Amy-d Arte Spazio Milano ospita PRIMA qui ERA tutto PARADISO

Kamil Sanders, prima qui era tutto paradiso (2025). Foto di Noemi Chioccarelli
Kamil Sanders, prima qui era tutto paradiso (2025). Foto di Noemi Chioccarelli

Amy-d Arte Spazio ospita dal 12 al 28 marzo la mostra PRIMA qui ERA tutto PARADISO. Each world is a failed experiment, curata da Kamil Sanders. L’esposizione offre un viaggio immersivo attraverso le opere di giovani artisti multidisciplinari: Davide Masciandaro, Eleonora Molignani, Riccardo Ricca, Mariangela Zabatino e le composizioni musicali di Nicole Andrea Fontana.

La mostra prende ispirazione non solo dal racconto Il giardino del tempo di J.G. Ballard, ma anche dal tema del Met Gala 2024, The Garden of Time, che a sua volta si rifà alla stessa opera letteraria. Sanders rielabora questo concetto attraverso un’indagine artistica sulla fragilità del tempo e l’inevitabilità di decadenza e trasformazione.

PRIMA qui ERA tutto PARADISO

La galleria diventa un habitat metaforico, dove ogni ambiente rappresenta una tappa di una narrazione visiva e sonora in cui lo spettatore è parte integrante. Suddivisa in quattro stanze, l’esposizione si articola attraverso installazioni, elementi scenografici e suoni che trasformano lo spazio in un’esperienza fluida e interattiva. La percezione dello spettatore viene continuamente destabilizzata da interferenze impreviste che rompono la linearità della visione e pongono domande sulla natura stessa della realtà percepita.

Come recita la poesia di Kamil Sanders che dà il titolo all’esibizione:

prima qui era tutto paradiso,

poi è scrosciato il tempo da ogni lato.

i fiori sono morti, le stelle sono morte.

la terra veste ora petali e bagliori.

è tanto uguale nascere e morire

(da non distinguere bene più le parti)

so solo che prima io non c’ero

e ora sono in pasto a questo mondo

di organi fraintesi e metamorfosi

PRIMA qui ERA tutto PARADISO. Veduta della Mostra, Amy-d Arte Spazio Milano (2025)
Foto di Noemi Chioccarelli
PRIMA qui ERA tutto PARADISO. Veduta della Mostra, Amy-d Arte Spazio Milano (2025)
Foto di Noemi Chioccarelli

Il giardino: un equilibrio fragile tra interno ed esterno

L’ambiente più ampio della mostra è dedicato al giardino, simbolo di una perfezione destinata a svanire. Riccardo Ricca costruisce una vegetazione simbolica con le sue installazioni Non andartene docile in quella buona notte e Se questo è il confine, generando un dialogo tra interno ed esterno, tra natura e artificio. Il motivo floreale su carta da parati, opera del curatore Kamil Sanders, suggerisce una bellezza decadente, mentre Archivio d’artista e le due Grandi fragole del regno dei morti di Eleonora Molignani evocano un giardino intimo e nostalgico, un ricordo che sfuma nel tempo.

Il soggiorno: distorsioni sonore e frammenti di memoria

Proseguendo nel percorso espositivo, si giunge al soggiorno, un luogo in cui il suono gioca un ruolo centrale. Nicole Andrea Fontana crea un paesaggio sonoro onirico e frammentato, amplificando il senso di straniamento. Un televisore in apparente disuso interagisce con i graffiti evanescenti di Eleonora Molignani, mentre le opere di Mariangela Zabatino emergono dalle pareti come reperti archeologici di un passato che sembra sgretolarsi. L’installazione di Davide Masciandaro introduce una vibrazione perturbante, suggerendo un’ulteriore rottura della stabilità temporale.

La sala d’aspetto: il confine tra passato e disgregazione

La terza stanza, una sala d’attesa surreale, rappresenta il momento di sospensione prima della definitiva dissoluzione. Qui si trovano le figure enigmatiche degli animali di Pisanello impacchettati e della scrofa di Falaise di Eleonora Molignani, simboli di un mondo che si appresta a svanire. Il senso di attesa e incertezza permea l’ambiente, preparando lo spettatore all’inevitabile cedimento della struttura temporale e narrativa.

Il balcone: il tempo che riprende la sua corsa

Nell’ultima sala, la mostra si conclude con il crollo definitivo dell’illusione. Le note di Zenith ∧/o nero di Nicole Andrea Fontana evocano il suono profondo e inarrestabile di un buco nero, metafora della trasformazione irreversibile. Al centro della scena, una scultura in cera raffigurante Śiva Naṭarāja, il Re della Danza, simbolo della ciclicità della distruzione e della rinascita. L’immagine finale della mostra è un connubio tra fine e nuovo inizio, tra caos e possibilità.

PRIMA qui ERA tutto PARADISO. Veduta della Mostra, Amy-d Arte Spazio Milano (2025)
Foto di Noemi Chioccarelli

Un esperimento fallito o una nuova prospettiva?

Il concept della mostra prende ispirazione dal racconto di Ballard, che narra di una coppia di nobili che riesce a fermare l’avanzata del tempo cogliendo fiori magici dal loro giardino. Tuttavia, quando l’ultimo fiore viene reciso, la loro illusione di controllo svanisce e il tempo riprende il suo corso inesorabile. Questa metafora diventa il fulcro della mostra, riflettendo sulla crisi come condizione permanente della contemporaneità.

La citazione di Antonio Gramsci – La crisi consiste nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere – si fa chiave di lettura dell’intera esposizione. PRIMA qui ERA tutto PARADISO invita il pubblico a confrontarsi con la propria condizione di spettatore e intruso, parte attiva di un mondo in continua trasformazione. La presenza stessa dei visitatori diventa elemento di rottura, imponendo alle opere di adattarsi e ridefinirsi in tempo reale.

Attraverso una combinazione di estetica scenografica e coinvolgimento del pubblico, la mostra suggerisce che ogni tentativo di ripristinare un equilibrio perduto è destinato a essere una simulazione, un’illusione destinata a dissolversi. Tuttavia, ciò che rimane dopo il crollo potrebbe essere non solo una perdita, ma anche un’opportunità di ricostruzione su nuove basi. Ogni mondo è forse un esperimento fallito, ma è proprio nell’imperfezione che si può intravedere la possibilità di un futuro diverso.

INFORMAZIONI UTILI

DATE: dal 12 al 28 marzo

LUOGO: Amy-d Arte Spazio

INDIRIZZO: Milano, via Lovanio 6

ORARI: visitabile su appuntamento

BIGLIETTI: ingresso gratuito

TELEFONO: +39 02654872

E-MAIL: info@amyd.it

SITO UFFICIALE: Amy-d Arte Spazio

Fonti

PRIMA qui ERA tutto PARADISO

di Eleonora Interliggi

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