
Dal 10 maggio al 29 giugno 2025, la città di Lodi ospita Atlas Abda, mostra personale dell’artista Andrea Mariconti (Lodi, 1978).
Il progetto, a cura di Alessandro Beltrami e Paolo Torre, è promosso dal Comune e dalla Provincia di Lodi, con la collaborazione di Asst Lodi, Pro Loco, Museo della Stampa e il supporto di Animula Design e Federico Rui Arte Contemporanea. La mostra si configura come un percorso espositivo diffuso, che coinvolge spazi storici e architetture poco note del tessuto urbano lodigiano.
Un dialogo tra opera e luogo
La mostra Atlas Abda si articola in una rete di installazioni site-specific distribuite in diversi ambienti storici della città di Lodi. Le opere, tra pittura e scultura, dialogano con spazi architettonici di epoche diverse, alcuni dei quali solitamente non accessibili al pubblico. Tra questi: la Biblioteca Laudense, che accoglie una quadreria al piano terra e opere sparse nelle sale monumentali; la collezione anatomica “Paolo Gorini” presso l’Ospedale Maggiore; la chiesa di Santa Chiara Nuova con il suo coro quattrocentesco; il Chiostro di San Cristoforo, sede della Provincia; il Museo della Stampa (dal 1° giugno); e la Sala delle Colonne dell’ex monastero di San Domenico.
In quest’ultimo spazio ipogeo è previsto un intervento legato al suono, parte di una riflessione più ampia sul concetto di “archeologia sonora”. Le installazioni si fondano sull’uso di materiali naturali, tipici della ricerca di Mariconti: bronzo, rame, grafite, fitolacca, carbone, cenere, petrolio. Le opere non si limitano a essere collocate negli spazi, ma contribuiscono a reinterpretarli, attivando percorsi visivi e simbolici che ne ridefiniscono la percezione.
Alcuni interventi sono pensati per restituire attenzione a contesti marginali o poco valorizzati, come nel caso del frottage delle superfici della Sala delle Colonne, successivamente stampato su carta e presentato nel Chiostro di San Cristoforo. Le sculture della serie Naeuma-Antimatter, realizzate in bronzo a cera persa e progettate per emettere suoni, sono state attivate in una performance inaugurale il 10 maggio e successivamente ridistribuite nei diversi luoghi della mostra.


Tempo, memoria e stratificazione
Il filo conduttore della mostra è il rapporto tra arte, tempo e memoria. Il titolo stesso, Atlas Abda, richiama il fiume Adda, che attraversa Lodi, e il suo etimo celtico abda, “acqua che scorre impetuosa”. Il fiume diventa metafora del tempo che scorre, ma anche del desiderio di risalirne il corso, di trattenerne la traccia. Le opere di Mariconti si inseriscono in questa tensione tra passato e presente, agendo come strumenti di indagine archeologica contemporanea. L’intervento speciale del 24 e 25 maggio al Museo “Paolo Gorini” ne è stato un esempio: l’artista ha velato parzialmente alcune delle preparazioni anatomiche ottocentesche esposte, sottraendole allo sguardo scientifico e restituendo loro una dimensione di umanità e mistero.
Un altro intervento emblematico è l’opera Atlas Abda, composta da sassi di fiume come quelli utilizzati nella pavimentazione della piazza centrale di Lodi. In occasione della performance inaugurale, questi elementi sono stati assemblati per formare simbolicamente il “corpo” dell’Adda, per poi essere disseminati nei luoghi della mostra, come frammenti di una mappa fluida. Il progetto intende così costruire una geografia emotiva e percettiva della città, in cui le opere non solo occupano lo spazio, ma attivano narrazioni stratificate. La mostra è accompagnata da una mappa in tiratura limitata, firmata e numerata, realizzata con il contributo del Museo della Stampa e di Animula Design, e sarà documentata da un catalogo edito da Arciduca.
Il nome del fiume Adda, il fiume di Lodi deriva dal celtico abda, ossia ‘acqua che scorre impetuosa’. E lo scorrere inarrestabile del tempo è da sempre stato accostato a quello di un fiume. Ma cosa accade se proviamo a risalire, se non ad arginare la corrente? In che modo l’arte può diventare una forma di strumento archeologico capace di fare della città un campo di risonanza della storia e del suo essere contemporanea?
Andrea Mariconti

Materia, memoria, metamorfosi. L’arte di Andrea Mariconti
Andrea Mariconti (Lodi, 1978) è un artista italiano attivo tra Cremona e Milano. La sua ricerca si sviluppa tra pittura e scultura, con un’attenzione costante alla materia e alla sua trasformazione. Utilizza esclusivamente materiali di origine naturale, sia minerale (grafite, rame, bronzo) che vegetale (cenere, carbone, fitolacca, petrolio, cera, terra cruda), attraverso cui indaga le potenzialità espressive e simboliche della materia stessa.
La pratica di Andrea Mariconti si distingue per un approccio interdisciplinare e una riflessione continua sulla storia dell’arte, affrontata come campo aperto di relazione tra visione, materia e tempo. Nelle sue opere pittoriche, il colore è ridotto all’essenziale mentre in ambito scultoreo, lavora con la tecnica della fusione a cera persa in collaborazione con la storica fonderia Allanconi di Bolzone (Cremona). Covoni di paglia, boschi, scogliere: sono questi i soggetti ricorrenti, evocati più che rappresentati, in un dialogo costante con la memoria e con il paesaggio.
Mariconti si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha conseguito una laurea in Arti Visive (2001) e successivamente in Scenografia e Discipline dello Spettacolo (2006). Nel 2005 ha partecipato al workshop con Anselm Kiefer durante la realizzazione de I Sette Palazzi Celesti all’Hangar Bicocca di Milano, esperienza significativa per la sua evoluzione artistica.
Espone dal 2003 in Italia e all’estero, partecipando regolarmente a fiere internazionali tra cui Art Basel, Berlino, Karlsruhe, Tai Pei e Strasburgo. Nel 2011 riceve il premio “Best of Show” al UNESCO International Bioethics Art Prize. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, nazionali e internazionali.

INFORMAZIONI UTILI
DATE: dal 10 maggio al 29 giugno 2025
LUOGHI E INDIRIZZI: Lodi
Biblioteca Laudense – Via Solferino, 72
Collezione anatomica “Paolo Gorini” – Via Agostino Bassi, 1
Santa Chiara Nuova – Via Orfane, 12
Chiostro di San Cristoforo – Via Tito Fanfulla, 18
Museo della Stampa – Via della Costa, 4
ORARI:
Biblioteca Laudense: Dal martedì al sabato 9.15 – 18.15. Dal 9 giugno dal lunedì al sabato 8.30 – 13.30
Collezione anatomica “Paolo Gorini”: Mercoledì 10.00 – 12.00. Sabato 9.30 – 14.30. Domenica 14.30 – 17.30
Santa Chiara Nuova: Sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
Chiostro di San Cristoforo: Sabato, domenica e lunedì 2 giugno: 16.00 – 19.00. Dal lunedì a venerdì 9.30 – 12.30 / 15.00 – 19.00
Museo della Stampa: Sabato 10.00 – 12.30 / 15.00 – 17.30. Dal lunedì al venerdì 9.30 – 12.30
BIGLIETTI: ingresso libero
SITO UFFICIALE: Città di Lodi
Fonti
Punto Sull’Arte – Andrea Mariconti