
2-channel film installation 16mm film, color, sound; 18 min. Fil still
La Fondazione Merz di Torino ospita, dal 20 febbraio al 18 maggio 2025, DEADHEAD, una mostra di Yto Barrada curata da Davide Quadrio con Giulia Turconi, in collaborazione con il MAO Museo d’Arte Orientale.
L’esposizione esplora il tema del ritorno all’essenziale, ispirandosi alla pratica botanica del deadheading per stimolare nuova crescita. Attraverso film, sculture, tessuti e installazioni, Barrada intreccia arte, natura e memoria culturale.

2-channel film installation 16mm film, color, sound; 18 min. Fil still
Yto Barrada DEADHEAD
La mostra DEADHEAD di Yto Barrada si ispira al concetto di rinnovamento, evocando la pratica agricola di rimuovere parti appassite per stimolare nuova crescita. Con questa metafora, l’esposizione presenta una selezione di opere tra film, sculture, installazioni, tessuti e stampe, molte delle quali realizzate appositamente per l’evento.
Uno degli elementi centrali della mostra è il riferimento alla ricerca sul colore di Emily Noyes Vanderpoel, che nel 1902 pubblicò un rivoluzionario studio visivo basato su griglie geometriche di tonalità e sfumature. Questa visione sistematica del colore, definita “musica della luce”, trova eco nel lavoro di Barrada, che trasforma immagini storiche in composizioni astratte.
Nella serie Color Analysis, già presentata al MAO di Torino, Barrada utilizza griglie di velluto tinte a mano per reinterpretare antichi oggetti e opere d’arte. I pigmenti naturali impiegati provengono da The Mothership, un progetto artistico fondato dall’artista in Marocco, dove vengono esplorate tecniche tradizionali di tintura e pratiche ecologiche. Con questo approccio, Barrada unisce memoria storica e sperimentazione contemporanea, esplorando il rapporto tra arte, natura e trasformazione culturale.

Yto Barrada tra storia, arte e identità
Yto Barrada (Parigi, 1971) è un’artista franco-marocchina che vive e lavora tra Tangeri e New York. La sua ricerca multidisciplinare esplora narrazioni storiche, identità e strategie di resistenza attraverso fotografia, film, scultura, installazioni e stampa. Le sue opere mettono in luce storie meno conosciute, svelando la prevalenza della finzione nelle narrazioni istituzionalizzate e celebrando forme quotidiane di autonomia.
Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni prestigiose come Tate Modern, MoMA, Centre Pompidou, Metropolitan Museum e in biennali internazionali (Venezia, Gwangju, Whitney, São Paulo) ed è stata recentemente selezionata per rappresentare la Francia alla Biennale di Venezia nel 2026. Tra i numerosi riconoscimenti, ha ricevuto il Mario Merz Prize (2022), il Queen Sonja Print Award (2022) e l’Abraaj Group Art Prize (2015).
Yto Barrada è la quarta artista a ricevere il Mario Merz Prize, prestigioso riconoscimento internazionale biennale nato per celebrare Mario Merz e valorizzare talenti emergenti nei campi dell’arte e della musica. Il premio prevede la commissione di un progetto espositivo e di una composizione musicale inedita, assegnati rispettivamente agli artisti selezionati nelle due categorie del concorso.
Barrada è fondatrice della Cinémathèque de Tanger, un’importante istituzione culturale dedicata al cinema marocchino e internazionale. Il suo progetto più recente, The Mothership, è un eco-campus femminista a Tangeri dedicato alla tintura naturale e alla preservazione delle tradizioni indigene. Ha insegnato in istituzioni come Bard College e Cooper Union, continuando a influenzare il panorama artistico con la sua ricerca sulle dinamiche sociali e culturali.

INFORMAZIONI UTILI
DATE: dal 20 febbraio al 18 maggio 2025
LUOGO: Fondazione Merz
INDIRIZZO: Torino, via Limone 24
ORARI: martedì-domenica 11-19, lunedì chiuso
BIGLIETTI: gratuito – 3.50€ – 6€ (info)
TELEFONO: +39.011.19719437
E-MAIL: info@fondazionemerz.org
SITO UFFICIALE: https://www.fondazionemerz.org/
Fonti
Mario Merz Prize – Yto Barrada