono Tel. +39 0521 208699 Tel. prenotazioni +39 0521 235886 (lun – mer – gio – ven, dalle 9.30 alle 12.30)
Email info@piazzaduomoparma.com

Fonti
Piazza Duomo
La Cattedrale
Wikipedia


Fonti fotografiche
andreap1108, lucia.caligara, ottone_porfirogenito, fiammettamarina, ignis_agnes, rosannaperrucci, wikicommons

di Flora Roseto

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