
Dal 30 maggio al 20 luglio 2025 sarà possibile visitare la mostra dedicata a Louise Nevelson nelle sale del piano nobile di Palazzo Fava a Bologna.
La mostra
La mostra dedicata a Louise Nevelson e al suo lavoro è stata curata da Ilaria Bernardi e realizzata dall’Associazione Genesi, in collaborazione con la Fondazione Carisbo e Opera Laboratori nel campo del progetto culturale Genus Bononiae. È la prima volta che viene ospitata una esposizione sull’artista nella città di Bologna e proprio in occasione di questo progetto, l’Associazione Genesi inizia un programma di mostre monografiche su grandi artisti con vite e opere con tematiche sociali oggi attuali e fondamentali. Nevelson, per esempio, affronta il tema della condizione della donna, socialmente costretta al ruolo di madre e di moglie. L’artista, infatti, sentendosi oppressa e bloccata decise nel 1941 di divorziare dal marito e di dedicarsi alla sua passione: l’arte.
Il percorso espositivo si estende in cinque sale del piano nobile nelle quali le opere sono divise per tematica, in modo da facilitare al visitatore la lettura del lavoro dell’artista. È possibile ammirare le enormi sculture di legno dipinto di nero; le “porte” in legno dipinto di nero (1976) sospese e realizzate con assi delle porte e parti di altri oggetti come gambe delle sedie. Inoltre sono presenti altre opere, sempre dipinte di nero, ma costruite dall’unione di elementi tipografici, come per esempio City Series del 1974.

245 x 380 x 6 cm Ph. © Gianni Ummarino. Courtesy Gió Marconi, Milano

Photo: © Alessandro Zambianchi. Courtesy Gió Marconi, Milano
Il percorso espositivo continua
Il protagonista della quarta sala è senza dubbio il collegamento tra le sculture e il collage che ha sempre accompagnato la vita artistica di Nevelson. L’artista era molto interessata ai materiali non comuni, come per esempio il metallo, il cartone o la pellicola d’alluminio. Proseguendo, si trova una selezione di acqueforti inedite, databili al 1953, insieme ad alcune serigrafie del 1975, esposte poche volte prima. All’interno della stessa sala è presente una video-intervista fatta all’artista nel 1978 nel momento dell’apertura della Chapel of the Good Shepherd, a New York, progettata da Nevelson stessa con sculture di legno dipinto di bianco. Infine, nell’ultima sala, ci sono dei grandi collage su legno dipinto appesi alla parete e una grande scultura che segnano la fine della trasformazione alchemica della materia nella quale l’oro prende il posto del nero.


L’artista
Louise Nevelson (1899 – 1988), il cui vero nome è Lija Isaakivna Berljavs’ka, è una delle più importanti artiste americane ed è stata una delle prime artiste donne a essere riconosciuta nell’ambiente artistico già dai primi anni Quaranta. La sua arte è caratterizzata principalmente da sculture realizzate con l’unione di materiali di recupero di colore nero, bianco e oro. Nevelson nasce a Kiev nel 1899; nel 1905 si trasferisce negli Stati Uniti dove inizia la sua carriera artistica, trova il suo successo come artista e la sua indipendenza e libertà come donna. Negli anni Cinquanta, le opere di Louise Nevelson iniziarono a entrare nelle collezioni dei più importanti musei, come per esempio il MOMA di New York.
La curatrice della mostra Ilaria Bernardi afferma: “Louise Nevelson ripropone nel suo lavoro un’analisi femminista della diseguaglianza di genere, producendo un’arte autenticamente femminile”. Nevelson, infatti, si focalizza su se stessa come essere umano indipendente dall’uomo, dal maschio. Nella sua arte, l’artista porta l’autonomia della donna nel suo rapporto magico con la natura incontaminata, inserendo rappresentazioni rituali delle civiltà antiche e utilizzando materiali primigeni come il legno e la pietra. Per Louise Nevelson, il raggiungimento dell’autonomia della donna può avvenire solo tramite la sua autoaffermazione.
Informazioni utili
Dove: Palazzo Fava, Via Manzoni 2, Bologna
Quando: Dal 30 maggio al 20 luglio 2025
Orari: Da martedì a domenica 10:00 – 19:00. Chiuso il lunedì
Biglietti: Intero 10€ | ridotto 5€
Sito Web: Palazzo Fava
Instagram: @genusbononiae
Fonti
Louise Nevelson – Palazzo Fava