,

Palazzo Schifanoia: la “delizia” della Ferrara estense

Palazzo Schifanoia di Ferrara. © Sailko
Palazzo Schifanoia di Ferrara. Credits Sailko

Palazzo Schifanoia // Ferrara // Ferrara // Emilia-Romagna – Palazzo di testimonianza dei fasti di epoca rinascimentale nella Ferrara degli Este.

Contesto

Il Palazzo Schifanoia di Ferrara sorge, alla fine del Trecento, come residenza ricreativa suburbana della famiglia degli Este. Per questo il suo nome Schifanoia deriva da “schifar”, ovvero “schivar” la noia.

La “delizia” estense, così chiamate le residenze rinascimentali fatte costruire dalla casata d’Este, per le sue funzioni di svago e ricreazione è considerata una delle poche sopravvissute espressioni architettoniche di questo genere.

Nel Quattrocento, Borso d’Este amplia il palazzo, plasmandolo secondo la sua immagine e somiglianza. L’edificio viene reso sontuoso e unico a misura della grandezza europea della città di Ferrara in quel periodo storico.

Il palazzo diventa il fulcro della vita di corte tra il Quattrocento e il Cinquecento e lo si considera la gemma incastonata di un anello. Inoltre, conserva tuttora il ciclo di affreschi più importante del XV secolo in Italia, presente nel Salone dei Mesi, di cui sono giunte fino a noi solo le raffigurazioni da marzo a settembre.

Con l’abbandono di Ferrara da parte della famiglia estense, la città e il palazzo subiscono un lungo declino, che alterano le funzioni e la forma dell’edificio fino all’Ottocento. Nel 1898 infatti, grazie anche alla riscoperta dei celebri affreschi del Salone dei Mesi si sviluppa la volontà di riportare in auge l’ex delizia e la si trasforma nel nuovo museo civico della città, il Museo Schifanoia.

Il nuovo percorso espositivo offre un’esperienza di visita immersiva ed emozionale che comprende 21 sale e circa 250 opere con una pluralità di tecniche artistiche.

Oggi il palazzo è incluso nel sistema dei Musei civici di Arte Antica di Ferrara. Si presenta come un lungo edificio suddiviso in due ali. L’ala trecentesca che occupa il lato occidentale con il suo unico piano e l’ala quattrocentesca, a est, con i suoi due piani, voluti dal duca Borso d’Este.

info
Palazzo Schifanoia maps
Palazzo Schifanoia maps

Storia

La delizia estense è stata costruita nel 1385 in una zona ricca di verde e nei pressi dell’antico corso del fiume Po, per volere di Alberto V d’Este. 

Nel 1452 Borso d’Este riceve il titolo di duca per i feudi imperiali di Modena e Reggio Emilia, da parte dell’imperatore Federico III. Per l’occasione, oltre ad ampliare il palazzo, commissiona anche il ciclo di affreschi appartenenti al Salone dei Mesi.  

Alla fine del Cinquecento, nel 1598, con la decadenza del palazzo, causata dall’abbandono di Ferrara dagli Este, la proprietà passa al ramo cadetto della famiglia. Sotto Marfisa d’Este, l’ex “delizia” estense passa in eredità ai Cybo, i duchi di Massa e Carrara.

Nel 1703, però, subentra al controllo del palazzo la famiglia Tassoni, che cede in subaffitto alcune parti dell’edificio a una manifattura di tabacchi.
Per l’utilizzo industriale dell’edificio, gli affreschi quattrocenteschi del Salone dei Mesi vengono completamente intonacati di bianco, cancellando per decenni le sfarzose decorazioni della sala.  

A partire dal 1821, grazie alla curiosità del restauratore e pittore Giuseppe Saroli, si riscoprono i celebri affreschi quattrocenteschi del salone, riportando interesse verso l’ex delizia estense.

A seguito dei danni provocati dal terremoto del 2012 in Emilia, il palazzo rende visibili, fino al 2017, solo il Salone dei Mesi e la Sala delle Virtù.

Nel 2018, inoltre, è stato avviato un lungo lavoro di restauro, che ha provocato la chiusura dell’intero palazzo per diversi anni, fino al giugno del 2020, quando riaprono il Salone e la Sala delle virtù.
La fine dei restauri avviene nell’ottobre del 2021 e introduce il nuovo allestimento delle collezioni museali del Museo Schifanoia. 

Architettura

Il Palazzo Schifanoia è costruito su base quadrangolare e senza ali laterali, pensato per essere un piccolo luogo di ristorazione e ozio.

Presenta una facciata principale e una seconda nel giardino tardo-rinascimentale, prendendo ispirazione dalla villa suburbana dell’antica Roma. La facciata principale, un tempo coronata da merli e finti marmi policromi, è caratterizzata da un elegante portale marmoreo, la cui porta ad arco è decorata con lo stemma degli Este e l’unicorno, impresa araldica cara a Borso d’Este e ricordo delle bonifiche territoriali promosse.
Con il successivo ampliamento del palazzo, la facciata diventa policroma e decorata con la nuova merlatura ghibellina, poi sostituita dalla cornice di terracotta. 

Nel Quattrocento, l’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini è incaricato di realizzare l’appartamento ducale al primo piano del palazzo, dove si trova il grande salone di ricevimento per ambasciatori e delegati, il Salone dei Mesi, raggiungibile attraverso la scala monumentale coronata dalla torretta

Il progetto del Salone è affidato all’astrologo e bibliotecario di corte Pellegrino Prisciani ed è realizzato dall’opera collettiva di diversi pittori ferraresi della scuola di Cosmè Tura. Il salone è suddiviso in 12 scomparti, uno per ogni mese, suddivisi a loro volta in 3 sezioni orizzontali la cui lettura degli affreschi avviene in senso antiorario.
Nella parte superiore è raffigurato il mondo divino con la rappresentazione dei carri trionfali delle divinità pagane, circondati da scene mitologiche e quotidiane. Nella fascia centrale sono rappresentati i segni dello zodiaco occidentale, accompagnati dai decani di quello egiziano. Nel registro inferiore, invece, è riprodotto il mondo degli uomini, su cui ricade l’influenza delle leggi divine.

La Sala delle Virtù presenta un lussuoso soffitto a cassettoni in stucco dorato, arricchito nella fascia alta delle pareti dalle raffigurazioni femminili delle virtù teologali e cardinali, esclusa la Giustizia.

info
Giorni di apertura Da martedì a domenica
Orari di apertura 10:00 – 19:00 (chiusura biglietteria ore 18:00)
Biglietti Intero € 12,00; Ridotto € 9,00
Prenotazione Consigliata
Telefono +39 0532 244949
Email diamanti@comune.fe.it

Fonti
Ferrara Terra e Acqua
Ferraradeltapo-patrimoniomondiale
Wikipedia
Fonti fotografiche
Palickap, Sailko, Mara Gualerzi, Nicola Macinenti, Rosanna, MariaGabriella, Herbert Frank.

di Gaia Porcellini

Tag