Il Duomo di Monza: tra arte, storia e religione

Duomo di Monza, Credits @desigarau

Duomo di Monza//Monza//Monza e della Brianza//Lombardia – Chiesa più importante di Monza, dedicata a San Giovanni Battista

Contesto

La struttura complessa e monumentale, l’apparato decorativo, il suo Tesoro di valore inestimabile fanno del Duomo di Monza una delle più importanti istituzioni ecclesiastiche d’Italia e d’Europa.
Il Duomo, collocato nel cuore di Monza, custodisce al suo interno alcune delle maggiori bellezze artistiche della città. Inoltre, ospita un ricco Museo, il cui reperto più noto è la pregiata Corona ferrea, con cui per secoli sono stati incoronati numerosi sovrani, tra cui i Re d’Italia. 

L’importanza della Basilica, oggi intitolata a San Giovanni Battista, è testimoniata fin dalla sua fondazione. In particolare, è opera di Teodolinda, regina dei longobardi. Infatti, secondo la leggenda, quest’ultima avrebbe visto una colomba dello Spirito Santo, che avrebbe sussurrato alla regina “Modo”, cioè “qui”, indicando il punto in cui sarebbero sorti l’antica residenza regia longobarda e la cappella.

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Storia

Come già accennato, il Duomo di Monza nasce in epoca longobarda, nei pressi del Palazzo Reale. Tuttavia, si trattava inizialmente di una cappella palatina. Il complesso risulta già officiato nel 603, in occasione del battesimo di Adaloaldo, figlio di Teodolinda e Agilulfo. Purtroppo, però, dell’edificio originario restano solo alcuni materiali edilizi e arredi liturgici. Inoltre, dalle scarse fonti scritte si capisce che doveva trattarsi di un edificio a tre navate, ad andamento longitudinale, preceduto da un atrio quadriportico che svolgeva funzioni diverse, tra cui alcune civili.

Durante la prima fase dei lavori, che durò fino alla consacrazione dell’altare maggiore nel 1346, il Duomo assume le forme semplici dell’architettura mendicante: prevalentemente in cotto, con il corpo longitudinale scandito dall’alternarsi di pilastri, con copertura a capriate e con un corto transetto voltato, a terminazione piana. All’esterno la facciata era caratterizzata da un paramento lapideo a bande bicrome bianco-nere, come voleva la tradizione locale lombarda già romanica. Possedeva un unico portale centrale, sormontato da una lunetta istoriata con il dono da parte di Teodelinda del Tesoro a S. Giovanni.

Succesivamente, le esigenze della comunità e il ruolo crescente del complesso imposero l’avvio di una seconda campagna di lavori, durante la seconda metà del XIV secolo. In particolare, questa fase vede al lavoro le maestranze campionesi.
Le navate vennero portate da tre a cinque e come conseguenza venne allargata la facciata e proporzionata in altezza, secondo i modelli diffusi a Milano. In aggiunta, tutto ciò si lega all’intenzione da parte dei Visconti di adibire il Duomo monzese a sede per le incoronazioni imperiali, insieme ad Aquisgrana e Roma. Un altro obiettivo era creare una connessione con S. Ambrogio a Milano, facendo leva sulla presenza nel Tesoro della Corona ferrea, ritenuta una reliquia del chiodo della crocefissione di Cristo.

Inoltre, vennero aggiunte due cappelle gemelle, in cotto e a terminazione poligonale. Quella a destra venne decorata intorno al 1417, anche se oggi rimane un unico frammento con Cristo crocifisso, attribuito a Michelino da Besozzo. Invece, quella di sinistra venne affrescata tra il 1444 e il 1446 dalla famiglia di pittori lombardi Zavattari.

Durante il secolo successivo, in relazione ai principi imposti dal Concilio di Trento del 1545, venne sfondato il muro di fondo della cappella maggiore. Inoltre, venne costruito un vasto presbiterio, che all’esterno si pone in continuità con le precedenti architetture tardogotiche. Alla fine del secolo venne innalzato, su progetto di Pellegrino Tibaldi, il nuovo campanile.
Invece, la cappella ottagonale destinata a ospitare il Tesoro, nell’area delle sacrestie, risale al 1681.

Nei primi anni del Settecento venne modificata la decorazione, secondo le caratteristiche tardobarocche. Infine, La stagione neoclassica è segnata dall’altare maggiore progettato da Andrea Appiani nel 1798 e dal nuovo pulpito di Carlo Amati del 1808.

Architettura

La facciata come si presenta oggi è frutto dell’ampliamento diretto da Matteo da Campione nella seconda metà del Trecento. Questa è a salienti, a vento, scandita in cinque campi da lesene a sezione rettangolare, concluse da edicole contenenti statue di santi.
Bifore, trifore e oculi incorniciati da lacunari contribuiscono a decorare e a ritmare la facciata mentre più in alto si trova una finta loggetta pensile. Invece, al centro nella parte superiore, spicca il rosone, attorniato da una cornice a lacunari. Questo tipo di motivo si può notare, proseguendo verso l’alto, fino alla finta loggetta.
Il portale del campo centrale è preceduto da un protiro, realizzato nella seconda metà del Cinquecento.
Inoltre, i recenti lavori di restauro, la facciata è stata riportata al suo aspetto originale. Perciò, è oggi possibile ammirare la bicromia dei diversi marmi.

L’interno è a croce latina, con tre navate separate da pilastri a sezione ottagonale. I capitelli figurati rappresentano animali, creature mitologiche e mostruose. Le pareti sono decorate con i ritratti di re longobardi e imperatori incoronati con la Corona Ferrea. Inoltre, è di particolare rilievo, sulla parete di fondo del transetto destro, l’Albero della vita, un affresco di Giuseppe Arcimboldi e Giuseppe il Meda, che risale al 1556. Invece, dalla parte opposta del presbiterio si trova la Cappella di Teodolinda, affrescata con le storie della regina longobarda, capolavoro indiscusso del gotico internazionale.

Tornando all’esterno, si nota sulla sinistra la torre campanaria. In particolare, la facciata mostra il risultato del restauro di Luca Beltrami. Dunque, a partire dal 1908 (anno di conclusione dei lavori) ci si può trovare di fronte ad una superficie lievemente asimmetrica, con la parte superiore a vento, rivestita di fasce di marmo bianco e verde ossolano.

In conclusione, è importante menzionare la piazza antistante il Duomo. La sua attuale struttura risale al XV secolo ed è il risultato della demolizione delle case medievali che occupavano l’area.

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Giorni di apertura Da lunedì a domenica
Orari di apertura Dalle 7,30 alle 12,00; dalle 15,00 alle 18,30. Domenica dalle 7,30 alle 12,00; dalle 16,00 alle 18,30
Biglietti Ingresso libero
Prenotazione No
Telefono +39 039 389420
Email info@duomomonza.it

Fonti
Museo Monza (museoduomomonza.it)
La basilica, la parrocchia e i suoi parrocchiani – DUOMO DI MONZA – Home (duomomonza.it)
Duomo di Monza, breve guida per turisti | Monzanet
Duomo di Monza – complesso, Piazza Duomo – Monza (MB) – Architetture – Lombardia Beni Culturali
Fonti fotografiche
@desigarau, @alto_basso_medioevo, @andrea731a, @_colomarko_, @__puntidivista__, @alelespositophoto, @maria_gabriella7

di Benedetta Rossetti

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