
Dal 12 dicembre 2025 all’8 marzo 2026, il Museo Eremitani di Padova apre al pubblico la straordinaria Collezione Centanini.
Patrimonio della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la collezione in mostra, curata da Alessia Vedova con la collaborazione scientifica di Elisabetta Vanzelli, conduce il visitatore attraverso cinque secoli di arte attraverso una selezione di 70 opere, tra cui spiccano numerosi capolavori.
La raccolta fu donata alla Fondazione nel 2015 dall’avvocato Pietro Centanini, ultimo erede di una famiglia che, tra Venezia e il Polesine, ha intrecciato la propria storia con territori, cultura e gusto artistico. Le opere riflettono un percorso collezionistico eclettico ma coerente, nutrito da competenza, curiosità e dialogo costante con studiosi e mercanti d’arte.


Una famiglia tra Rovigo, Venezia e Padova
La storia dei Centanini affonda nel Settecento, quando la famiglia veneziana dei Pisani affida ai Centanini l’amministrazione dei possedimenti nel Polesine. Tra Stanghella, Boara e Venezia, la famiglia cresce in un ambiente dove cultura, agricoltura e impegno civico si intrecciano.
Nel Novecento nasce Pietro Centanini, che dopo gli studi giuridici e una lunga carriera alla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo coltiva insieme alla moglie Enrica una profonda passione per l’arte. La loro collezione diventerà, alla fine, un dono alla collettività.
Il collezionismo come eredità culturale
Nella sua lettera-testamento, Pietro Centanini riconosce al collezionismo un ruolo sociale: trasformare il piacere privato in patrimonio comune. “Una collezione -scrive – trova senso compiuto quando diventa occasione di crescere culturalmente, di condividere bellezza e di preservare ciò che altrimenti andrebbe disperso.”
La sua scelta di donare l’intero corpus alla Fondazione nasce proprio da questo desiderio: mantenere unita la storia familiare e farne esperienza pubblica.


1900-1924 circa, olio su cartone

Un viaggio attraverso cinque secoli d’arte
La mostra offre un viaggio compatto e variegato attraverso cinque secoli d’arte, riflettendo in pieno gli interessi del collezionista.
Le vedute veneziane, dalle gouache settecentesche di Giacomo Guardi alle atmosfere del Novecento di Italico Brass e alla sintesi di Carlo Carrà, tracciano un filo rosso che attraversa generazioni e memorie familiari. Accanto a queste, la Scuola di Posillipo restituisce una Napoli luminosa e vibrante, raccontata dai fratelli Palizzi, da Pratella e da Irolli, legata agli affetti personali del collezionista.
I Macchiaioli – Fattori, Lega, Signorini – introducono poi una nuova idea di verità pittorica, fatta di luce e quotidianità. Il Novecento più sperimentale emerge invece nelle ricerche astratte di Sironi e Licata, mentre il tema del paesaggio, da Diziani e Ciardi fino a Soffici, Rosai, De Pisis e Zoran Music, diventa spazio poetico e interiore.
Uno sguardo internazionale è offerto dagli italiani di Parigi, come Zandomeneghi, Boldini, Chialiva e De Nittis, protagonisti della vita artistica francese tra Ottocento e primo Novecento. Francia che ritorna anche nelle opere di Utrillo e Chagall, tra la Montmartre silenziosa del primo e la fantasia simbolica del secondo.
Il percorso prosegue nel genere del ritratto, dal Settecento veneziano del Maggiotto al modernismo di Virgilio Guidi, e nelle nature morte, che dal barocco di Bogdany e dai fiori di Marchioni arrivano alle interpretazioni novecentesche di Ghiglia, Carena, Soffici, De Chirico e Barbisan.
Chiude il cammino la passione per l’antico, con opere seicentesche e settecentesche – dal Guercino a Pietro da Cortona – che raccontano un gusto familiare per soggetti biblici, paesaggi pastorali e pitture di battaglia.


olio su tavola

Una genealogia visiva
La Collezione Centanini non è solo un insieme di opere d’arte: è un racconto familiare, un patrimonio emotivo e culturale che unisce quadri antichi e dipinti moderni, ritratti dei propri cari e grandi maestri della storia dell’arte.
In questo dialogo tra opere e memorie si riconosce il vero valore della raccolta: una continuità di sguardi, una trasmissione di gusto e cultura che oggi viene consegnata, integra, alla comunità.
INFORMAZIONI UTILI
DATE: Dal 12 dicembre 2025 all’8 marzo 2026
LUOGO: Museo degli Eremitani di Padova
INDIRIZZO: Piazza Eremitani, 8, 35121 Padova PD
ORARI: Tutti i giorni dalle 9 alle 19. Chiuso il 25 e 26 dicembre e l’1 gennaio.
BIGLIETTI: incluso nel biglietto di ingresso al Museo Eremitani. Intero da €15 (con Cappella degli Scrovegni) a €11. Ridotto da €11 a €9. Residenti €7. Scuole €6.
E-MAIL: musei@comune.padova.it.
TELEFONO: +39 049 8204551
SITO UFFICIALE: www.padovamusei.it
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