Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo

PIERO GOLIA, ON THE EDGE (SULLA CRESTA DELL'ONDA), 2000. FRAMED PHOTO, 37 X 52 X 1,5 CM. COURTESY L'ARTISTA
PIERO GOLIA, ON THE EDGE (SULLA CRESTA DELL’ONDA), 2000, 37 X 52 X 1,5 CM. COURTESY L’ARTISTA

Dal 6 febbraio al 7 settembre 2025 MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta la mostra “Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo”.

Facile ironia: un viaggio nell’arte italiana attraverso lo sguardo ironico

Dal 6 febbraio al 7 settembre 2025, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – ospita la mostra “Facile Ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo”, un evento che esplora il potere dell’ironia come linguaggio universale nell’arte italiana dagli anni Cinquanta a oggi. Curata da Lorenzo Balbi e Caterina Molteni, questa esposizione celebra il 50º anniversario della fondazione della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e fa parte del programma istituzionale di ART CITY Bologna 2025, organizzato in occasione di Arte Fiera.

Piero Gilardi, Renzi che salta, 2015 I Courtesy Fondazione Centro Studi Piero Gilardi.
Piero Gilardi, Renzi che salta, 2015 I Courtesy Fondazione Centro Studi Piero Gilardi. 

L’Ironia come chiave di Lettura

Il titolo, “Facile Ironia”, è una scelta che cattura l’attenzione con la sua apparente semplicità, invitando a scoprire un mondo di significati stratificati e complessi. L’ironia viene interpretata non solo come una forma di umorismo, ma anche come un potente strumento critico per mettere in discussione i meccanismi della società, della politica e del mondo dell’arte.

Con oltre 100 opere e documenti d’archivio di più di 70 artisti italiani, questa mostra rappresenta un invito a riflettere sull’influenza dell’ironia nell’arte, un linguaggio che sa essere diretto e universale, ma al tempo stesso profondamente provocatorio.

Lucia Marcucci,  Come ama - come lavora, 1972, collage su cartoncino, cm 70x50. Foto di Paolo Mariani, Courtesy Frittelli Arte Contemporanea
Lucia Marcucci, Come ama – come lavora, 1972, collage su cartoncino, cm 70×50. Foto di Paolo Mariani, Courtesy Frittelli Arte Contemporanea
Giuseppe Chiari, 1974, L'arte è finita smettiamo tutti insieme, manifesto a stampa, 100x70 cm
Giuseppe Chiari, 1974, L’arte è finita smettiamo tutti insieme, manifesto a stampa, 100×70 cm

L’ironia tra paradosso, critica e umorismo nero

La mostra è organizzata in macro-aree tematiche che evidenziano le diverse modalità con cui l’ironia è stata usata nel corso dei decenni.  La prima sezione, dedicata al paradosso e al gioco, raccoglie opere che trasformano elementi della quotidianità in spunti critici attraverso una prospettiva ironica. Tra gli artisti spiccano Bruno Munari e Piero Manzoni, celebri per la loro capacità di rendere straordinario il quotidiano grazie a soluzioni artistiche innovative e giocose. La mostra presenta anche la critica femminista, in cui l’ironia si fa strumento di contestazione sociale, evidenziando le contraddizioni del patriarcato e dell’ordine costituito. Qui troviamo le opere di Tomaso Binga e Mirella Bentivoglio, che usano il linguaggio visivo per destrutturare i ruoli tradizionali di genere. 

La mostra continua con la mobilitazione politica, attraverso una riflessione sull’intreccio tra ironia e politica, con lavori che denunciano dinamiche di potere e disuguaglianze sociali. Area in cui artisti come Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto esplorano come l’ironia possa diventare una forma di resistenza. A seguire tratta di critica istituzionale. Questa sezione analizza l’uso dell’ironia per mettere in discussione il sistema dell’arte stessa. Qui tra gli artisti esposti troviamo Maurizio Cattelan, noto per il suo approccio irriverente e provocatorio, insieme a Paola Pivi e Francesco Vezzoli, che giocano con le convenzioni del mondo artistico in modo sorprendente. La mostra si conclude con il nonsense e dark humor, dove l’ironia si spinge verso il limite dell’assurdo. Il duo Eva e Franco Mattes e Chiara Fumai sono solo alcuni degli artisti che incarnano questa dimensione.

Paola Pivi, Have you seen me before?, 2008. Schiuma poliuretanica, piume, plastica, legno, acciaio, 108 x 200 x 100 cm I Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Paola Pivi, Have you seen me before?, 2008. Schiuma poliuretanica, piume, plastica, legno, acciaio, 108 x 200 x 100 cm I Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Informazioni utili

Dal 6 febbraio al 7 settembre 2025

Luogo: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

Orari: Martedì e mercoledì dalle ore 14.00 alle 19.00, Giovedì dalle ore 14.00 alle 20.00, Venerdì, sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00 alle 19.00

Biglietti: Intero 6 € – Ridotto 4 €

Telefono: +39 051 436818

Sito ufficiale: MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna

Fonti

MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna

di Virginia Giacomini

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